venerdì 30 agosto 2013

Crema di fagioli neri con gnocchetti di zucca - L'eleganza del nero

"Gusto e salute" è il titolo del contest che mi ha fatto pensare a questo piatto. Viene richiesta la creazione di un piatto che contenga ingredienti  il più possibile salutari. Mi concentro, penso a tutto quanto "fa bene". Guardo cosa si trova nella mia dispensa. Un bel sacchetto di fagioli neri comprati poco tempo fa.
Mi incuriosivano, non li ho mai usati.
Il nero poi è sempre elegante. Mi piacerebbe però rompere troppa serietà con una nota di colore...


CREMA DI FAGIOLI NERI CON GNOCCHETTI DI ZUCCA 




per 5 persone:
per la crema di fagioli
250 g di fagioli neri
olio evo
1 scalogno
mezzo gambo di sedano
2 spicchi d'aglio
1 rametto di rosmarino
salvia
alloro
brodo vegetale
sale e pepe

per gli gnocchi
150 g zucca cotta
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano
2 cucchiai di farina
sale e pepe
noce moscata

per la decorazione:
50 g di zucca cruda
bucce di un pomodoro ramato
olio di semi d'arachide
sale

Crema di fagioli:
Ammollare i fagioli per una notte intera. Sciacquarli, metterli in una casseruola, coprirli con 1 litro d'acqua, poco sale, mezzo rametto di rosmarino, 1 spicchio d'aglio e far cuocere per 3 ore. In una casseruola soffriggere in olio evo, 3/4 cucchiai, 1 spicchio d'aglio, lo scalogno ed il sedano mondati e tritati. Profumare con mezzo rametto di rosmarino e 1 foglia di alloro.




Coprire e cuocere finché i fagioli non saranno morbidi aggiungendo eventualmente poco brodo vegetale.
Tenere da parte alcuni cucchiai di fagioli e trafserire gli altri nel bicchiere del mixer ad immersione per ridurli in crema. Questa deve risultare di media densità ma qui entrano in gioco i gusti personali.

Gnocchi:
Schiacciare la polpa cotta della zucca con una forchetta ed amalgamarvi gli altri ingredienti. Trasferire il composto in una sac a poche e far cadere i gnocchetti in una pentola contenente acqua salata a leggero bollore. Gli gnocchetti si staccano con l'aiuto di un coltello man mano che si spreme il composto di zucca dalla sac a poche. Devono essere lunghi circa 1 cm.Appena affiorano a galla scolarli con l'aiuto di un mestolo forato.

Decorazioni:
Lavare il pomodoro, inciderne la buccia sul fondo con un taglio a croce, immergerlo in acqua bollente. Dopo 2 minuti prelevarlo e staccare la buccia che andrà tamponata con carta da cucina.
Togliere la buccia alla fetta di zucca e ricavarne delle sottili fettine con un pelapatate. Friggere bucce e pomodori in olio di semi d'arachide caldo. Scolare e insaporire con poco sale.

Composizione del piatto:
Mettere la crema di fagioli sul fondo e sopra disporvi alcuni dei fagioli interi tenuti da parte, qualche gnocchetto di zucca,  le bucce di pomodoro e le fette di zucca fritte e tagliate a filetti.
Completare con qualche goccia di olio evo di buona qualità.




Con questa ricetta partecipo al contest:



giovedì 29 agosto 2013

Buon compleanno!

Ebbene sì, oggi è il mio compleanno!
Per festeggiarmi voglio postare la foto di una bellissima torta, torta che forse non è perfetta ma che per me è speciale. L'ha fatta il più piccolo dei miei ragazzi, quasi 16 anni. L'ha pensata e l'ha realizzata in toto, dal pan di spagna alle creme,  dallo strato croccante alle fragole ricoperte.
Come faccio a controllare l'orgoglio di mamma???
Cosa dite? Non è un fantastica?
Forza Giovanni,  i talenti vanno giocati e moltiplicati, fai uscire tutto il futuro pasticcere che è in te!



mercoledì 28 agosto 2013

Vitello all'olio - Vitello per il figlio che ritorna





Grazie a Dio il mese è passato e il mio ragazzo che ha pensato di andare in Etiopia a fare un po' di oratorio è tornato.








