martedì 30 ottobre 2012

Risotto con i porcini di Tarsogno.

Fin da piccolo mio marito è andato in vacanza in estate sulle colline di Parma e precisamente a Tarsogno. Direi che ci ha passato un numero considerevole di estati che, con il passare degli anni, sono inevitabilmente entrate a far parte del mondo del mito. "L'acqua di Tarsogno è unica (questo è vero, è chiamato "Il paese delle fonti"), l'aria di Tarsogno è la più fresca per l'estate, la torta di patate buona si mangia solo a Tarsogno, se vuoi dei porcini buoni li devi raccogliere a Tarsogno" e così via.
Fatto sta che due domeniche fa eravamo in zona. Il sabato abbiamo avuto una esperienza non troppo felice in un agriturismo dove a cena, senza mai mostrarci nemmeno l'ombra di un fungo (in zona si vive di quelli e quest' anno il raccolto è stato straordinario!), sono riusciti a servirci, salumi a parte, dei piatti innominabili! Non sono solita uscire con questi commenti ma la sorpresa è stata davvero sgradevole. Occhio alle apparenze a ai...week-end troppo..charmants!
Il giorno dopo, grazie a Dio, è stato davvero...il giorno dopo! Un bel sole in cielo, i meravigliosi colori dell'autunno, aria frizzantina.


Dopo aver salutato per sempre l'agriturismo, ci siamo mossi alla volta dei dintorni.


 A Compiano abbiamo visitato il paesino e il castello, a Borgotaro ci siamo infilati in una deliziosa trattoria dove siamo stati serviti con gentilezza, sollecitudine, un giusto prezzo e ottimi e abbondanti funghi. Se passate da quelle parti, vale la pena di provare. Il locale si chiama "La taverna di Andrea" e si trova in piazza Manara.


Dopo pranzo, abbiamo passeggiato per la via principale di Borgotaro e abbiamo trovato un negozio con le specialità di Tarsogno! Inutile dire che abbiamo fatto spesa: funghi porcini secchi e sott'olio e la spongata per Natale (è uno dei dolci tipici delle feste).
Oggi a pranzo sono quindi andati in tavola i funghi di Tarsogno, quelli secchi di quest'anno.
Mi tocca dar ragione a mio marito? Direi proprio di sì. I funghi di Tarsogno sono davvero molto molto molto buoni!!!

RISOTTO CON I FUNGHI PORCINI SECCHI (quelli di Tarsogno)

per 5 persone:
200 g funghi porcini secchi
340 g riso Carnaroli
Acqua
2 dadi Cuore di brodo alle verdure Knorr
1 spicchio d’aglio
sale
30 g burro
abbondante Parmigiano Reggiano


Mettere i funghi secchi a bagno in acqua tiepida per circa 1 ora.
Scolare i funghi, filtrandola con un colino a maglie molto strette.
Mettere a bollire l’acqua dei funghi facendo sciogliere in questa i  dadi da cucina. (circa 1 litro e mezzo di liquido in totale).
Tagliare i funghi grossolanamente e metterli da parte.
In una grande padella dal fondo antiaderente, far rosolare, l’aglio e quindi aggiungere i funghi.
Far cuocere i funghi per due o tre minuti, quindi aggiungere il riso facendolo tostare per qualche minuto.
Aggiungere l’acqua dei funghi bollente fino a coprire il riso.
Mescolare lentamente di tanto in tanto ed aggiungere altra acqua finchè il riso non raggiunge la cottura desiderata.
Al termine della cottura, spegnere il fuoco e mantecare con il burro e il Parmigiano.
Far riposare per pochi minuti e  servire.






lunedì 29 ottobre 2012

Strudel di pere e cioccolato - Una cassetta di frutta in regalo.

