domenica 30 giugno 2013

Tortelloni di ceci su ragù di totani e salsa al basilico

“Le novità si raggiungono arrangiando in maniera inedita le cose del passato”(Gualtiero Marchesi)


Ingredienti semplici, che profumano di orto e di mare, forme antiche, della tradizione di casa mia, ripensate in modo nuovo. Come mi piace giocare in cucina!

TORTELLONI DI CECI SU RAGU' DI TOTANI E SALSA AL BASILICO




per 4 persone: 
ripieno:
150 g ceci lessati
1/4 cipolla bianca
1 carota
1 costa di sedano
1 spicchio d'aglio
1 foglia alloro
brodo vegetale
olio extra verdine d'oliva
sale e pepe

pasta:
200 farina 00
2 uova

ragù di totani:
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
6 anelli grandi di totano
1/3 di bicchiere da acqua di vino bianco secco
sale
1 pomodoro ramato
2 cucchiai di salsa di pomodoro
timo fresco

salsa al basilico:
20 foglie di basilico
1 manciata di pistacchi
sale
olio extra vergine d'oliva

Ripieno: mettere ad imbiondire lo spicchio d'aglio schiacciato e privato del germe in una padella con 2-3 cucchiai di olio. Aggiungere la foglia di alloro spezzettata con le mani, la cipolla, la carota e la costa di sedano puliti, lavati e tritati finemente. Aggiungere i ceci, aggiustare di sale e pepe. Insaporire per alcuni minuti: i ceci devono ammorbidirsi. Togliere l'aglio. In un bicchiere alto trasferire i ceci, aggiungere poco brodo vegetale e ridurre in crema con l'aiuto di un mixer ad immersione. Far rassodare in frigorifero. 

Pasta: impastare la farina con le uova e far riposare almeno 30 minuti sotto una ciotola. Dopo il riposo tirare la sfoglia, tagliarla in quadrati di circa 5 cm di lato, porre al centro una piccola quantità di crema di ceci, chiudere prima a triangolo sigillando bene i bordi,  poi prendere la pasta nella mano sinistra, abbassare la punta superiore del triangolo che si è formato verso di sé,  ruotare attorno al proprio dito indice della mano sinistra, i due vertici di base del triangolo e premere per sigillare bene il tutto. 

Ragù: in una padella con 2-3 cucchiai di olio evo far prendere colore allo spicchio d'aglio schiacciato e privato del germe. Togliere l'aglio e aggiungere il totano tagliato a dadini. Sfumare con il vino bianco. Aggiungere il pomodoro fresco lavato, privato dei semi e tagliato a cubetti. Dopo alcuni minuti aggiungere la salsa di pomodoro. Controllare la sapidità e portare a cottura in 15 minuti circa. A fuoco spento profumare con le foglioline di timo.

Salsa al basilico: nel bicchiere tritatutto del robot da cucina mettere le foglie di basilico lavate, i pistacchi, poco sale ed azionare. Aggiungere a filo l'olio extra vergine fino ad ottenere una salsina abbastanza fluida.

Cuocere i tortelloni in acqua bollente salata. Porre al centro del piatto due cucchiai di ragù di totano, sistemare sopra 3 tortelloni, porre a lato la salsina di basilico. Completare con poche gocce d'olio sulla pasta. 



Con questa ricetta partecipo al contest:



venerdì 28 giugno 2013

Tonno di coniglio

Pare il nome sia dovuto al fatto che la carne così trattata acquista la morbidezza del tonno.
Questa ricetta è stata messa a disposizione da Gianfranco Tinterri chef del ristorante Prater di Sant'Ilario d'Enza (RE) durante uno dei suoi apprezzatissimi corsi di cucina. Ne trovate la versione completa qui. 
Se siete da questa parti, fermarsi a mangiare da Gianfranco è una deviazione di percorso che vale la pena fare.

TONNO DI CONIGLIO





2 lombi e 2 cosce di coniglio
20 mandorle
40 chicchi di uvetta
1 foglia alloro
1 foglia basilico
1 rametto rosmarino
4 pomodorini confit
insalatina mista
olio evo di buona qualità (io De Cecco Il Piacere per piatti delicati)
scaglie di Parmigiano o di Pecorino
aceto balsamico di Modena

pomodorini confit:
pomodorini piccoli
olio evo
sale - pepe - zucchero
origano e timo

Pulire il coniglio da imperfezioni ed eccesso di grasso. Cuocere a vapore per 30 minuti. Tagliare a pezzettini. In una terrina mettere il coniglio raffreddato, gli aromi tritati finemente, le mandorle pestate con il pesta carne, l'uvetta rinvenuta in precedenza con acqua tiepida. Insaporire con sale e pepe, mescolare.