Cosa potevo preparare per il ritorno di un figlio prodigo sì, ma del suo tempo e della estate condivisa con una marea di bambini?
Il Vangelo insegna: vitello! E vitello sia.
La ricetta è di Sergio Salomoni, un caro signore che ho conosciuto solo tramite le sue ricette pubblicate su quella che allora non si chiamava "community" ma "condominio" de "La cucina italiana".
E' stato circa 20 anni fa, quando ho scoperto che dentro a quelle scatole astruse che sono i pc, ci sono miliardi di ricette!!

VITELLO ALL'OLIO

per 8 persone:
1,6 kg di fesa di vitello
1 bicchiere e mezzo di olio evo delicato
il succo di mezzo limone (o di uno intero se non è troppo succoso)
sale fino

Legare il pezzo di carne con spago da cucina e strofinarlo bene con il sale fino.




Metterlo in una casseruola dal fondo abbastanza spesso dove la carne sia contenuta di misura. 
Irrorare il vitello con l'olio e il succo del mezzo limone. Porre sulla casseruola un foglio di carta da forno e chiudere con il coperchio.




Cuocere a fiamma bassissima per 3 ore, senza far più assolutamente nulla!
Al termine del tempo, scoperchiare e far rosolare bene la carne. Attendere almeno mezz'ora prima di affettare il vitello per poter ottenere delle fette compatte. Servire irrorando la carne con il sughetto di cottura.
Accompagnare con patate lesse appena insaporire con sale, pepe e un filo di olio evo.









giovedì 22 agosto 2013

Lemon curd e shortbreads

Premetto che ho studiato francese, di inglese non so nulla e quando, ostinatamente, canticchio qualcosa sottovoce, naturalmente inventando parole che non conosco, i miei figli mi raggiungono scandalizzati: "Mamma, ma cosa stai cantando??? Se non sai quello che canti è meglio che non lo cantii!!!"
Il titolo del post è quindi rigorosamente stato vagliato da loro. E' corretto.
Dopo il ferragosto ho messo in infusione le bucce dei limoni per fare il limoncino. Non so mai se è conveniente o meno fare i liquori in casa, il prezzo dell'alcol a litro non è bassissimo. Poi ho comprato una bottiglia di limoncino. Ne ho scelto una di medio prezzo.
Come ho già detto tante volte, a casa mia ingurgitano tutto, nulla va buttato.
Ebbene, questa volta la tentazione è forte. Il mio acquisto ha il sapore del detersivo per i piatti per cui mi sono fatta forza, ho comprato l'alcol per liquori  e mi sono messa all'opera. Vedremo come finirà.
Come immediata conseguenza del mio esperimento, mi sono ritrovata 10 bei limoni spelacchiati.
Non ne voglio congelare il succo, i limoni si trovano sempre.
Posso fare la frolla farcita con una deliziosa cremina al limone che mi ha insegnato la mia amica Carolina tanti anni fa e che, sinceramente, è rimasta ancora insuperata. Inutile, non basta sempre passarsi le ricette. Se si vuole ritrovare il piacere di certi sapori, bisogna tornare alle origini e quindi chiedere senza pudore all'amica che vi ha aperto il mondo a nuove sensazioni, di rifarvi la torta!
Bene, posso procedere così e sistemare due limoni ma poi...
Ho deciso, mi butto! E' tanto che desidero provare. Cerco in giro e mi ritrovo presso "Il cavoletto di Bruxelles". Vado sul sicuro, con Sigrid non si sbaglia mai!

LEMON CURD




2 dl succo di limoni
buccia di 1 limone
300 g zucchero
8 uova
200 g zucchero
2 cucchiai fecola di mais
Con queste dosi sono venuti 1 vasetto da 500 ml e due piccoli da 250 ml (Bormioli)

lavare i limoni e spremerli. Diluire la fecola nel succo. Aggiungere la buccia grattugiata. Unire lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti e cuocere a bagnomaria. Il fuoco deve essere medio e il bollore leggero. Mescolare fino ad addensamento della crema. Versare il curd caldo nei vasetti di vetro, chiudere. lasciar raffreddare e conservare in frigorifero. pare si conservi per almeno due mesi.
Si può utilizzare per farcire crostate, biscotti, creare dolcetti, addolcire il pane tostato della colazione....
Io ho spalmato questa cremina su degli shortbreads, biscottini scozzesi friabilissimi, completati con una bella fragola. 
Buoni. Sono andati a colazione, a merenda, a fine pasto...