Abito in un condominio ma nella mia scala siamo solo due famiglie. Due famiglie che messe insieme fanno...9 figli! Non ci sentiamo mai soli e non lo siamo davvero perché abbiamo imparato a contare gli uni sugli altri. Far quadrare il bilancio è un'attenzione quotidiana per tutti, immaginiamoci per chi, oltre alla qualità, deve provvedere anche alla quantità. Per questo motivo, se uno di noi trova una buona occasione, ne rende partecipe anche gli altri. Così domenica, al mio ritorno dal giretto del pomeriggio, ho trovato in cucina una bella cassetta di mele e e pere, regalo dei miei vicini di casa. Le mele si conservano a lungo, le pere sono più delicate, buttare è un peccato capitale, quindi...si va sul classico

STRUDEL DI PERE E CIOCCOLATO

1 rotolo di pasta sfoglia pronta
4 o 5 amaretti
2 o 3 pere (le mie erano Kaiser)
succo di limone
zucchero di canna
2 quadrotti di cioccolato fondente

Tagliare le pere in pezzi non troppo sottili e metterle a bagno nel succo di limone. Srotolare la pasta sfoglia. Cospargere il fondo con gli amaretti sbriciolati (assorbono l'umidità della frutta), sistemare le pere sgocciolate dal succo di limone, cospargere con 2 o 3 cucchiai di zucchero di canna e con il cioccolato fondente tritato grossolanamente.  Arrotolare la pasta avendo cura di mettere sotto la chiusura del rotolo. Forno a 190° per 30 minuti circa. Far raffreddare leggermente, cospargere di zucchero a velo e servire.



Anche gli anti-frutta di casa mia sono crollati! 

domenica 28 ottobre 2012

Zuccherini degli sposi

Ho abitato diversi anni ad Arquà Polesine, in provincia di Rovigo, ma i miei genitori erano emiliani. Precisamente nativi di Modena: Stuffione di Ravarino il mio papà, La Motta di Cavezzo la mia mamma. Aggiungo anche il nome delle frazioni dei rispettivi paesi, perchè hanno sempre tenuto a farci sapere che venivano proprio da lì e non da un punto qualsiasi del territorio. 
E il mio papà, il mio babbo, come lo chiamavamo in casa, nonostante si fosse ambientato molto bene a Rovigo, è sempre stato custode premuroso delle sue origini. "Noi siamo emiliani" diceva a noi figli. 
Parlava benissimo il dialetto veneto, con il quale si intratteneva con i suoi contadini, ma in casa si parlava "emiliano", si mangiava emiliano e quando si venivano a trovare i nonni a Sant'Ilario d'Enza (in provincia di Reggio Emilia, anche loro si sono spostati da Modena), si comprava emiliano, per ritrovare anche a Rovigo i nostri sapori.
Quando si voleva fare un presente di riguardo a qualche conoscente, si regalava emiliano; ci faceva sentrre speciali, benedetti da questa terra così generosa. 
Più di una volta all'anno lui ed io facevamo un pellegrinaggio in terra emiliana. Andavamo a far castrare i capponi, a far visita alle tombe dei nonni, dei bisnonni, dei cugini che non avevo conosciuto ma di cui parlo ancor oggi con quella naturalezza che mi viene dal suo avermeli "presentati" così bene  attraverso i suoi racconti. 
E poi andavamo per campagne, lui era agente agricolo e conosceva i campi di barbabietole del modenese, dl bolognese e del ferrarese come le sue tasche. Li conosceva e li amava.
Ogni campagna era il nome di un conoscente che aveva scelto una semente piuttosto di un'altra, di un amico con cui aveva condiviso la giovinezza.
 E andavamo anche per paesi. Ognuno di essi era un intreccio di ricordi, di affetti e di delizie: la ciambella, il cotechino, i cappelletti...e gli zuccherini. 




Sono dei piccoli semplicissimi biscotti, direi più di Bologna che di Modena, che un tempo gli sposi di campagna offrivano al posto dei confetti, troppo al di fuori della portata delle loro tasche. Hanno la forma degli anelli nuziali e sono chiari, avvolti nello zucchero a velo, per ricordare il bianco dell'abito della sposa. Venivano messi in sacchettini e distribuiti agli invitti perché la festa fosse grande e bella per tutti. 