Sistemare il coniglio in un contenitore, pressare bene la carne, ricoprire di olio evo. Chiudere il contenitore e lasciar riposare in frigorifero almeno un giorno.




Pomodorini: lavare i pomodorini, tagliarli a metà, sistemarli sulla placca del forno ricoperta di carta forno, conire con sale, zucchero, pepe, origano e timo secchi o freschi. Forno a 100° per almeno due ore.






Servire il coniglio su un' insalatina completata da pomodorini confit, scaglie di parmigiano o Pecorino e  un filo di aceto balsamico di Modena.



giovedì 27 giugno 2013

Insalatina veloce

Io l'ho usata per accompagnare il maiale tonnato dei giorni scorsi ma è versatilissima e disponibile in diverse abbinamenti.

INSALATINA RICCIA CON CHAMPIGNON E GORGONZOLA




1 cespo insalata riccia 
2 carote novelle
150 g funghi champignon
succo di limone
60 g gorgonzola
100 ml olio evo gusto delicato
sale

Lavare l'insalata. Pelare le carote e tagliarle a julienne o a riccioli con l'apposito temperino. Pulire i funghi, tagliarli a fettine e spruzzarli con il succo di limone per non farli annerire. Con il minipimer emulsionare il gorgonzola a tocchetti con l'olio ed eventualmente il sale. Condire le verdure con questa salsina.

martedì 25 giugno 2013

Sformato di pane carasau, pomodori e zucchine - Un po' di Sardegna

Non ci sono mai stata ma ho in classe una bambina deliziosa, un furetto, che vanta origini sarde e me ne parla come si trattasse di una dinastia regale. E probabilmente lo è. Non sono mai stata in Sardegna ma almeno un pezzettino me la voglio portare a casa attraverso i suoi prodotti. Oggi pane carasau.

SFORMATO DI PANE CARASAU, POMODORI E ZUCCHINE




5 fogli di pane carasau
2 pomodori ramati
2 zucchine
200 g scamorza
8 foglie di basilico
1 cucchiaio di origano
olio evo
sale e pepe

Lavare le zucchine e grattugiarle con la grattugia a fori larghi. Unire le foglie di basilico lavate e spezzettate, sale, pepe e 2/3 cucchiai di olio evo.




Lavare i pomodori ramati, tagliarli a metà eliminando il più possibile acqua e semi, tagliarli a cubetti. Insaporirli con sale e origano.




In una piccola pirofila sistemare il pane passato velocemente sotto l'acqua tiepida, i pomodori, le zucchine, la scamorza a fettine, un filo di olio evo. Proseguire con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti. L'ultimo strato avrà solamente le verdure.




Forno a 200° per 15 minuti. 
Servire tiepido. 

domenica 23 giugno 2013

Pesce in crosta - ALMA VIVA 2013

"Ritorna l’appuntamento con ALMA VIVA, “The Italian Culinary Festival” della Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA, che dal 22 al 24 giugno animerà la ritrovata e restaurata  Reggia di Colorno e la piazza circostante con un intenso programma tra momenti di convivialità e di alto valore educativo e didattico....."

Abito a 37 minuti di tempo da Colorno, il tempio della cucina. Potevo perdermelo? Noooooo!
Avete inteso bene di quale scuola parlo vero? Vi dice niente il nome Gualtiero Marchesi? 
Ne è il rettore, il resto viene da sè.
E così sabato pomeriggio mi sono presentata alla Reggia di Colorno, degna sede di tanta scuola.




Pinocchio nel paese dei balocchi. 
Eppure quel paese meraviglioso in cui mi sono immersa non era per la perdizione ma per l'elevazione. 
Certo perché fare buona cucina eleva gli animi, allarga le menti, migliora le relazioni. 
Mi sono iscritta ad una lezione di cucina. Ho scelto quella sul Pesce in crosta, tenuta dallo chef Michel Magada, docente Alma. Avrei comunque anche solo lavato i piatti, tanto era alto l'onore di essere lì. 
Arrivo all'accreditamento: borsina, biro, braccialetto, grembiule e...la toque! Come nel film Ratatouille!




