sabato 30 novembre 2013

La torta di Natale - Cominciamo ad aprire le porte al Natale!

Ho fatto questa torta per utilizzare parte della marmellata di mele cotogne che mi è stata regalata.
Ho voluto arricchire il ripieno con qualche ingrediente stuzzichevole, un po' di polverina magica e...
"Buona, sa di Natale!" è stato il commento raccolto a tavola. Che bello, allora ci stiamo incamminando davvero. Fra poco arriva Natale!

TORTA DI NATALE





pasta frolla:
250 g farina 00
mezza bustina di lievito per dolci
100 g zucchero
1 uovo
100 g di burro 
1 pizzico di sale

per il ripieno:
marmellata di mele cotogne
50 g nocciole 
50 g cioccolato fondente
uvetta sultanina
chiodi di garofano in polvere

Impastare tutti gli ingredienti per la pasta frolla e lasciarla riposare 30 minuti.
Riprendere la pasta, stenderne 2/3 e sistemarla in una tortiera foderata con la carta da forno. Spalmare la superficie con la marmellata di mele cotogne, il cioccolato tritato grossolanamente, l'uvetta sultanina ammollata in acqua tiepida. Rifinire con la polvere di chiodi di garofano (la poverina magica!).




Ricoprire con la restante pasta frolla sbriciolata con le mani.




Cospargere con le nocciole tritate grossolanamente.




Cuocere in forno ben caldo a 180° per 30 minuti circa. Quando è fredda, a piacere, si può spolverare di zucchero a velo.




giovedì 28 novembre 2013

Risotto alla milanese con ossobuco - A scuola dal maestro

Quando nel mondo della cucina si dice "il maestro", si intende una sola persona, Gualtiero Marchesi.
Per presentare un classico ho voluto andare a scuola da lui...magari!!!!
Grazie a Dio c'è internet e navigando qua e là ho trovato le sue ricette e le sue indicazioni.
Ho cercato di seguirle. Quanto agli originali, beh, credo siano comunque altra musica.
Grazie comunque maestro per la generosità con cui condivide le sue conoscenze.

RISOTTO ALLA MILANESE CON OSSOBUCO




per 4 persone:
per il risotto:
200 g riso Carnaroli
1 scalogno
1 pizzico di fili di zafferano
250 ml vino bianco
2 cucchiaini di burro
1 cucchiaio di parmigiano
acqua e sale

per gli ossobuchi:
4 ossobuchi
2 gambe di sedano
2 carote
1 cipolla media
brodo di carne
100 g di burro
sale e pepe
1 spicchio d'aglio
rosmarino
buccia di limone

Ossobuchi: rosolarli in una casseruola con il burro dopo averne leggermente inciso i bordi per non farli arricciare in cottura. Tenere da parte al caldo. In una seconda casseruola cuocere dolcemente sedano, carote e cipolla tagliati a pezzetti, aggiungere gli ossobuchi, sfumare con il vino, coprire con il brodo e portare a cottura sempre a fuoco dolce. Occorreranno circa 2 ore. Frullare il sugo con le verdure con il mixer ad immersione e spolverare la carne con un trito di aglio, rosmarino e scorza di limone grattugiata. 
In realtà ho solo profumato con l'aglio, sfregando bene bene,  la ciotolina dove ho messo il rosmarino tritato e la buccia di limone, temevo che lo spicchio intero fosse un po' pesante.

Risotto: scaldare il vino a fuoco vivace pe 10 minuti per fargli perdere l'alcol. Pelare lo scalogno, tritarlo fine e stufarlo con una punta di burro e acqua a fuoco dolcissimo per circa 20 minuti; frullarlo. A parte far bollire un pentolino con acqua leggermente salata. In una casseruola scaldata, mettere un cucchiaino di burro, i fili di zafferano, il riso e farlo tostare per 2 minuti. Sfumare con il vino e portare a cottura aggiungendo poco alla volta l'acqua bollente. A fine cottura aggiungere lo scalogno frullato, il secondo cucchiaino di burro, il cucchiaio di Parmigiano. Servire ossibuchi e risotto insieme, velando il piatto con un mestolino del sugo di verdure frullato.