Li ho rifatti  in questi giorni in cui la nostalgia per i miei genitori si sente più forte. Cucinando gli zuccherini e riempiendo la cucina con il loro profumo, mi sembra ancora di averli vicini, a decantare insieme la bontà delle nostra terra. 

ZUCCHERINI DEGLI SPOSI

500 g. farina 00
175 g. zucchero
110 g. burro freddo
30 g. mandorle 
3 uova
1 bustina lievito per dolci
scorza di limone grattugiata
qualche cucchiaio di liquore di anice
zucchero a velo

Prendere un cucchiaio di zucchero dal totale e tritare le mandorle con il robot da cucina. Nell' impastatrice mettere la farina e il burro e lavorare fino ad ottenere un composto sabbioso. Unire la farina di mandorle, lo zucchero rimanente, il lievito e le uova. Completare l'impasto a mano e mettere in frigo a riposare per almeno 30 minuti, avvolgendo nella pellicola. Accendere il forno a 160°. Riprendere l'impasto, prenderne piccole porzioni e farne dei rotolini (diametro di una sigaretta dice la ricetta che seguo) e arrotolarli ad anello attorno al dito. Disporli ben distanziati su una teglia ricoperta di carta forno. Cuocere per 10 minuti, Sembrano pochi ma sono esattissimi. I biscotti devono rimanere chiari e prender consistenza durante la fase del raffreddamento. Una volta cotti e raffreddati, pennellare con poco liquore all'anice e subito dopo, far cadere un' abbondante pioggia di zucchero a velo. 




Con questa ricetta partecipo al contest "Mani in pasta: i biscotti della tradizione" del Molino Chiavazza. 


mercoledì 24 ottobre 2012

Faraona agli agrumi

Poco tempo, una bella faraona, il cestino della frutta pieno di limoni e arance...che si fa?

FARAONA AGLI AGRUMI

1 faraona già tagliata in pezzi
olio evo
succo di 1 limone
1 bicchiere di succo d'arancia
1/2 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di aceto balsamico
sale e pepe.

In una casseruola mettere 2 o 3 cucchi di olio. Scaldare e adagiare i pezzi della faraona a rosolare. Bagnare con il succo degli agrumi, cospargere con lo zucchero, aggiungere il balsamico (se ne può aggiunger un altro cucchiaio). Coperchiare e cuocere a fiamma moderata per 45 minuti circa. Controllare bene la sapidità perché il dolce deve essere percepibile ma non prevalere. Scoperchiare, togliere i pezzi della faraona, alzare la fiamma per addensare il sugo. Servire ben caldo accompagnando con insalata fresca o un purè di patate.



martedì 23 ottobre 2012

Grissini piemontesi

Ebbene sì, dopo tante trattative, ecco approdato alla mia mensa il pluristellato chef e giudice di Masterchef, Carlo Cracco!!!Non ci crede nessuno vero? Però la bufala non è del tutto "bufala" perché Carlo Cracco è venuto davvero a casa mia, e ha persino cucinato per me e la mia famiglia. Lo ha fatto dalle pagine del suo libro "Se vuoi fare il figo usa lo scalogno" (ecco, magari sul titolo ci si poteva lavorare un po'...) ed. Rizzoli.
L'acquisto è di domenica scorsa. Di solito il pomeriggio della domenica lo dedichiamo a qualche giretto fra le nostre colline per poi concludere in una libreria. Cerco di controllarmi sull'acquisto dei libri di cucina perchè credo di essere malata. Domenica però la libreria mi ha accolto così:  "Sconti su tutti i libri di cucina..."e come potevo deludere tanta generosità. Così, complice la generosità di mio marito (non mi ha mai limitato in questi "vizi"), il signor Cracco è scivolato in una bella shopper di carta, dritto dritto, fino alla mia cucina. 




Il libro è interessante. Sottotitola: "Dalla pratica alla grammatica: imparare a cucinare in 60 ricette".
Mi sono cimentata in base al tempo che avevo a disposizione. Ho scelto una ricetta del gruppo II di difficoltà, ho seguito tutte le istruzioni e....guardate cosa mi ha portato il signor Cracco per ringraziarmi dell'ospitalità che gli avevo concesso? Un bel mazzo di...grissini!