Mio marito mi ha accompagnato, sant'uomo! E' ora di salire alle cucine, lo saluto...
Cucina, due corsisti a postazione. Lo chef ci accoglie con estrema cortesia, al suo fianco un aiutante eccezionale, Giuseppe (si dice sous-chef?). Ci presenta la sua proposta:  pesce i crosta...di creta! 
Bello!!! Mai usato la creta. 
Un, due, tre, perché in bocca allo chef sembra tutto così facile? Perché fra le sue mani il piatto si compone con la levità di una danza e la poesia di un dipinto d'autore? Non ci credete? Ecco qua:








Ora tocca a noi. Abbiamo gli ingredienti già pronti, lo chef e il suo aiuto girano fra le postazioni. 
Non gridano come temevo. Alla tele avevo capito che se non urli mica te lo danno il titolo di chef...grazie a Dio era tutto finto! Si può essere chef e umani al tempo stesso, almeno con noi del popolo. Non so poi cosa accada durante le lezioni con gli aspiranti cuochi...
Incredibile: l'energia positiva emanata dallo chef continua a fluire per la cucina e arriva anche a noi profani. Anche se fra le nostre mani (le mie sicuramente inesperte), gli ingredienti si compongono fra di loro ed il piatto via via si compone. Magnifico. Ci riesco!! Si tocca il cielo con un dito!





Alla fine: pulizia del piano di lavoro e lavaggio di quanto si è utilizzato. Adoro chi vive con i piedi per terra perché è così che si vive nelle cucine tutti i giorni:prima si prepara poi si lava, anzi TI lavi quanto hai usato, Lo lavi tu, nessun'altro. 

Sono da sempre convinta che quando si arriva a possedere qualcosa di bello lo si debba condividere in modo da moltiplicare ed amplificare quella bellezza, quel piacere. Per questo motivo posto volentieri la ricetta che ho imparato e ...tenete d'occhio il sito di Alma! Esperienze così non vanno mancate e un viaggio a Parma non è mai sprecato per chi ama il buon cibo.
Dulcis in fundo...alla fine del corso torno al cortile della Reggia. 
Mio marito mi riconosce subito dall'espressione estasiata. Sono completamente appagata. 
Avverto relativamente anche il cado umido che ci circonda, d'altra parte siamo nella Bassa della provincia e l'umidità, non guarda in faccia nessuno, Reggia o non Reggia.
Ci avviamo verso Alma Caseus, una meravigliosa esposizione di formaggi con annessa piacevolissima degustazione quando, in un angolo del cortile....





Adesso ho avuto proprio tutto: essere stata a 20 cm da Gualtiero Marchesi! ma cosa aspetti a tornare a casa e a precipitarti a cucinare?!?
Cosa aspetto? Di assaggiare i formaggi: bellissimi prima che buonissimi, cose mai viste. Gli espositori li presentano quali sono: gioielli dell'artigianalità italiana.Quasi si ha timore a chiedere di assaggiarli.





La chiusura? Culatello di Zibello e champagne.
Domenica la festa continua ma non tornerò. Sarei ingorda e rischierei di non assaporare questi momenti. Ora li lascerò decantare, li gusterò, lascerò che entrino a far parte del mio dna e darò nuova carica al mio cucinare di tutti i giorni. 
E poi, volete mettere l'orgoglio di dire: "Io c'ero!!!!"


PESCE IN CROSTA

occorrono:
creta
carta da forno
1 trancio di salmone
olio evo
sale grosso
vino bianco
zucchero
polvere di anice stellato
rabarbaro
erbe profumate: prezzemolo, nepitella, dragoncello, cerfoglio
fiori eduli

Salsa al rabarbaro:
gli scarti (strato esterno) di circa 20 gambi di rabarbaro
250 ml di acqua
750 g di aceto
250 g di zucchero
5 stelle di anice

Si prende il trancio di salmone, si appoggia sulla carta da forno leggermente unta di olio evo.  Si cosparge con qualche pizzico di polvere di anice stellato e qualche grano di sale grosso. Un filo di olio. Si chiude come un pacchettino regalo.
Si stende la creta (poco più grande del pacchettino), vi si appoggia la centro il pacchetto con il salmone  e si chiude mettendo sopra un'altra sfoglia di creta. Si pressa bene tutto attorno, come si farebbe per chiudere un panzerotto. Sulla superfice si incidono dei taglietti in modo che la creta non crepi in cottura. Forno a 180°-200° per 10 minuti.