PS: maestro, mi perdoni!

lunedì 25 novembre 2013

Torta di mele e cranberry - Cucina Fusion

Ho imparato a comprare in piccole quantità.

La mia famiglia è una taglia "generosa" per quanto riguarda i suoi componenti: siamo in sei ma in un passato non troppo lontano abbiamo toccato anche punte di nove anime sotto lo stesso tetto e non per un fine settimana.
Dunque, dovrei fare acquisti "large", comprare in grandi quantità, a cassette, conservare, congelare.

No: quando compravo in grandi quantità ottenevo tre risultati:
- noia nel veder passare nei piatti lo stesso ingrediente, con una frequenza a dir poco sospetta : "Mamma dove c'erano le offerte?" e senza opporre una palese ma onesta resistenza, mi sono vista rivolgere tantissimi sorrisi: "Oggi proprio non ho fame, mi sento pieno da ieri sera";
- dimenticanza di quanto si aveva acquistato con conseguente buttare parte degli alimenti cosa che,  così mi hanno insegnato i miei genitori, appartiene alla categoria dei PECCATI GRAVISSIMI!;
- insorgenza di intolleranze alimentari: ancor oggi mio marito non riesce a fermare lo sguardo sulle platesse dopo che, anni fa, nel corso di "un'occasione che proprio non si può perdere", avevamo stipato del suddetto pesce il congelatore nostro, quello dei miei suoceri, e quello che dei gentilissimi vicini di casa. Temeva di vedersele al mattino accanto alla tazza del cappuccino!
- spreco, certo perché ad un certo punto è proprio quello che si finisce con il perpetrare, quello che proprio non era nelle nostre intenzioni, lo spreco del cibo.

Inoltre temo di non essere ferratissima nell'arte della conservazione e mai vorrei danneggiare l'intestino di qualcuno e non amo il congelare. Lo faccio di rado ma per me vale il "cotto e mangiato". Lo so che sono indietro con i tempi ma le mie corde suonano così.

Ho quindi imparato a comprare in misure giuste, quanto basta per coprire i pasti di due - tre giorni, quanto basta perché gli alimenti conservino la loro freschezza, quanto basta per avere una bella varietà sulla mia tavola.

Ho imparato a comprare in giuste misure anche per onorare la memoria di mio suocero che asseriva che "è meglio che rimanga la voglia di un cibo piuttosto che la sua noia".

A volte però ci ricasco e mi allargo appena, facendo male i conti dei miei commensali ai diversi pasti.
Prima che sia troppo tardi però ho imparato ad intervenire e se le mele non sono più croccantissime da sgranocchiare o da finire in una bella insalata, finiscono sicuramente in una morbida torta. Come questa.

Dimenticavo: perché "cucina Fusion"? Perché questa torta è nata dalla fusione di una ricetta dello chef Chiara Pallotti, con una presentazione ideata dalla bravissima Anna di "Anna the nice" e con  quanto avevo in dispensa!

TORTA DI MELE E CRANBERRY




200 g farina 00
50 g frumina
180 g formaggio spalmabile
3 uova
150 g zucchero semolato
40 ml olio di semi
60 g cranberry
2 mele annurca
10 g lievito per dolci
scorza grattugiata di mezzo limone
40 g  di zucchero di canna


Nella planetaria inserire le uova, il burro già tenuto a temperatura ambiente e quindi ammorbidito, 150 g di zucchero, il formaggio cremoso precedentemente ammorbidito con un cucchiaio. Unire poi la farina setacciata con la frumina e il lievito. Completare con la scorza di limone, l'olio e i cranberry. Versare il composto in una teglia da torta da 26 cm ricoperta di carta da forno. Inserire poi nella pasta le mele ben lavate e tagliate a sottili fette, conservandone però la buccia (questa è l'idea di Anna) in modo che il loro dorso rosso spunti dall'impasto. Cospargere la superficie della torta con lo zucchero di canna.