Macché, non è vero nemmeno questa! I grissini me li sono preparata da sola ma le istruzioni date dal suo libro erano così chiare e semplici che quasi i grissini si facevano da soli!

GRISSINI PIEMONTESI

480 g. farina 00
220 ml di acqua
75 ml di olio evo
15 g. lievito di birra (ho usato quello granulare, una bustina)
1 cucchiaino di miele (lui suggerisce il malto ma non lo avevo)
10 g. di sale
3 g. di zucchero

Per rifinire:
acqua
olio evo
parmigiano
paprika dolce

Non ho seguito alla lettera il suo procedimento ma il risultato è stato davvero buono. Mettere acqua, olio e sale nell'impastatrice. Aggiungere la farina, il miele, il lievito e lo zucchero. Impastare a velocità 1 (Ken...)per 10 minuti circa.Mettere a lievitare per tre ore circa, in una terrina ricoperta di pellicola e in un posto lontano da correnti d'aria (forno con la luce accesa).  Prendere l'impasto, sgonfiarlo, dividerlo in tre filoni e con una spatola rigida, cominciare a dividerli in tanti bastoncini lunghi. Completare il confezionamento dei grissini con le mani, cercando di tenere lo stesso spessore per tutta la lunghezza. Si evitano così spiacevoli sorprese in cottura. Appoggiare i grissini su una placca da forno ricoperta di cartaforno. Per diversificare i gusti dei grissini rifinire in questo modo:
- con un pennello bagnare il grissino con poco olio in cui è stata sciolta paprika (dolce p piccante, a piacere)
- con un pennello bagnare il grissino con un' emulsione di acqua e olio e cospargere di parmigiano
- con un pennello bagnare il grissino con un' emulsione di acqua e olio e cospargere di semi pi papavero.




Cuocere a 190° per 10 minuti circa. Servire accompagnando con prosciutto cotto, crudo e, come va dalle mie parti, cicciolata. 




PS: povero Cracco, la prima ricetta e già tante variazioni...speriamo non se la prenda troppo e torni presto a cena da me!




martedì 16 ottobre 2012

Tortino carciofi e ricotta

Eh già, ho fatto una nuova scoperta nel banco frigo del supermercato: la pasta sfoglia integrale. Buona, gustosa, invisibile agli occhi dei figli sempre diffidenti verso tutto ciò che sa un po' più di "sano", da riempirsi a piacere.

TORTINO CARCIOFI E RICOTTA

1 rotolo di pasta sfoglia integrale
250 g. ricotta
1 confezione di carciofi surgelati (anche meno sono sufficienti)
una manciata di grana
150 g. prosciutto cotto tagliato a dadini
1 uovo
sale - pepe - prezzemolo - noce moscata.

Cuocere i carciofi in acqua bollente salata e tritarli. In una ciotola capiente mettere la ricotta e mescolare bene per renderla cremosa. Aggiungere poi tutti gli altri ingredienti e versare il composto sulla pasta sfoglia già srotolata a lasciata riposare a temperatura ambiente per almeno 10 minuti. Cuocere a 180° per mezz'ora circa. E' piaciuta.


Brodo di polenta

Una ricetta veloce, gustosissima, adatta alle prime brume autunnali. L'idea nasce da una ricetta vista sul numero di ottobre della rivista "Sale e pepe".

BRODO DI POLENTA

500 g. funghi misti
100 g. farina gialla per polenta istantanea
1 spicchio d'aglio
1 litro e mezzo di brodo vegetale ( dado gelatinoso alle verdure)
origano fresco
30 g. burro
sale e pepe

In una padella mettere il burro e farlo fondere dolcemente. Unire lo spicchio d'aglio schiacciato e privato del germe interno. Aggiungere i funghi, già puliti ed eventualmente tagliati a pezzi se troppo grossi. Cuocere per 10 minuti circa.
Preparare il brodo e quando bolle versare a pioggia la farina. Cuocere per 10 minuti, fino ad ottenere una crema fluida. Impiattare e versare al centro del piatto un cucchiaio di funghi. Spolverare con pepe e origano.