In precedenza si prepara una salsina al rabarbaro. La dose è da cucina di ristorante quindi va sicuramente ridotta per casa propria anche se lo chef mi ha detto che può essere la base per il condimento dell' insalata, per le fragole, per una salsina agrodolce. Gli ingredienti sopra descritti vanno tutti tiuniti in una casseruola e portati a bollore fino a che il liquido si colorerà di rosso. 

Con questa salsa si preparerà il rabarbaro che accompagna il pesce. 

Si taglia il gambo pulito del rabarbaro a tocchetti e si cuoce in parte in un tegame con parte della salsina al rabarbaro, in parte in un altro tegame con poco vino bianco e zucchero. Per il completamento del piatto si sceglierà poi il colore che aggrada di più. 



Trascorsi i dieci minuti di cottura, si estrae la creta dal forno, la si picchietta tanto da romperla,




si estrae il pacchettino del salmone e si impiatta. 
Attorno al pesce si completerà con parte della salsina lasciata un po' addensare, erbe fresche a piacere leggermente condite (suggerimento dello chef ), qualche petalo di fiore edule.




Poi, se fate come me, passate il primo quarto d'ora a contemplare il piatto. 
Poi lo assaggiate,  increduli di quanto sia uscito dalle vostre mani (sarà mica che avere il maestro giusto avrà il suo peso?)
Poi impacchettate il resto per portare a casa le prove di quanto avete realizzato...insomma sparisce ogni inibizione!



sabato 22 giugno 2013

Gnocchi di patate al sugo di pomodorini e cozze - Proprio buoni!

Questa è una ricetta che già immaginavo essere buona.
Come sempre, sfoglio, sfoglio, sfoglio, riviste nuove e vecchie (come si fa a buttarle via?).
Mi ha attirato subito. Da tempo volevo provare qualcosa del genere.
Vado al supermercato, al banco del pesce dove abitualmente mi servo. Chiedo alla signora che è al banco dei consigli per la pulizia delle cozze . C'è poco da dire: sul pesce so davvero poco, cerco di imparare da tutti e per sicurezza mi faccio ripetere ogni volta i passaggi necessari.
Lei, gentilissima, mi spiega, anche se mi sembra di intravvedere nel suo sguardo un po' di compatimento e immagino una nuvoletta uscire dai suoi pensieri: "Certo che glielo spiego signora, ma come si fa alla sua  età a non sapere ancora certe cose!!".
Ci addentriamo nei tempi di apertura delle cozze, mi chiede cosa devo fare, gliene parlo e lei...mi svela il tocco magico per fare di questo piatto, un super piatto.
E' un segreto semplice ma, come tutte le cose semplici, fa la differenza, eccome!
E' una signora piccina così, con così tanto sapere e così tanta generosità nel condividerlo! Grazie Federica! Sei entrata nel mio personale libro d'oro dei saggi della cucina.

GNOCCHI DI PATATE AL SUGO DI POMODORINI E COZZE




per 6 persone
per gli gnocchi:
1 kg di patate (ho usato quelle a buccia rossa)
300 g di farina
1 tuorlo
semola

per il sugo:
200 g pomodorini Pachino
2 kg di cozze (basta anche 1 kg e mezzo ma volete mettere la scorpacciata?)
2 spicchi di aglio
basilico
4 cucchiai olio evo
sale e pepe

Per gli gnocchi: lavare le patate , lessarle con la buccia finché una forchetta non  le bucherà bene. Occorrono circa 40 minuti. Pelarle e schiacciarle ancora calde. Unire 300 g di farina, il tuorlo, un pizzico di sale e uno di pepe. Impastare e lasciare in riposo per 30 minuti. Spolverare bene il piano di lavoro con la semola. Riprendere l'impasto e dividerlo in filoncini da tagliare poi a pezzetti di 1-2 cm. Con l'apposito attrezzo o con i rebbi di una forchetta, creare le caratteristiche righe.  