Cuocere in forno già caldo a 180° per 30 minuti circa. E' molto buona tiepida. 






venerdì 22 novembre 2013

Lonza di maiale in crosta di caffè e profumi mediterranei - Fantasia di caffè

Non ho mai utilizzato il caffè per piatti salati. L'idea lanciata quindi dal contest "Fantasia di caffè" di Quinto Senso Gusto, mi ha spinto a sperimentare nuove possibilità. Come faccio a comporle? In questo caso sono partita dal caffè in polvere. L'ho annusato ben bene, l'ho sfregato fra i polpastrelli di pollice e indice e con l'immaginazione e la memoria ho provato a sentire sotto il palato quali sapori avrei potuto sposare con questo aroma. Il caffè mi ha richiamato il Sud, il Sud mi ha fatto sentire in bocca il croccante del pistacchio, lo sprint del peperoncino, la morbidezza del pomodoro secco sottolio, la sapidità dei capperi, la freschezza del limone. Sono passata dai sapori immaginati a quelli reali, ho unito tutto, ho aggiunto ulteriore sonorità con alcuni grissini e...

LONZA DI MAIALE IN CROSTA DI CAFFE' E PROFUMI MEDITERRANEI




4 fette di lonza di maiale spesse 1 cm
6 grissini 
1 cucchiaio raso di polvere di caffè
1/2 cucchiaio di capperi
2 falde di pomodori secchi sottolio
30  g pistacchi
1/2 scorza di limone grattugiata
peperoncino macinato a piacere
sale e pepe
olio evo
poco burro

In una ciotola  unire tutti gli ingredienti necessari a creare questa croccante panatura: i grissini sbriciolati grossolanamente, il caffè, il pomodoro tagliato a listarelle, i capperi, la scorza di limone, i pistacchi pestati al mortaio o tritati anch'essi in modo grossolano.







Unire le fette di carne, una alla volata e premere molto bene con le mani affinché questo composto aderisca alla carne, Procedere su ambi i lati delle fette di lonza e per tutte le fette.




Scaldare una padella aggiungere olio evo, poco burro (brucia facilmente e rischia di bruciacchiare i grissini). 
Unire la carne e cuocere a fuoco medio per 2 minuti per parte. Servire con un' insalatina fresca, ad esempio rucola, e decorare il piatto con polvere di caffè e una fetta di limone. 




Con questa ricetta partecipo al contest:




giovedì 21 novembre 2013

Risotto al pecorino con salsa alla pere e briciole alle noci - Grazie riso

Amo molto l'accostamento formaggi e pere e questa volta l'ho utilizzato per un bel risotto.
Santo riso! Ma quanto ci sfami anche se abbiamo solo te in dispensa!

RISOTTO AL PECORINO CON SALSA ALLE PERE 
E BRICIOLE ALLE NOCI




per 6 persone:
risotto:
400 g riso Carnaroli
olio evo
1/2 bicchiere vino bianco secco
2 l brodo vegetale
150 g pecorino a media stagionatura
burro

per la salsa alle pere:
1/2 spicchio aglio pelato e privato del germe
300 ml brodo vegetale
olio evo
sale e pepe bianco
1 pere Kaiser abbastanza grande

per le briciole alle noci:
100 g pecorino molto stagionato grattugiato
20 g gherigli di noce tritati fini
foglie di timo fresco

per la decorazione: 
3 fette di pera
pochissimo burro
pepe

timo fresco


Briciole alle noci: in una ciotola mescolare il formaggio le noci e il timo. Scaldare una padella antiaderente poi mettere un disco di questo composto al centro, formando una specie di cerchio. Cuocere fino a doratura del fondo controllando con una posata antiaderente. Poi voltare e proseguire sull'altro lato per almeno 2 minuti. Far asciugare su carta da cucina. 




Salsa alle pere: scaldare una padella e aggiungere 2 cucchiai olio evo. Unire l'aglio e far soffriggere poi eliminarlo. Unire la pera già pelata e tagliata a cubetti. Insaporire con sale e pepe poi aggiungere il brodo poco alla volta portando a cottura; le pere devono diventare molto morbide. Frullare il tutto con il mixer ad immersione e tenere al caldo.



La salsa è sullo sfondo

Risotto. in una casseruola scaldare 3 cucchiai di olio evo poi aggiungere il riso, tostarlo senza smettere di mescolare, sfumare con il vino bianco secco. Portare poi a cottura aggiungendo poco alla volta il brodo caldo di verdure. A pochi minuti dalla cottura unire il pecorini tagliato a scagliette e far fondere il formaggio. 