Scusate le ombre! Prima o poi riuscirò a coniugare l'ora serale con la sua luce (poca e artificiale), e le mie abilità fotografiche (scarse come la luce, appunto).


Buona cena!

mercoledì 10 ottobre 2012

Flan di zucca - Crocchette di zucca e provolone

Il web è un'infinita fonte di ispirazione per chi ama cucinare. Si naviga, ci si imbatte in un blog, poi si passa a un altro e così via. In tutti si trova qualcosa di interessante, di piacevole: una ricetta,  l'impostazione, il tono colloquiale dei post, la disponibilità. Verrebbe voglia di conoscere tutti, di scambiare idee e di imparare un po' da tutti. Ho trovato un nuovo blog http://staffettaincucina.blogspot.it. E' delizioso. Mamma e figlia si regalano e regalano a tutti,  il loro patrimonio culinario. Trovo una proposta di contest: "Zucche alla riscossa". 
Abito tra Parma e Reggio Emilia; la mia provincia confina a nord con quella di Mantova...dunque? Tortelli! preferibilmente di zucca. Non saranno tortelli ma aderisco al loro invito e zucca sarà! Orsù zucche...alla riscossa!




FLAN DI ZUCCA

300 g, di zucca
100 g. panna fresca
30 g, parmigiano
2 uova
noce moscata
sale pepe
olio evo

Decorticare la zucca, pulire dai semi, tagliare a pezzi, condire con un filo d'olio, cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti. Lasciare raffreddare e passare con il frullatore ad immersione. Aggiungere gli altri ingredienti. Imburrare delle cocottine monoporzione, mettere il composto, cuocere in forno a 180° per 30 - 40 minuti. Eventualmente far dorare il flan sotto il grill del forno per gli ultimi 3 minuti di cottura. Si sgonfia velocemente!



CROCCHETTE DI ZUCCA E PROVOLONE

250 g. zucca
50 g. provolone dolce
50 g. provolone piccante (o 100 g. di provolone piccante in totale, se il sapore vi aggrada)
3 uova
30 g. parmigiano grattugiato
rosmarino
pangrattato
farina
olio per friggere
sale e pepe

Decorticare la zucca, pulire dai semi, cuocere in forno a 180° per 30 minuti circa. Schiacciare la polpa con una forchetta poi metterla nel bicchiere del mixer ad immersione e frullare. In una ciotola mettere il passato di zucca, 30 g. di pangrattato, i formaggi tagliati a piccolissimi dadini, il rosmarino tritato finemente.  In un piatto a parte rompere un uovo, aggiungere il parmigiano, sale,  pepe e lavorare con una forchetta. Unire al composto di zucca. 



Formare delle polpettine e passarle nella farina, nelle uova rimaste, già battute, nel pangrattato. Far riposare in frigo per almeno mez'ora per far prendere consistenza. 
Friggere in olio caldo fino a doratura. Asciugare nella carta da cucina e servire. Sono buone calde, tiepide, fredde...




Domenica sera: focaccia!

Curo in modo particolare il pranzo della domenica. Ci siamo tutti attorno alla tavola, la fretta è minore, le chiacchiere più distese, ci si racconta un po' di più (poco eh, non esageriamo!), ci si torna a "frequentare".
Il cibo diventa l'apriporta al riallacciarsi delle relazioni, accompagna questo processo, lo celebra.
Dovrebbe bastare,no?
No, a casa mia non basta, non sono mai sazi e così verso le 5 del pomeriggio riprende la domanda: "Cosa si mangia stasera?".
Ma come "cosa si mangia", non abbiamo già dato a pranzo? Un po' di frutta? Sembra di offrire dei pesticidi.
Allora vado con qualcosa di veloce, di solito la focaccia, accompagnata da formaggi e salumi.
I miei ragazzi se lo possono permettere, sono altissimi, io un po' meno. Pazienza.