Per le cozze: togliere il bisso, raschiare con un coltellino o con una spugnetta metallica i gusci in modo da togliere il più possibile le impurità presenti. Sciacquarle abbondantemente. Metterle in una casseruola con un filo d'olio, 1 spicchio d'aglio, mettere il coperchio e farle schiudere. Dovrebbero bastare 6 minuti. Sgusciarle. Prendere un pugnetto di cozze (ecco che arriva il tocco magico di Federica....), aggiungere poco olio evo, un mestolino dell'acqua che si è formata dall'apertura delle cozze, frullare con un minipimer...et voilà! Questo è il sughetto magico che legherà i gnocchi in un abbraccio morbido e intrigante.
In una padella mettere l'olio evo, i pomodorini lavati e tagliati in quattro, sale e far cuocere per qualche minuto.
All'ultimo minuto aggiungere le cozze sgusciate e saltare.   

Mettere sul fuoco una pentola con acqua salata e quando sarà a bollore buttare gli gnocchi. Raccoglierli con un retino non appena vengono a galla e trasferirli in una pirofila. Cominciare a versare la salsina di cozze, alternandola con qualche cucchiaio di sughetto alle cozze. Completare con il ciuffo di basilico e gustare. 



giovedì 20 giugno 2013

Baguette del sole e baguette delicata - Panini? Sììììììì!

E' inutile: alta, bassa o media cucina, quello che viene apprezzato di più a casa mia, è tutto ciò che risulta anche solo lontanamente imparentato con un fast food. E siccome con questo caldo i fornelli vanno tenuti strettamente sotto controllo, cedo volentieri ai gusti dei miei figli e mi piego alle loro comande.

BAGUETTE DEL SOLE E BAGUETTE DELICATA





Baguette del sole:
1 baguette
insalatina a piacere
1 pomodoro cuore di bue
2 uova sode
1 scatolina piccola di tonno
acciughe sott'olio
capperi
1 spicchio di aglio
olio evo dal sapore deciso

Tagliare la baguette a metà nel senso della lunghezza. Strofinare le parti del pane con lo spicchio di aglio e versare qualche goccia d'olio. Distribuire sopra l'insalatina lavata, il pomodoro lavato e tagliato a fette sottilissime., qualche cappero, il tonno sbriciolato, le uova sode tagliate a spicchietti, le acciughe spezzettate.  Completare con un ultimo filo d'olio.






Baguette delicata:
1 baguette
1 zucchina media
150 g brie
150 g tacchino a fette
pepe e sale
olio evo dal sapore delicato

Lavare la zucchina e tagliarla a fette per il lungo con una mandolina. Scottarle in un tegame antiaderente con un filo d'olio, sale e pepe. Tagliare la baguette nel senso della lunghezza, bagnarla con poche gocce di olio, sistemare il tacchino, le zucchine grigliate, il brie privato della crosta e tagliato a fette sottili. Completare con poche gocce di olio dal gusto delicato e da una generosa macinata di pepe. 






martedì 18 giugno 2013

Maiale tonnato

Non c'è dubbio! Lo abbiamo chiamato il caldo? E lui è arrivato!
Ora, rotta decisa verso i piatti dell'estate, partendo dai classici.
La salsa è quella suggerita dallo chef Cracco nel suo libro "Se vuoi fare il figo usa lo scalogno" (sigh!).
Si tratta dell'autentica salsa per il vitello (o maiale ) tonnato, quella senza la maionese.

MAIALE  TONNATO





per la carne:
800 g lombo di maiale 
sedano
carota 
cipolla
1 chiodo di garofano
sale grosso
pepe nero

per la salsa:
350 g scarti di carne (parlare con il macellaio di fiducia)
150 g burro
50 ml vino bianco secco
3 l acqua
300 g tonno
30 g di acciughe
80 g capperi
2 tuorli sodi

1 gambo di sedano

Per la carne: in una casseruola mettere le verdure mondate e tagliate a tocchetti, gli aromi, il sale grosso e una dose abbondante di acqua. Quando giunge a bollore mettere la carne e lasciar cuocere per 1 ora. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare nel brodo.