SHORTBREADS




200 g burro
100 g zucchero a velo
1 pizzico di sale
200 g farina 00
100 g maizena
1 bustina di vanillina.

Impastare tutti gli ingredienti con la planetaria. Stendere l'impasto abbastanza spesso, almeno 7-8 mm e ricavare dei biscotti utilizzando forme a piacere. Gli shortbreads originali sono rettangolari, ma esistono anche rotondi e rotondi giganti, tanto da essere tagliati a spicchi. Forno a 200° per 15 minuti circa. 








martedì 20 agosto 2013

Panzanella al tonno

Domenica scorsa ho fatto una camminata con mio marito al parco di Roncolo, uno dei piccoli parchi delle colline reggiane, accessibile a chiunque, compresi i "pentoloni" come noi che non si muovono mai! 




Distese di prati un po' bruciacchiati dall'estate ma non troppo, alcuni sentieri che danno a chiunque la soddisfazione di dire "ce l'ho fatta"!






Sicuramente i colori non sono quelli della primavera o dell'autunno ma le luci di fine agosto che si stendono maestose verso sera, danno un senso di pace ineguagliabile. 




A fine percorso un tocco di magia. Avvertiamo il suono di una cornamusa. Già, una cornamusa. Sarà registrato? Ci sono tanti villeggianti che hanno steso sui prati le loro coperte colorate e si intrattengono con giochi, chiacchiere, grigliate e stereo. No, era una vera cornamusa. Lungo un sentiero al limitare del parco, una ragazza suonava la sua cornamusa rivolta al bosco riempiendolo delle note di "Amazing grace".
Suonava ad occhi chiusi.
Le siamo passati accanto in punta di piedi per non disturbare l'intimità e  l'intensità di quell'abbraccio musicale che stava rivolgendo al bosco.
Non l'abbiamo nemmeno fotografata. Averla incontrata avrà come testimone solo la nostra memoria e il senso di grazia che ci ha regalato. 
Al ritorno a casa il tempo era davvero poco per preparare la cena e  gli stomaci dei miei ragazzi erano invece già pronti. Sfoglio il numero di agosto di "Oggi cucino". Pag. 48: Panzanella con il tonno. Controllo...sì ho tutto, compresi dei fantastici pomodori che hanno il sapore vero dei pomodori, regalo del nonno di un'amica carissima di uno dei miei ragazzi. Quando si dispone di ingredienti così genuini e pieni di sapore al solo passaggio sotto l'acqua, il resto è un gioco da ragazzi!

PANZANELLA CON IL TONNO 




150 g tonno sottolio
1 grosso pomodoro cuore di bue
2 cucchiai di olive taggiasche snocciolate
3 fette di pane integrale o ai cereali
olio evo
basilico
prezzemolo
sale e pepe

Lavare il pomodoro e tagliarlo a tocchetti. Metterlo in una terrina insieme al tonno sbriciolato, le olive rotte con le mani, le erbe lavate e tritate, il pane tostato e tagliato a cubetti. Controllare la sapidità. Irrorare il tutto con un buon olio evo. Lasciar riposare per 10 minuti e servire. 
