FOCACCIA CON PASTA MADRE

200 g. pasta madre
320 ml. acqua tiepida
600 g. farina 0 (o 500 di farina 0 e 100 di manitoba)
3 pizzichi di sale
2 cucchiaini di zucchero
olio - sale grosso - rosmarino

La sera prima rinfrescare la pasta madre. Al mattino stemperarla nell'acqua con lo zucchero. Aggiungere la farina e il sale e impastare per almeno 10/15 minuti (uso l'impastatrice).
Mettere a lievitare fino alle 5 del pomeriggio circa. Prendere l'impasto, dividerlo in due, sgonfiarlo, stenderlo in due teglie. Coprire con pellicola (a volte infilo la teglia in una borsina di quelle dei supermercati), lasciar lievitare altre due ore. Preparare un' emulsione con olio, poca acqua e spargerla sulle focacce. Spolverare con il sale grosso e gli aghi di rosmarino tritati. Forno statico a 190° per 20/25 minuti circa.


La mano sullo sfondo è di uno degli affamati. 

lunedì 8 ottobre 2012

Tagliatelle di castagne al ragù di finferli, speck e zucca

L'autunno è la stagione che mi affascina di più. Il caldo è stemperato, i colori non si contano, i profumi pervadono l'aria. E la luce? Quando guido mi fermo per strada a bere la bellezza della luce dell'autunno, specialmente alla sera, quando si staglia di traverso sui prati e dona loro luce e consistenza, sì perché sembra di sentirli sotto le dita. La terra voltata nei campi dal passaggio dell'aratro, manda un messaggio di pace; " Ho accolto il seme, l'ho fatto crescere, ho cercato nelle mie viscere tutte le energie possibili, catturando ogni piccola goccia d'acqua così parca in questa calda estate, perché le piante giungessero a maturazione.Ho dato tutto. Ora posso riposare". Non è quella bella sensazione che si prova alla fine di una giornata quando si sa che, anche nel poco e nel piccolo, abbiamo fatto del nostro meglio perché quella trascorsa fosse davvero una "buona" giornata?

L'autunno è anche un invito a ritornare a tavola. Dopo i pasti frettolosi dell'estate dove era così difficile trovare qualcosa che mettesse appetito, la gente torna a provare il piacere dello stare a tavola, del fermarsi insieme, del gustare e non solo mangiare, quanto viene servito. Allora bentornato autunno, colora anche le nostre tavole con i tuoi regali!

TAGLIATELLE DI CASTAGNE AL RAGU' DI FINFERLI, SPECK E ZUCCA.





per la pasta:

200 g. farina 0
120 g. farina di castagne
80 g. di semola di grano duro 2 uova
1/2 bicchiere d'acqua
1 cucchiaio d'olio evo

per il ragù:

7 cucchiai di olio evo
120 g. di speck
100 g. finferli freschi
150 g. zucca
sale - pepe - rosmarino - prezzemolo
100 ml. panna liquida
parmigiano reggiano

Partire con la pasta. Impastare tutti gli ingredienti nell'impastatrice, raccogliere la pasta e far riposare coperta da una terrina, per mezz'ora circa.

Nel frattempo pulire i finferli,  tagliarli a pezzetti (conservarne due interi per la decorazione del piatto) e cuocere per pochi minuti in una padella dove sono stati scaldati due cucchiai di olio. Sale, pepe, prezzemolo tritato.

In un'altra padella rosolare in tre cucchiai di olio, lo speck tagliato a striscioline.

Decorticare la zucca e tagliarla a julienne. Scaldare l'olio rimasto in una terza padella (ho preferito separare gli elementi del ragù per poi unirli solo alla fine), cuocere la zucca a fuoco alto per pochi istanti, deve rimanere croccante. Insaporire con sale, pepe, rosmarino tritato.