Per la salsa: rosolare nel burro gli scarti della carne tagliati a tocchetti. Una volta coloriti sfumare con il vino bianco e aggiungere 100 g di tonno e 10 g di acciughe. Bagnare con 3 l di acqua, lasciar bollire e ridurre. Frullare il tutto (ho usato il robot con il cutter). Aggiungere i rimanenti tonno e acciughe, i capperi ed emulsionare il tutto con un mixer ad immersione. Legare il tutto con i due tuorli sodi e dare un altro giro di minipimer. Queste dosi sono abbondantissime. Per ricoprire la quantità di carne che ho indicato, la metà basta e avanza.





Quando la carne è fredda tagliarla a fette sottili con l'affettatrice, ricoprire con la salsa e decorare con sedano (foglie comprese) tritato grossolanamente. 



domenica 16 giugno 2013

Rotolo dolce

I frutti di bosco sono nel pieno della stagione, si trovano tutti i giorni ed il prezzo è molto buono, quindi...via!

ROTOLO LAMPONI E CHANTILLY



per 6 persone:
3 uova
60 g farina
60 g fecola
160 g zucchero semolato
1 cucchiaino lievito in polvere
1 vaschetta di lamponi
200 ml panna liquida
menta

per la crema pasticcera:
2 tuorli
2 cucchiai di farina
2 cucchiai zucchero
2 bicchieri di latte

Per il rotolo: montare con le fruste elettriche, 90 g di zucchero e 3 cucchiai di acqua. Setacciare insieme il lievito, la farina e la fecola e unire alle uova battute. Stendere l'impasto in una teglia rettangolare coperta di carta da forno e cuocere per 15 minuti a 180°. Rovesciare la pasta su un canovaccio, togliere con delicatezza la carta forno e arrotolare la pasta dal lato corto. Far raffreddare. 

Crema pasticcera: in una casseruola battere i tuorli con la farina e lo zucchero, diluire con il latte (se è tiepido i grumi sono scongiurati) e cuocere fino ad addensamento.

Crema Chantilly: montare la panna con 20 g di zucchero. Incorporarla alla crema pasticcera e spalmare il tutto sulla pasta  biscotto già srotolata. Distribuire sopra la crema alcuni lamponi, arrotolare con l'aiuto del canovaccio (o di pellicola da cucina) e riporre in frigorifero almeno 8 ore (si può fare la sera per la mattina o viceversa). 








Cuocere i rimanenti mirtilli con 50 g di zucchero, schiacciandoli per bene ed eventualmente passandoli al setaccio.

Al momento di servire tagliare il rotolo a fette e servire accompagnando con la salsa tiepida di mirtilli e due foglioline di menta. 






Con questa ricetta partecipo al contest:





venerdì 14 giugno 2013

Roselline di pasta brioche con mele e ciliegie - Riunioni a scuola

La scuola per un insegnante continua anche dopo le lezioni con i ragazzi. E qui arriva il gioco duro.
Durante gli incontri con i colleghi si discute per ore e ore su argomenti a volte così lontani dalla scuola reale, che si vive in uno stato d'animo che va fra  il sentirsi presi in giro...
il chiedersi sbigottiti su che pianeta abbia sede il Ministero per la Pubblica Istruzione (io continuo a chiamarlo così!) e chi in esso lavora...
il senso di impotenza davanti ai bisogni dei bambini che non trovano, non possono trovare risposta in un Paese dove  scuola, salute e famiglia sono sempre all'ultimo posto...
lo sforzo che fai per rimandare in gola quel sapore di amaro che sale quando ti sembra di esserti smarrito perché non era così che volevi fare l'insegnante...
la rabbia per i documenti che sono un tripudio di parole così belle e così alte che il Vangelo messo al loro fianco, pare un giornaletto che ha cessato la pubblicazione dopo i primi numeri , parole che poi cozzano (fatto accaduto realmente) davanti ad un: "Come possiamo dare un aiuto al bambino? Non ha i documenti in regola". 
Il silenzio è d'uopo.
Aggiungo per correttezza che tutto questo viene forse (forse) amplificato dalla stanchezza per l'anno di lavoro appena trascorso, dal caldo che si infiltra  dalle tapparelle abbassate, dalla macchinetta a gettoni cui abbiamo deciso di attingere (ma cosa ci è venuto in mente???) dimenticando il buon caffè della moka che le nostre insostituibili bidelle non ci hanno mai fatto mancare negli anni scorsi.
Dunque, situazione di emergenza. Che si fa? 
Ci si conforta a vicenda. Naturalmente con il cibo. 
In questi giorni che sono tempo di nessuno, le bidelle rispolverano la moka, una collega carissima che ha fatto la storia del nostro plesso, si ferma dal fornaio vicino a casa sua per non farci mancare la focaccia, si porta a turno qualcosa di sfizioso.
Nei giorni scorsi è arrivata una cheese-cake. Mai fidarsi di una cheese-cake, specie in estate. 
E' una torta subdola. Ti si presenta così, con la sua aria perfettina, biscotto croccante, crema color perla sormontata dal rubino dei frutti di bosco. Viene tagliata in elegantissime porzioncine. E qui si casca. 
Ne prendi un pezzetto, ma solo per far piacere alla collega. 
E' buonissima. 
Possibile che sia davvero così buona? 
E prendi il secondo pezzo. 
Che razza di reale percentuale di bontà riesci a calcolare con due pezzi? 
Prendi il terzo. 
Tu credi di averne preso un altro pezzo ma in quel momento è la torta ha  preso te, sei sua! 
La crema? Con questo caldo non dura. 
E giù ancora. 
"Mi dai la ricetta? A casa mia piacerebbe tantissimo, guarda, ne prendo un altro pezzetto in un tovagliolino per farla assaggiare ai miei". A casa la povera fetta non ci arriverà mai. 