Per le pere della decorazione: tagliare alcune fette di pera mantenendo la buccia. In un padellino appena sporcato di burro (lo si può spargere con un foglio di carta da cucina) e ben riscaldato, mettere le fettine di pera e rigirarle finché non hanno preso colore. Pepe. 




Impiattare: mettere 2 cucchiaiate abbondanti di risotto in un piatto, a lato porre la salsa alle pere, le fette di pera passate nel burro. Sbriciolare sopra la cialdina al formaggio e il timo fresco. 




martedì 19 novembre 2013

Tagliatelle prosciutto e patate - Il piacere della sfoglia

Mi piace fare la sfoglia, mi piace comporla, mi piace inventarne i ripieni, pensare a forme nuove, mi piace
raccoglierla quando scende dalla macchinetta, quando dalla trafila escono taglioline e tagliatelle, mi piace sollevare le tagliatelle sul tagliere e farle volare fra nuvole di semola per prepararle al riposo del tuffo nell'acqua bollente. 
Non sono una sfoglina anche se la mamma, modenese doc,  aveva cercato di insegnarmi a tirare la sfoglia. Lei la faceva perfetta, grande, senza un buco. E da questa nascevano soprattutto i tortellini per Natale, quelli che si preparavano la vigilia mettendo  dura prova i buoni propositi di mangiare di magro. Ma qualcuno che si sacrificasse d assaggiare il ripieno ci voleva pure no?
La pigrizia e gli strumenti moderni hanno poi messo da parte ai miei studi di mattarello e ne sono pentita ma oggi non credo avrei la forza di tirare la sfoglia a mano.
Dunque dicevo, non da purista, ma amo fare la sfoglia in casa e per fa tanto "festa". 
Festa nei giorni di festa, festa quando i figli ormai grandi e divisi fra morosi, impegni di lavoro, di studi o amici, si fermano a cena, festa quando voglio dimostrarmi che qualcosa lo so fare. 
Food - therapy? La voglio considerare tale e con me funziona.  
Dopo che ho preparato una bella sfoglia che poi trasformerò in un bel primo piatto, mi sento decisamente bene.

TAGLIATELLE PROSCIUTTO CRUDO, PATATE E TIMO CON NOCI




per 4 persone
per la pasta
2 uova 
200 g di farina
semola


per il condimento:
180 g prosciutto crudo
1 patata grande
olio evo
pepe
tino
20 g di gherigli di noce

Impastare uova e farina a far riposare l'impasto almeno 30 minuti coperto da una ciotola

In una padella mettere 3 cucchiai di olio evo, il prosciutto crudo tagliato a striscioline (uso il gambetto, costa meno ed è molto saporito. Soffriggere qualche minuto poi aggiungere la patata pelata e tagliata a dadini. Insaporire il tutto con una macinata di pepe a cuocere  fuoco medio.

Riprendere l'impasto e tirare con la sfoglia con la macchinetta prima ricavandone delle strisce, che andranno fatte asciugare spolverate di semola, poi le tagliatelle con l'apposita trafila. 

Buttare le tagliatelle in acqua bollente salata e appena affiorano trasferirle nella padella del condimento per saltare tutto insieme. Servire con una granella di gherigli di noce tritati grossolanamente e qualche fogliolina di timo fresco.


sabato 16 novembre 2013

Tortellini dolci

Questi piccoli tortellini fanno parte della tradizione del mio territorio soprattutto sulle tavole del Natale.
Il ripieno è ricco, segno della festa e della generosità che si desidera regalare e regalarsi.
Li ho provati in questo modo.

TORTELLINI DOLCI 




pasta frolla:
500 g farina 00
3 uova
120 g burro
150 g zucchero
1 bustina di lievito in polvere
sale

per il ripieno:
castagne Noberasco
scorza di mezza arancia
scorza di mezzo limone
marmellata di mele cotogne (150 g circa)
marmellata di amarene brusche (mezzo barattolo)
3 fettine di arancia pelate al vivo
2 cucchiai di zucchero

zucchero a velo

Impastare gli ingredienti necessari per la pasta frolla e farla riposare in frigo per 1 ora.
In una ciotola mescolare gli ingredienti del ripieno sbriciolando bene le castagne.