Riprendere la pasta, tagliarla a fette spesse e passarle nei rulli della macchina per la pasta, dal più largo al penultimo. Lasciar riposare le strisce di pasta per farle asciugare. Dopo una mezz'ora circa (dipende dall'umidità dell'aria)  passare le strisce nella trafila per le tagliatelle e stendere su un tagliere di legno cosparso di semola, per farle asciugare.

Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata. Unire finferli, speck e zucca e scaldare il ragù. A piacere aggiungere la panna liquida per meglio legare gli ingredienti.  Saltare le tagliatelle nel ragù, aggiungere un mestolo di acqua di cottura, servire in tavola. Il parmigiano ci sta bene.




Con questa ricetta partecipo al contest "Colora il tuo autunno" de "La cucina di Ely"





domenica 7 ottobre 2012

Tris di dolcetti - Evviva il parroco!

Sì è un modo di dire ma ieri sera nel mio paese era realtà. Abbiamo infatti avuto l'ingresso del nuovo parroco, don Fernando. Io sono cresciuta in un paesino della provincia di Rovigo, Arquà Polesine.
Una vita molto semplice, molto piccola, fatta di certezze. Una di queste riguardava i punti di riferimento per la comunità religiosa e civile: il sindaco, il parroco, il maresciallo, la maestra. Davanti a loro ci si poneva con deferenza, ci si sentiva sicuri all'ombra della loro autorità. Ora i tempi sono cambiati ma nei paesi questo spirito è in parte rimasto e sapere che qualcuno arriva per la comunità tutta, è un grande motivo di festa. Così ieri sera, dopo la celebrazione, ci si è riuniti davvero in tanti a festeggiare. Doppia festa per me, che ho potuto provare qualche nuova ricetta!
Benvenuto don Fernando!




TORTELLINI DOLCI

250 g. di farina
1 uovo e un tuorlo
100 g. di zucchero
100 g. burro di buona qualità
un pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 bicchierino di brandy (regolarsi a seconda della morbidezza che prende l'impasto)
marmellata a piacere (prugne, mi piace il contrasto dolce/brusco)
zucchero a velo

Mettere tutti gli ingredienti nel'impastatrice ma completare l'impasto a mano. Schiacciare la pasta con il mattarello (batterla come per prenderla a bastonate), avvolgere nella carta forno e riporre in frigo anche per diverse ore. Riprendere la pasta, appiattirla ulteriormente, stenderla con il mattarello ma sempre tenendola fra i fogli di carta forno perché tende ad appiccicarsi. Ritagliare dei cerchi con un coppapasta di circa 9 cm. Prendere un cerchio nella mano sinistra e con la destra mettervi al centro un cucchiaino di marmellata. Chiedere subito ripiegando il cerchio a metà e premendo bene i bordi per non far fuoriuscire la marmellata in cottura. Sistemare i tortellini su una leccarda da forno ricoperta di carta forno e mettere in forno già caldo a 180° per 20 minuti circa. Quando sono cotti, aspettare che si intiepidiscano e cospargere di zucchero a velo




BISCOTTI ALL'ARANCIA E CIOCCOLATO

Per i biscotti:
350 g. farina
100 g. miele (acacia o millefiori)
100 g. burro
3 cucchiai succo di arancia
80 g. zucchero
1 uovo.
100 g. cioccolato fondente

Per la glassa arancione:
50 g. zucchero a velo
colorante alimentare in gel giallo
colorante alimentare in gel rosso
acqua

Impastare tutti gli ingredienti con l'impastatrice. Stendere subito la pasta e ritagliare i biscotti nella forma preferita. Cuocere in forno a 180° per circa 30'

Nel frattempo fondere a bagnomaria il cioccolato fondente.

Preparare la glassa arancione: mescolare allo zucchero a velo, una punta di colorante per alimenti giallo, una punta rossa, mezzo cucchiaio di acqua.  Mescolare, mettere in una sac a poche.

Una volta sfornati i biscotti farli raffreddare poi unirli a due a due con poco cioccolato fuso.Metterli in frigo 10 minuti per far rapprendere il cioccolato. Infine decorare i biscotti con la glassa.




MELE SFOGLIATE

1 rotolo di pasta sfoglia (meglio rettangolare)
2 mele
succo di un'arancia
3 cucchiai di zucchero
1/2 bicchierino di Cointreau (o brandy)

Fare una bagna con il succo d'arancia, il Cointreau, 2 cucchiai di zucchero e immergervi per almeno dieci minuti le mele sbucciate e tagliate in ottavi.  Tagliare la pasta sfoglia in strisce di circa 2 cm. di lato e avvolgere ogni fetta di mela dopo averla sgocciolata dalla bagna. Pennellare con la bagna rimasta e cospargere con lo zucchero rimasto. Forno a 200° per 25 minuti circa.

martedì 2 ottobre 2012

Cuori di brioche farciti ai lamponi




Con questa ricetta partecipo al Contest di Rigoni di Asiago. Sono innamorata del Natale e l'invito non si poteva davvero rifiutare. 
Cosa fare? "Un Natale dal cuore dolce", certo...ma come si fa a vivere un Natale così se non ci si prepara adeguatamente? Allora facciamo in modo che la dolcezza si diffonda e pervada fin dall'inizio, tutto il mese di dicembre, con questo particolare calendario dell'Avvento, dal cuore dolce. 



CUORI DI BRIOCHE FARCITI AI LAMPONI


Ingredienti

per le brioches:
330 g di farina
40 g di zucchero
150 g di burro chiarificato ammorbidito (o normale)
140 g di lievito madre ( o 20 g. di lievito di birra)
2 uova 
150 g di latte  intero
un pizzico di sale
Fiordifrutta ai lamponi RIGONI DI Asiago (va benissimo anche un altro gusto a piacere)

per la glassa bianca:
 60 g. zucchero  velo
1 cucchiaio di acqua

per la glassa rossa: 

60 g. zucchero  velo
1 cucchiaio di acqua
poco colorante alimentare rosso in pasta

per la decorazione:
confettini argentati

Far intiepidire il latte e sciogliervi il lievito madre, lasciandolo a bagno per almeno 15 minuti.
Nel'impastatrice mettere zucchero e farina, aggiungere le uova ed il latte con il lievito. Iniziare ad impastare; aggiungere il sale.
Lavorare bene l'impasto finché la pasta non si stacca dalle pareti della ciotola.
Aggiungere il burro a pezzetti e lavorare l'impasto fino a che quest'ultimo non sia stato completamente assorbito. La pasta dovrà staccarsi completamente dai bordi della ciotola. Coprirla con pellicola e lasciar lievitare l'impasto fino al raddoppio.
Appena lievitato, riprenderlo ed appiattirlo leggermente con il palmo delle mani. Riporre la brioche in frigo per tre ore, sistemandola per comodità in uno stampo da torte, sempre coperto di pellicola.
Quando l'impasto è ben raffreddato e quindi più consistente, stenderlo con il matterello.
Con il tagliabiscotto a forma di cuore, incidere un numero pari di formine. Al centro di ogni cuore mettere un cucchiaino di Fiordifrutta ai lamponi RIGONI DI Asiago, sovrapporre un secondo cuore e premere i bordi, facendoli aderire fra di loro anche con l'aiuto dei rebbi una forchetta.


Disporre le brioches sulla leccarda rivestita di carta forno e lasciarle riposare per circa 2-3 ore.
Preriscaldare il forno a 180°.
Pennellare le brioches  con dell'uovo sbattuto. Infornare per 8 - 10 minuti.
Preparare la glassa bianca mescolando 60 g. di zucchero a velo con un cucchiaio di acqua. Stesso procedimento per la glassa rossa cui aggiungere una puntina di colorante per alimenti. 
Una volta freddate, decorare le brioches  con la glassa bianca, con l'aiuto di una sac à poche.
Lasciar asciugare poi procedere a formare i numeri del calendario dell'Avvento con la glassa rossa. Decorare con qualche confettino argentato.
Avviarsi dolcemente al Natale!