giovedì 30 gennaio 2014

Crostata al cacao con fudge al cioccolato - Conoscersi

Non è semplice fare un regalo. Spesso si cade nella tentazione di regalare ciò che farebbe piacere a se stessi per sopperire ad una effettiva poca conoscenza della persona cui vogliamo destinare la nostra attenzione.
Fare un regalo significa dedicare soprattutto attenzione e tempo per scoprire cosa può essere gradito, cosa può essere risposta ai desideri, ai bisogni di chi abbiamo difronte.
Certo, qualsiasi regalo rimane comunque apprezzato ma un regalo indovinato, e non parlo sicuramente di valore in denaro, rimane quello che ti spalanca il cuore perché ti fa esclamare: "Ma allora mi conosci davvero! (nonostante a volte faccia ben poco per farmi conoscere...), sai come arrivarmi al cuore!".
Sono i regali che ricevi dalle persone che ti vogliono bene davvero, che ti conoscono (in certi momenti meglio di quanto  ti conosci tu), che sanno prendersi del tempo per te, per il piacere di vedere un sorriso aprirsi sul tuo viso.
Sono i regali che di solito ricevo dalla mia famiglia: la lettera che mio marito mi scrive per Natale, il buono per un massaggio rilassante di mia figlia, il cesto di alimentari di mio figlio Pietro: "Poi mamma ti faccio Cracco per vedere se hai cucinato bene", la super etichettona personalizzata per il barattolo di  Nutella di Giovanni, il libro di ricette di Francesco.
E quando il regalo è gradito viene spontaneo voler ricambiare perché a gioia sia restituita gioia.
In che modo? Traducendo in realtà una delle pagine del ricettario ricevuto.

CROSTATA AL CACAO CON FUDGE AL CIOCCOLATO
(dal libro "Cioccolato" ed. Gribaudo)





per la frolla:
150 g farina
2 cuchiaini di cacao amaro in polvere
2 cucchiaini di zucchero a velo
1 pizzico di sale
50 g burro
1 turlo
acqua fredda

per il fudge (il ripieno in pratica):
140 g cioccolato fondente tritato
175 g burro
350 g zucchero di canna
100 g farina
1 bustina vanillina
6 uova

zucchero a velo.

Pasta frolla: impastare tutti gli ingredienti legandoli con acqua fredda dosata a cucchiaini. Lasciare in riposo  l'imposto per 30 minuti in frigorifero, avvolto in pellicola da cucina.

Ripieno (fudge): Mettere burro e cioccolato in una ciotola di vetro resistente al calore e appoggiata su una pentola di acqua in leggera ebollizione. Mescolare fino ad ottenere un impasto liscio, togliere dal fuocoe far raffreddare. In un'altra ciotola mettere zucchero, farina, vanillina, uova e mescolare.

Riprendere la frolla al cacao dal frigorifero, stenderla fino a ricoprire uno stampo da crostata da 22 cm di diametro. Bucherellare il fondo con una forchetta, mettere carta da forno e fagioli secchi e cuocere a 200° per 12 minuti. Togliere dal forno, eliminare fagioli e carta, riempire il guscio con il fudge. Completare la cottura in forno a 170° per 40 minuti circa. Si formerà una bella crosticina leggermente sollevata. Attendere il raffreddamento, spolverizzare di zucchero a velo e servire.









martedì 28 gennaio 2014

Coq au vin

Sfoglia, sfoglia mi sono imbattuta in questa ricetta ("Sale e pepe" di febbraio 2014), già messa nei desiderata in altre occasioni.
Ah ma questa volta son decisa; faccio la spesa, metto a bagno il pollo nel vino la sera e in pausa pranzo procedo alla cottura. E questa sera, in barba alle tante ore passate fuori casa, si va in tavola con un piatto caldo, colorato, caldo, invitante. Come mi sento bene...

COQ AU VIN




1 pollo a pezzi da 2 kg circa (fate agire il macellaio e la carne si moltiplicherà sotto i vostri occhi!)
100 g pancetta dolce a dadini
150 g cipolline sbucciate
12 piccoli champignon
1/2 bottiglia di vino rosso
50 ml di brandy
1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro Mutti
300 ml di brodo vegetale
prezzemolo e timo
1 foglia di alloro
2 cucchiai di farina
olio evo
25 g burro
sale e pepe

Sfregare i pezzi di pollo con sale e pepe. Mettere questi pezzi in una capiente terrina e unire il vino, l'alloro lavato e stracciato con le mani, il timo.




Marinare per una notte in frigorifero.
In una padella larga mettere 2 cucchiai di olio evo, unire metà del burro, la pancetta, le cipolline e i funghi puliti e tagliati a fette non sottilissime. far prendere colore, togliere poi dalla padella e tenere da parte.



(Si intravede la pagina del servizio di "Sale e pepe" da cui ho preso la ricetta. Qualche modifica c'è...)