Riprendere la pasta e stenderla aiutandosi con carta da forno per non farla appiccicare al tagliere e con zucchero a velo che andrà appunto spolverato sotto la pasta. E' molto delicata e va trattata con le mani della festa.
Con uno stampino ricavare dei cerchi di circa 5 cm di diametro, mettere al centro di ciascuno mezzo cucchiaino di ripieno e sigillare a mezza luna premendo bene i bordi.




Disporre i tortellini sulla placca del forno ricoperta di carta da forno e cuocere per circa 12 - 15 minuti a 170°.

Appena pronti, a piacere, se ne possono avvoltolare alcuni nello zucchero a velo. 




giovedì 14 novembre 2013

Torta patate, radicchio e taleggio - Il freddo è arrivato!

Questo autunno è stato davvero "autunnoso": nebbia, umidità, cielo grigio, i bellissimi colori delle foglie umiliati a terra da una caligine che ha impedito loro di volare. Ora è finalmente arrivato il freddo.
Un bel freddo pulito, cieli tersi, aria che ti arriva fino in fondo ai polmoni, che li pulisce, che ti fa nuovo.
In casa non abbiamo ancora acceso il riscaldamento ma qualche ciocco di legna ha iniziato a "rompere" il fresco che si avverte a fine giornata. Bello davvero.
E anche in cucina le cose cambiano, i piatti si fanno un po' più robusti, diventano piatti "da compagnia" quelli attorno ai quali si indulge volentieri, che sono accompagnati magari da un buon condimento, un bicchiere di vino,  che ti fanno raccogliere ogni frammento di cibo o goccia di sugo, con un bel pezzo di pane.
Quelli che manco ti sogni di chiederti quante calorie possano contenere perché proprio non lo vuoi sapere e fai finta di essere un montanaro che si muove ad alte quote, con una gerla di legna sulle spalle, per poterteli permettere.
A casa mia si sentono spesso montanari e quindi cerco di mediare queste loro serie necessità legate alla "sopravvivenza", con un pizzico di misura.
Questa torta è uno d questi tentativi.

TORTA DI PATATE, RADICCHIO E TALEGGIO




1 rotolo di pasta brisé
3 patate medie
1 cespo di radicchio rosso
250 g di Taleggio
olio evo
sale 
pepe
noce moscata
timo fresco

Lavare il radicchio e tagliarlo a striscioline. In una padella mettere 3 cucchiai di olio evo, il radicchio, sale e pepe. Cuocere brevemente. Pelare le patate e tagliarle a fette di 1/2 cm di spessore. Cuocerle per 7 minuti in acqua bollente salata. Preparare il rotolo di pasta adagiandolo in uno stampo di circa 26 cm di diametro. Bucherellarne il fondo, distribuirvi le fette di patate già intiepidite, il radicchio, il Taleggio a pezzetti. Completare con una grattugiata di noce moscata e foglioline di timo.




Cuocere in forno caldo a 200° per 25 minuti circa.

mercoledì 13 novembre 2013

Pasta finocchi e pomodorini

Provo sempre un grande piacere quando, nonostante gli impegni di lavoro che ho fuori casa, riesco a mettere in tavola qualcosa di nuovo per la mia famiglia. Nuovo e veloce naturalmente.
Ho come la sensazione che nulla mi sia stato tolto del piacere di comporre le mie giornate, accogliendo sì quello che mi viene proposto dalle circostanze, ma aggiungendo un "condimento" tutto mio, fatto delle cose che amo, come il cucinare, l'indulgere a tavola in chiacchiere, il resistere al chiasso dei miei ragazzi che mi dice che con noi stanno ancora bene, anche se i loro orizzonti si sono già dispiegati altrove.
E' ciò' e' molto utile soprattutto quando nel menu' che la giornata ti ha presentato, c'è stato proprio poco di tuo gradimento...

PASTA FINOCCHI, POMODORINI E OLIVE




per 4 persone:
280 g di pasta (spaghetti)
3 cucchiai di olio evo
1 acciuga
1 finocchio
12 pomodorini
olive taggiasche
sale e pepe

Lavare il finocchio, eliminare le foglie più esterne, tagliarlo in 4 parti e poi a fettine sottili. Lavare i pomodorini e tagliarli in 4 parti. In una padella calda mettere a sciogliere nell'olio evo l'acciuga, Aggiungere poi il finocchio e i pomodorini. Condire con sale e pepe e cuocere a fuoco vivace. Aggiungere poi le olive denocciolate e schiacciate. Dopo aver cotto la pasta, trasferirla nella padella con le verdure e saltare il tutto. Rifinire con un filo di olio evo a crudo e delle barbine di finocchio.





domenica 10 novembre 2013

Tortelloni cinesi - Contaminazioni

Mi piace molto seguire i vari contest proposti dai foodblogger per imparare a cimentarmi in nuove combinazioni di aromi e sapori.
"Contaminazioni" di "A thai pianist" mi ha davvero solleticato anche perché conosco poco delle culture culinarie degli altri paesi ed è stata un' occasione per allargare gli orizzonti.
Sono emiliana e non potevo non pensare alla pasta ripiena.
Ho avuto in casa per anni una deliziosa signora filippina che mi ha aiutato a gestire casa, figli e nonni in un momento diciamo un po'...impegnativo. Quello con lei e' partito come un rapporto di lavoro.
E' diventata una persona di famiglia e attraverso di lei ho potuto conoscere un poco del modo di vivere e della cucina orientale. Non abita più con noi ma quando suona alla porta è sempre festa.
Lei non ama cucinare ma un ha cuore grande così, con tanti amici e conoscenti appesi ad esso e alcuni di questi conoscenti avevano la gentilezza di venire ogni tanto a cucinare per noi.
Avete presente quelle favole dove arrivano i folletti, preparano, cucinano, ti mettono a tavola, ti deliziano con un numero infinito di piatti  poi lavano e ripongono tutto esattamente dove va riposto?
Esistono, è vero. Li ho avuti in casa!
Un ricordo da acquolina di queste incursioni sono i ravioli al vapore. Ho cercato di replicarli, creando una "contaminazione" fra forma e cuore: la forma emiliana dei tortelloni, il cuore cinese di questi ravioli.

TORTELLONI CINESI




per la pasta (20 tortelloni circa):
250 g farina
150 ml acqua
sale

per il ripieno:
10 gamberi (uno va usato solo per la decorazione)
400 g verza
20 g pancetta dolce tritata finissima
aceto di mele

brodo vegetale
olio evo
salsa di soia
semi di sesamo

Pasta: lavorare gli ingredienti e far riposare l'impasto.

Ripieno; pulire e lavare le mazzancolle. Lavare la verza e scottarne le foglie per 3 minuti in acqua bollente salata, poi passarle sotto l'acqua fredda e stenderle su di un canovaccio per farle asciugare. Togliere la costa centrale e tagliarle a striscioline.
In una padella ampia, una salta pasta o meglio ancora un wok (che non ho), mettere 3 cucchiai di olio evo, la pancetta, dopo qualche minuto la verza e i gamberi tagliuzzati. Cuocere velocemente a fiamma viva per 3 minuti facendo saltare in continuazione. Sfumare con l'aceto di mele, controllare la sapidità (la presenza della pancetta dovrebbe rendere inutile l'aggiunta di sale).




Tirare la pasta e tagliarla con l'apposita rotella in tanti quadrati di 5 cm di lato. Mettere al centro un po' di ripieno, chiuderli a triangolo pressando bene i bordi e poi tirando le estremità inferiori del triangolo che si è formato, fino a congiungerle in basso. 






Parte del ripieno dovrebbe avanzare: metterlo nel bicchiere del minipimer, aggiungere circa 60 ml di brodo vegetale e ridurlo in crema.

Cuocere i tortelloni in abbondante acqua bollente salata a cui si è unito un filo d'olio. Scolarli e comporre il piatto mettendo sul fondo la crema di verza e gamberi, sopra alcuni tortelloni, un filino di olio evo, semi di sesamo, 2 - 3 gocce di salsa di soia e il gambero tenuto da parte. 



Avvolgenti...


Con questa ricetta partecipo a:


Il mio contest!

venerdì 8 novembre 2013

Tortelli di mele cotogne con pera, noci e pecorino - La frutta nei primi

Ho ricevuto in regalo da un'amica carissima, un'ottima marmellata di mele cotogne.
Veramente mi aveva offerto i frutti ma ho tardato ad andare a prenderli e mi sono arrivati già belli trasformati in una deliziosa meraviglia.
Credo che tornerò ad adottare la tecnica del ritardo se i risultati sono questi.
L'ho provata con il dolce, ottima.
Mi ha stuzzicato il palato e ho voluto provare a spostarla nel campo dei salati, in particolare dei primi.
Poi ho sperimentato due tipi di condimento.
Vi va di provare?

TORTELLI ALLA MARMELLATA DI MELE COTOGNE CON PERA, NOCI E PECORINO





per 50 tortelli circa:
per la pasta:
300 g farina
3 uova

per il ripieno:
200 g marmellata di mele cotogne
120 g di pera fresca grattugiata fine
80 g di pecorino grattugiato
20 g noci
30 g pane grattugiato (o amaretti in polvere)
sale e pepe

per il primo condimento:
50 g burro
salvia
parmigiano Reggiano

per il secondo condimento:
40 g burro
100 ml panna liquida
1 cucchiaio abbondante di senape dolce

Impastare uova e farina e lasciare riposare l'impasto sotto una ciotola per almeno 30 minuti. Poi tirare la pasta con la macchina per la sfoglia.

Ripieno: mescolare tutti gli ingredienti e controllare la sapidità che può risultarvi gradita. 

Sulle strisce di pasta sistemare il ripieno a mucchietti distanziati, ricoprire con altra pasta e formare i tortelli.
Cuocerli in acqua salata a bollore medio.

In un padellino fondere dolcemente il burro e unire alcune foglie di salvia. 
In un altro padellino fondere il burro, unire la panna e la senape, stemperare molto bene. Condire alcuni tortelli con il burro e la salvia, gli altri con la salsa senapata. 



mercoledì 6 novembre 2013

Tris di polpette e formaggi svizzeri - Ciao Svizzera!

Eccoci quindi alla fine. Con questa ricetta concludo la mia partecipazione al contest di Peperoni e patate in collaborazione con i Formaggi della Svizzera. Bellissima esperienza. Come ho già avuto occasione di dire per simili occasioni, è davvero stimolante avere un input ed un traguardo da raggiungere. Ci aiuta ad uscire dalla routine, a veder gli ingredienti attraverso un ventaglio di maggiori possibilità e quindi a realizzare qualcosa di nuovo, nato da una combinazione armonica di qualcosa che già conosciamo ma che, come nella musica, attraverso intrecci non ancora sperimentati, riesce ad esprimere nuove armonie per il nostro palato e i nostri sensi.

TRIS DI POLPETTE CON FORMAGGI SVIZZERI E SALVIA FRITTA



per le polpette ai broccoli:
200 g di broccoli cotti a vapore
50 g di speck tritato fine
100 g di Sbrinz grattugiato
1 uovo
1 spicchio d'aglio
peperoncino
pangrattato
sale
olio evo
olio di semi

per le poleptte alle patate:
300 g patate cotte a vapore
100 g ricotta
200 g Sbrinz grattugiato
1 uovo
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano

per le polpette alla zucca:
300 g zucca cotta a vapore
200 g Sbrinz grattugiato
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano
2 uova
40 g pangrattato
olio di semi
sale 

foglie grandi di salvia
acqua 
100 g farina
1 puntina di bicarbonato
sale

Gruyere a tocchetti

Polpette ai broccoli: in una padella soffriggere in 2 cucchiai di olio evo lo spicchio d'aglio e una macinata di peperoncino; aggiungere lo speck e, quando questo sarà diventato traslucido, i broccoli, schiacciati con una forchetta. Cuocere per circa 10 minuti. Trasferire i broccoli in una terrina ed attendere che si raffreddino. Aggiungere lo Sbrinz, l'uovo e impastare con le mani.




Dividere il composto in tante palline da lavorare in polpette. Passarle nel pane grattugiato e lasciare in riposo per almeno 15 minuti. Friggere in olio di semi ben caldo e asciugare su carta da cucina.

Polpette di patate: mescolare tutti gli ingredienti in una terrina, amalgamare con le mani e formare tante polpette che andranno lasciate in riposo per almeno 15 minuti. Se il composto dovesse risultare troppo morbido aggiungere eventualmente 2 cucchiai di pane grattugiato.Friggere in olio di semi ben caldo e asciugare su carta da cucina.




Polpette di zucca; mescolare tutti gli ingredienti in una terrina, amalgamare con le mani e formare tante polpette che andranno lasciate in riposo per almeno 15 minuti. Passare le polpette nel pane grattugiato . Friggere in olio di semi ben caldo e asciugare su carta da cucina.




Creare una pastella per friggere le foglie di salvia diluendo con acqua a temperatura ambiente, 100 g di farina.
Aggiustare di sale, unire un pizzico di bicarbonato; far riposare per almeno 15 minuti.
Friggere in olio di semi e asciugare su carata da cucina.







Foto di gruppo

Spiedino: alla base infilare una foglia di salvia, un cubetto di Gruyere, una polpetta alle patate, una foglia di salvia, un cubetto di Gruyere, una polpetta alla zucca, una foglia di salvia, un cubetto di Gruyere, una polpetta ai broccoli. Avvolgere nella carta paglia e servire ben caldo. 







sabato 2 novembre 2013

Crema dolce alla zucca con... - L'autunno nel dessert

Partecipo al contest di Ti cucino così sulle verdure di stagione. Sono tantissime, bellissime alla vista, avvolgenti nei profumi, morbide al palato. Facile, mi sono detta. Ho iniziato a pensare ai primi:  tagliatelle, tortelli, risotti e poi ho aggiunto gli sformati, le torte salate e poi non ero ancora convinta.
Verdure? Portiamole a fine pasto, in una merenda, in un tè con le amiche (ma gli amici il tè non possono mai prenderlo, poveri?) e vediamo cosa ne risulta.

CREMA DOLCE ALLA ZUCCA E BISCOTTI ALLE PATATE E PISTACCHI  
CON CROCCANTE AI SEMI DI ZUCCA





crema alla zucca:
mezzo litro di latte intero fresco
4 tuorli
150 g di zucchero
50 g di farina
1 bustina di vanillina
200 g di zucca (o 300 g se si vuol dare più colore alla crema)

biscotti alle patate:
250 g farina 00
100 g patate
75 g di burro
1 uovo
50 g di zucchero
2 cucchiai di miele
40 g pistacchi
mezza bustina di lievito per dolci
zucchero a velo

croccante ai semi di zucca:
20 g di acqua
80 g zucchero
50 g di semi di zucca

Per la crema di zucca: decorticare la zucca, cuocerla a vapore fino ad ammorbidirla completamente poi frullarla con il minipimer. Scaldare il latte. In una casseruola mettere i tuorli, la farina, lo zucchero e la vanillina. Mescolare con una frusta poi aggiungere il latte caldo gradualmente. Trasferire sul fuoco e portare a cottura mescolando in continuazione. Quando la crema comincia ad addensare, abbassare la fiamma e proseguire la fiamma per altri 2 - 3 minuti. Fuori fuoco aggiungere la zucca.




Per i biscotti: montare il burro con lo zucchero e il miele. Aggiungere le patate pelate e crude,  grattugiate con la grattugia dai fori fini, la farina, 30 g di pistacchi precedentemente tritati fino ad ottenere una polvere, mezza bustina di lievito per dolci. Impastare.




Formare delle palline e schiacciarle leggermente. Sistemarle su una teglia da forno ricoperta di carta da forno. Sulla superficie distribuire i rimanenti pistacchi questa volta però tritati in modo grossolano.




Cospargere di zucchero a velo e mettere in forno a 175° per 12 minuti circa.




Per il croccante: scaldare in una padella antiaderente i semi di zucca. In una casseruolina dal fondo spesso, far sciogliere lo zucchero nell'acqua senza mai mescolare. Quando lo zucchero diventa di un bel colore biondo intenso, aggiungere i semi, mescolare e spegnere il fuoco. Preparare un foglio di carta da forno, versarci sopra il croccante, ricoprire con un altro foglio di carta da forno e passarvi sopra con un mattarello. Poi far raffreddare, eventualmente arrotolando il rotolo di carta per creare poi degli effetti decorativi con il croccante.




Impiattare servendo un ciuffo di crema alla zucca accompagnato da due biscottini alle patate e un pezzo di croccante ai semi di zucca.