E così, facciamo passare anche questi giorni di giugno, sicuri che l'estate ci rigenererà e a settembre saremo ancora una volta pronti ad accogliere chi la Vita mette sul nostro cammino e che si aspetta qualcosa da noi.
Anche io partecipo volentieri a questo gioco di mutuo aiuto e ho portato queste roselline. 
Un omaggio ai colleghi con cui si condividono la maggior parte delle ore e delle energie delle nostre giornate e che sono un po' un prolungamento della nostra famiglia.
Con tutto il bello e il meno bello delle famiglie.

ROSELLINE DI PASTA BRIOCHE  CON MELE E CILIEGIE



per la pasta: 
350 g farina 00
25 g zucchero
150 g latte tiepido
30 g olio di semi
3 tuorli
1 cubetto lievito di birra
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina

per la farcitura:
140 g burro morbido
160 g zucchero
1 mela 
cannella in polvere
succo di limone 
ciliegie

Nella planetaria mettere nell'ordine: l'olio, i tuorli, 13 g di zucchero, il pizzico di sale, la vanillina, la farina, lo zucchero, il dado di lievito sbriciolato. Azionare e aggiungere gradatamente il latte. Impastare per almeno 10 minuti. Scaldare il forno a 50° e quando è arrivato in temperatura spegnerlo. Togliere l'impasto e metterlo in una terrina. Incidere la superficie con un taglio a croce, coprire con pellicola da cucina e mettere nel forno già spento ma sufficientemente caldo per ben accompagnare la lievitazione. 

Sbucciare la mela, tagliarla a fettine sottili, passarla in tegame con 20 g di burro, la cannella e una spruzzatina di succo di limone.

Dopo due ore, prendere la pasta e con il mattarello tirare una sfoglia che si ritaglierà in strisce di circa 20 cm di lunghezza per 5 cm di altezza.




Montare il burro con 140 g di zucchero e spalmarlo sulla pasta.


Ai bordi della striscia accomodare le fettine di mela.




Avvolgere la striscia di pasta.




 Sistemare la rosellina che si è formata in uno stampo da muffin imburrato e infarinato oppure in uno stampo da muffin dove si sono sistemati gli appositi pirottini di carta.






Nel cuore di alcuni fiori mettere una ciliegia lavata. Altri fiori possono semplicemente aver come farcitura la crema di burro e zucchero
Coprire con un foglio di carta forno, infilare il tutto in una borsina di plastica e rimettere in forno spento a lievitare per un'altra ora (in questo modo la superficie delle rose non seccherà).






Cuocere in forno caldo a 180° per 20 minuti circa. Le rose non devono colorarsi troppo. 
Completare, se lo si desidera, con zucchero a velo.







C'è chi non ama troppo l'obiettivo...




...e chi si avvolge in una nuvola di zucchero per meglio apparire!

Con questa ricetta partecipo al contest: