venerdì 5 settembre 2014

Minestra con gli ovetti

Una minestra è sempre qualcosa di rassicurante. A casa mia viene servita principalmente alla sera, quando la giornata si chiude ed è più facile che attorno alla tavola ci si ritrovi tutti quanti.
Presi dai luoghi dove ci si è impegnati durante il giorno, ci si dà appuntamento e si torna a formare sotto gli occhi di tutti ciò da cui si è partiti, la propria famiglia, così come è, imperfetta ma unica.
E' un momento di intimità che può essere molto bello e appagante e al quale una tiepida minestra fa da giusta cornice. Si condividono informazioni ed esperienze, si ride, si canta, si guardano i ragazzi chiacchierare fra di loro.
Ma di che staranno parlando? Quanto siamo fuori dai loro linguaggi e quante cose possiamo imparare su di loro!
Qualcuno cerca di scaricare le tensioni o la noia della giornata attaccando briga per una bottiglia d'acqua non passata o una porzione un po' più abbondante. Stop! No, a tavola no. Se si ha bisogno di chiarirsi lo si fa ma fuori dai pasti. La tavola è un posto sacro, il luogo della vita condivisa, dove ognuno di noi può portare qualcosa, cibo e presenza. E come ci si aspetta che il cibo sia buono e piacevole, così vale per la presenza. Non si portano gli scarti di sé a tavola, ma possibilmente il meglio, non di certo il peggio.
Cibo e persone hanno la stessa funzione, scaldano e nutrono
Si dà vita alla vita con il cibo e con se stessi e ci si aspetta che l'uno e gli altri siano di buona qualità o almeno della qualità migliore di cui disponiamo in quel momento. In effetti a volte non si trova granché sugli scaffali delle nostre giornate.  Ma come insegnano i grandi cuochi, non occorrono cose strane per fare un buon piatto ma ingredienti semplici, cuore e tempo. Stessa procedura per "cucinare" i rapporti fra le persone: semplicità, cuore e tempo La minestra rappresenta tutto questo: richiede che siano presenti elementi diversi e disparati, apparentemente in contrasto fra di loro. Attraverso una cottura dolce e lenta si modificano, cedendo le loro migliori qualità per formare qualcosa di unico, nuovo e ben armonizzato. Ogni ingrediente trova il suo posto, il suo essere necessario, esaltandosi attraverso la presenza degli altri.
Ne nasce qualcosa di caldo, avvolgente, ristoratore e ci sia alza da tavola un po' diversi, migliori.
O almeno ci si prova.


MINESTRA CON GLI OVETTI





per 6 persone:
40 g sedano
100 g carote
100 g scalogno
100 g finocchio
100 g porri
100 g zucchine
100 g broccoletti verdi
100 g piselli cotti a vapore
20 g cipollotti
100 g pomodorini
1 litro e mezzo di acqua
dragoncello
uova di quaglia (uno a persona)
olio evo Gran fruttato Monini
fiori eduli
sale e pepe

Lavare, mondare e tagliare tutte le verdure a cubetti molto piccoli.







In una casseruola a fuoco dolcissimo lasciar appassire lo scalogno. Dopo 5 minuti aggiungere la carota, il finocchio e il sedano mantenendo sempre il fuoco dolce. Dopo 5 minuti aggiungere l'acqua e procedere per 10 minuti. Aggiungere zucchine e broccoli e dopo altri 5 minuti completare con porri, piselli e cipollotti. Verificare la sapidità.
In un tegame con un filo di olio evo scottare i pomodori tagliati a metà e privati dei semi. Sale e profumare con dragoncello. In una casseruola a parte cuocere le uova per 2 o 3 minuti e passarle sotto l'acqua fredda per spellarle con facilità.
Impiattare ponendo un mestolo di minestra in un piatto fondo, un uovo di quaglia tagliato in due, due mezzi pomodorini, un pizzico di dragoncello, una macinata di pepe, un filo di olio evo Gran fruttato Monini.




A piacere qualche petalo di fiore edule per colorare. 





2 commenti:

  1. molto golosa, mi piace!!!Mi piace il quadretto familiare che hai descritto, bell'atmosfera!!!I miei figli sono ancora un po' casinisti, spero che presto riescano anche loro ad apprezzare il momento conviviale serale in cui siamo tutti insieme!!!Baci Sabry

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  2. Questo delizioso quadretto....non è pane per tutti i giorni nonostante l'età dei ragazzoni! Ma quando capita mi piace molto!

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