venerdì 16 agosto 2013

Tagliatelle al basilico - Basilico

Abito in un condominio e il mio orto personale..non esiste.
I  miei genitori avevano un orto grande, bellissimo e credo di aver iniziato a comprare verdura da sposata.
In mio padre ho osservato l'amore per la terra, il trepidare per la crescita delle piantine, la pazienza del trapiantare, la ritualità dell'annaffiare,  la soddisfazione del raccolto.
Quello che cresceva nel nostro orto, si mangiava prima con gli occhi e con il cuore che con la bocca.
Da sposata ho avuto una tragica sorpresa: la verdura costa, eccome!
E spesso ha un sapore...dove ha il sapore?
Fatto sta che ho tentato di replicare la magia dell'orto.
Non è stato così facile. Evidentemente, quello che mio padre ci faceva apparire molto naturale, nascondeva un lavoro e una sapienza nella cura e nel trattamento delle piante, che non vendono insieme alla busta delle sementi o alle piantine già grandicelle. Inoltre, vivere in condominio, non comprende la proprietà di un orto.
Ho insistito: faccio l'orto sul balcone! Qualche pomodorino, piccoli peperoni (non per la qualità ma perché proprio poverini di più non facevano), clima monsonico.Ho imparato a mie spese che se ti scordi di annaffiare una, due, tre sere, non puoi compensare mettendo tutta in una volta, la quantità d'acqua che avrebbe dovuto essere distribuita in tre giorni.
Ma come...sembrava così facile.
Controllo le mani: nessun pollice verde.
Rassegnarmi completamente? Mi sembrerebbe di rinnegare le mie radici, i valori orticoli che mio padre ha cercato di trasmettermi. Almeno le aromatiche, su quelle devo vincere io. E così, chiedi di qua, chiedi di là, qualcosa ho imparato a coltivare: timo, salvia, rosmarino (vita breve ma vita), maggiorana, basilico.
Il basilico lo amo da impazzire. Trovo il suo profumo inebriante. Basta accarezzarne le foglie per esserne avvolti. Quest'anno ne ho fatto un vaso grande, bellissimo! E ho scoperto che, anche se non posso più chiedere a mio padre,  gli ortolani sanno qualcosa in più di me e che basta davvero chiedere per imparare.
Fatto sta che al mattino, alzate le tapparelle, la prima visita va al basilico. Balcone a nord (quante povere piantine ho "cotto" prima di capire che dovevo cercare una posizione dove il sole fosse meno violento!), un piccolo annaffiatoio che bagni e non inondi, l'augurio reciproco di una buona giornata.
Sì, saluto il mio basilico. Sarei ingrata a non farlo sapendo quanto sapore regalerà durante la giornata ai miei piatti.
Ieri l'ho nascosto nelle tagliatelle.

TAGLIATELLE AL BASILICO





per 6 persone:
300 g semola
3 uova
2 manciate di basilico
acqua
olio evo
3 grossi pomodori ramati
sale
zucchero
scorza di mezzo limone
mandorle a lamelle
Parmigiano Reggiano o pecorino

Nel robot con il cutter, inserire la semola, le uova e il basilico lavato e tamponato. Impastare aggiungendo a filo poca acqua. Lasciar riposare l'impasto sotto una ciotola per almeno 1 ora.
Lavare i pomodori e inciderne il fondo con un taglio a croce. Buttarli in acqua portata a bollore e attendere 2 minuti. Prelevarli dalla pentola, togliere la buccia, privarli dei semi e tagliarli grossolanamente.
In una padella antiaderente scaldare 3 cucchiai di olio evo, mettere il pomodoro, sale e un pizzico di zucchero per spegnerne l'acidità. Cuocere per pochi minuti
In un'altra padellina tostare le mandorle a lamelle.




Lavare il limone, togliere la parte gialla di metà della sua scorza, tagliarla a julienne.




Riprendere la pasta e stenderla con la macchina per la sfoglia prima in lunghe strisce.




Ricavarne poi dell tagliatelle con l'apposito attrezzo. Lasciar asciugare la pasta sul tagliere cospargendola eventualmente di poca semola.




Portare ad ebollizione dell'acqua salata, buttare le tagliatelle e quando affiorano trasferirle nella padella con il sugo per saltarle.
Fuori dal fuoco unire poi le mandorle e la julienne di limoni.
Insaporire con il parmigiano o il pecorino tagliati a lamelle (in foto non li vedete perché me li sono scordata ma nel mio progetto di ricetta c'erano e secondo me avrebbero dato un sapore in più...pazienza!).




mercoledì 7 agosto 2013

Ravioli in triplice veste - Amiche

Le mie amiche non assomigliano a quelle di "Sex and the city". Grazie a Dio.
Le mie amiche mi sono arrivate senza che le cercassi e non sono onnipresenti nelle mie giornate, ma sono Presenti.
Le mie amiche non sono uguali a me, ma questo lo abbiamo superato. 
Le mie amiche sono arrivate tramite il mio lavoro ed è stato bellissimo stare con loro per anni. Comunicazioni brevi e "visive", bastava davvero un'occhiata. 
Le mie amiche sono rimaste anche se non lavoriamo più insieme grazie a...non posso dirlo.
Le mie amiche mi conoscono e questo è uno dei più autentici atti di affetto.
Il nostro gruppetto si ricompone almeno una volta l'anno, per aggiornarci, per ricaricarci, per ripeterci che, nonostante i mille impegni, ci siamo. 
E quando ci troviamo, ci coccoliamo. Ognuna porta qualcosa e mangiamo allegramente di tutto perchè sappiamo di non dover badare a nessuna linea se non a quella che ci unisce.
Io ho portato un tris di ravioli, linea Mediterranea, proteine vegetali per far festa a una di noi che l'ha scampata bella, ma bella, che più bella non si poteva  e che ora, giustamente, sta ancora più attenta a come si alimenta. D'altra parte è una guerriera nata. Chi la ferma?


RAVIOLI DI POMODORO, OLIO, PARMIGIANO E CIPOLLOTTO NOVELLO
(stampo a fiore)


200 g farina
2 uova
200 g passata di pomodoro vellutata
0,6 g agar agar
1 cipollotto novello
2 foglie di basilico
3 pomodori ciliegini
4 cucchiai olio evo
pistacchi tritati
sale

Cone le uova e la farina fare una bella pasta e lasciar riposare almeno mezz'ora coperta da una ciotola.
Unire l'agar agar alla vellutata di pomodoro, 2 foglie di basilico tritate finemente e portare a bollore, togliere subito dal fuoco e versare il composto in una teglia bassa allo spessore di 1 cm circa. Riporre in frigorifero per addensare. Stendere la pasta con la macchina per la sfoglia. Con uno stampino per i biscotti ricavare delle formine nella gelatina di pomodoro e disporle distanziate sulla striscia di pasta. Ripiegare la pasta e ritagliare dei ravioli. 




Tagliare il cipollotto finemente  e passato in padella con 2 cucchiaio di olio evo. Unire i pomodori ciliegini lavati e tagliati a cubetii.
Cuocere in acqua salata a bollore leggero. Servire con un filo d'olio evo, condimento di cipollotto, il trito di piastacchi,  una spolverata di Parmigiano.


RAVIOLI DI PISELLI AL PROFUMO DI MENTA
(forma a triangolo)




200 g farina 
2 uova
300 g piselli cotti a vapore
1 cipollotto 
olio evo
3 pomodori ramati maturi
brodo vegetale
menta
pecorino
sale e pepe

Con la farina e le uova fare un impasto liscio e omogeneo  e far riposare almeno mezzìora coperto da una ciotola.
In una padella soffriggere in 3 cucchiai di olio evo il cipollotto tritato fimnemente. Unire i piselli, aggiustare di sale e pepe, cuocere per almeno 10 minuti. Trasferire il tutto nel bicchiere del frullatore ad immersione, aggiungere eventualmente poco brodo vegetale e frullare per creare una crema abbastanza soda. Riporre in frigorifero.
Lavare i pomodori, eliminare acqua e semi, tagliarli a cubetti e metterli in una ciotola con olio evo, sale, alcune foglioline di menta lavate e sminuzzate con le mani. Far riposare in frigorifero.
Riprendere la pasta e stenderla. Farcire i ravioli con il ripieno di piselli e chiuderli a piacere (io ho usato una forma triangolare). 




Cuocere i ravioli in acqua bolente salata, scolarli, condirli con il pomodoro e la menta freschi e scaglie di pecorino a media stagionatura. 




RAVIOLI  DI CECI AL TONNO PROFUMATO
(forma a "sole")




200 g farina
2 uova
150 g ceci cotti a vapore
2 cipollotti
1 spicchio d'aglio
brodo vegetale
olio evo
200 g tonno sottolio (se lo avete fresco credo sia molto meglio)
1 pomodoro ramato spellato e tagliato a cubetti
1 arancia (solo la scorza)
prezzemolo 
sale e pepe

Con uova e farina preparare l'impasto e farlo riposare almeno 30 minuti sotto una ciotola. 
Soffriggere il cipollotto tagliato fine in 2.3 cucchiai di olio evo. Aggiungere il tonno sminuzzato, il pomodoro e cuocere brevemente. Insaporire con sale e pepe, spolverare con il prezzemolo lavato e tritato e la scorza d'arancia tagliata con il riga limoni.




In un'altra padella, soffriggere l'altro cipollotto anch'esso tritato fine. Aggiungere i ceci, insaporire con sale e pepe e prolungare la cottura finché i ceci non saranno ben morbidi. In questo tempo aggiungere eventualmente un po' di brodo vegetale. Trasferire il tutto nel bicchiere del mixer ad immersione e frullare. Il composto dovrà risultare consistente ma se lo fosse troppo è bene diluirlo con poco brodo. Lasciar riposare.
Tirare la pasta e porre ben distanziati fra di loro dei cucchiaini con il ripieno di ceci. Chiudere i ravioli a piacere. In questo ho usato uno stampino rotondo e ho poi fissato bene i bordi schiacciandoli con i rebbi di una forchetta così da formare tanti piccoli "soli". 




Cuocere la pasta in acqua bollente salata e trasferirla poi nella padella con il sugo per saltarla prima di servirla ben calda.
Il tris è servito!









sabato 3 agosto 2013

Pasta fredda

Pasta fredda sì ma in versione un po' nuova, un po' elegante, così, tanto per scoprire nuovi sapori e nuovi abbinamenti. A casa è stata promossa a pieni voti!

TRE VOLTE TONNO CON PACCHERI E PESTO DI RUCOLA




per 5 persone:
15 paccheri (3 a testa)
100 g tonno affumicato
50 g ricotta mista
1 pesca
1/2 mozzarella di bufala
rucola
30 g scaglie di Parmigiano Reggiano
zeste di pompelmo
grappa alla frutta
rosmarino
sale nero di Cipro
olio evo delicato
30 g mandorle

Paccheri: cuocerli in acqua bollente salata, a bollore tenue, fermando la cottura almeno due minuti prima del tempo indicato. Raffreddarli sotto l'acqua fredda, stenderli un attimo su un canovaccio pulito, condirli con pochissimo olio evo, tanto per non renderli collosi.

Primo ripieno: tritare tutto il tonno e dividerlo in tre parti. Alla prima aggiungere 1/4 di pesca, lavata, tagliata a fettine sottili, passata in padella con un ciuffo di rosmarino e una sfumatura di grappa (possibilmente alla frutta), tritata fine e la ricotta.




Secondo ripieno: 1/3 di tonno già tritato, una parte di mozzarella di bufala, rucola, 1/4 di pesca, lavata, tagliata a fettine sottili, passata in padella con un ciuffo di rosmarino e una sfumatura di grappa (possibilmente alla frutta).  Tritare il tutto e insaporire con sale nero.




Terzo ripieno: 1/3 di tonno tritato, le scaglie di grana tritate, alcune zeste di pompelmo, due gocce di olio evo dal sapore delicato, pepe.




Pesto: nel robot con il cutter realizzare un pesto con due manciate di rucola, le mandorle leggermente tostate in una padella antiaderente, sale e olio evo delicato.

Farcire i tre paccheri e disporli sul piatto del commensale ponendo in ordine di sapidità prima quello alla ricotta poi quello alla rucola e infine il pacchero con le zeste di pompelmo.








 Irrorare con il pesto alla rucola.






Completare con una macinata di sale nero di Cipro.



giovedì 1 agosto 2013

Filetto di maiale ripieno di crudo e rucola - Rosa d'estate

Dalle mie parti si mangia un piatto di carne buonissimo, la rosa di Parma: filetto, scaglie di Parmigiano, tartufo, crudo di Parma. La sentite l'acquolina?
Ebbene, io ne faccio una versione più economica ma ugualmente dignitosa.


FILETTO DI MAIALE RIPIENO DI CRUDO E RUCOLA




1 filetto di maiale mondato e aperto
100 g di prosciutto crudo di Parma
rucola
pepe
rosmarino
olio evo
birra

Distendere la fetta di maiale davanti a sé, spalmarla con la crema di parmigiano Reggiano al tartufo, sistemare le fette di crudo, la rucola.




Arrotolare e fermare con spago da cucina. Insaporire con pepe, infilare un rametto di rosmarino sotto lo spago.




Scaldare in una padella 3 cucchiai di olio evo, rosolarvi la carne girandola su tutti i lati. Sfumare con mezzo bicchiere di birra (o vino bianco), portare a cottura aggiungendo eventualmente poca acqua. Mezz'ora dovrebbe bastare e l'interno del filetto deve rimanere rosato. Servire tagliato a fette.