Il giorno dopo sgocciolare il pollo dal vino e tamponarlo con carta da cucina.




Rosolare, insieme al burro rimasto i vari pezzi, cospargere di farina (usare un colino a maglie fitte). Sfumare a fiamma alta con il brandy, Unire il brodo e il condimento di cipolline, pancetta e funghi. Per ultimo aggiungere un cucchiaio di pomodoro concentrato Mutti. Abbassare la fiamma, coprire con un coperchio lasciando solo una piccola fessura e cuocere per 45 minuti circa. 
Prima di servire completare con altro timo e il prezzemolo tritato fine.









sabato 25 gennaio 2014

Crescioni - Quanto mi piace cucinare!

No, non sono stata in Romagna, almeno di recente. Ci sono stata al mare, da piccola, qualche volta con i miei figli, ho visitato Ravenna, ho mangiato gli strozzapreti e le piadine.
Della cucina di Romagna sono però innamorata.
Veramente sono innamorata di tutta la cucina.
Non smetterò mai di dirlo, di cercare, di imparare, di conoscere, di emozionarmi quando qualcuno mi regala una ricetta, di conservare fogli e foglietti, di tenere un'agenda vicino al televisore per cogliere al volo un'idea (i crescioni vengono appunto dalla tele), una proposta, di pormi in un atteggiamento di pudore davanti a una ricetta, a un modo di cucinare, il pudore di chi si sente ammesso alla soglia della storia di una persona, di una famiglia, di un paese.
Perché il nostro modo di avvicinarci al cibo, di cucinare, parla di noi, di quanto ci stiamo bene o un po' meno bene a questo mondo, di quello che abbiamo alle nostre spalle e di quanto speriamo per il nostro futuro.
Di quanto ci sentiamo costretti nelle nostre giornate o sappiamo alzare la bacchetta e comporre sinfonie meravigliose e avvolgenti  con gli ingredienti che la vita ci propone.
A partire dalla semplicità delle nostre cucine.
Qualche anno fa, quando abbiamo cambiato la cucina, abbiamo visitato diversi negozi di arredamento. Ricordo ancora  un' arredatrice che ci disse che tutto sommato in una cucina non ci si vive più  e che si poteva fare a meno anche del tavolo perché non è più attuale apparecchiare, stendere la tovaglia...
Prego?
Sarebbe a dire che non è più attuale il saperci fermare, il gustare la vita attraverso i sensi, il creare legami di amore, comporre scontri o acuirli,  scendere nel cuore di chi hai davanti attraverso i suoi occhi, aprirsi alla vera intimità condividendo il cibo, cosa  che ci scopre agli occhi degli altri più di un abito lasciato scivolare con troppa fretta.
Sarebbe a dire che non è più attuale dare attenzione a chi abbiamo davanti o a noi stessi, tirare fuori un ricettario e preparare qualcosa di bello e di buono solo per noi o per la nostra famiglia perché a fatica la vita ci ha insegnato che meritiamo di volerci bene e che vogliamo trasmettere questo insegnamento a chi abbiamo vicino, alla nostra tavola, tutti i giorni o anche solo occasionalmente.

Non ho comprato la cucina nuova da questa ragazza.

Alla morte dei miei genitori quello che mi sono portata da casa sono state poche cose: una loro maglia, per poter continuare a sentirne il profumo e il libro dell' Artusi di mio padre.
E' il libro che regalerò a mia figlia  quando avrà una casa sua perché il passarcelo di mano in mano non significhi passarci delle ricette ma passarci il nostro amore per la vita, per la nostra famiglia, la gratitudine  per il quotidiano, per i luoghi semplici come le cucine dove ogni giorno si compie il miracolo di nutrirsi a vicenda con del cibo e con se stessi, con la propria presenza.

CRESCIONI ROMAGNOLI




E' la stessa pasta che serve per fare le piadine.
1 kg di farina
12 g bicarbonato
10 g di sale fino
200 g strutto
latte e/o acqua tiepidi per impastare (circa 200 ml)

Ripieni:
400 g spinaci lessati (peso a crudo)
100 g pancetta
1 spicchio di aglio
120 g ricotta di pecora
50 g Parmigiano

200 g zucca cotta
200 g patate lesse
120 g ricotta di pecora
50 g Parmigiano
noce moscata
sale

Pasta: riunire tutti gli ingredienti nella planetaria e impastare. Questa pasta non ha bisogno di riposo ma va 
conservata sotto una ciotola rovesciata in attesa di essere lavorata. 

Primo ripieno: tritare la pancetta e farla sciogliere a fuoco basso in un tegamino, profumandola con lo spicchio d'aglio. Unire gli spinaci già tritati e lessati, la ricotta e il Parmigiano.




Secondo ripieno: unire tutti gli ingredienti amalgamandoli bene con un cucchiaio. 




Dividere la pasta in una decina di palline e stenderle in forma di rettangoli con il mattarello, Su metà della pasta stendere il ripieno, richiudere a portafoglio, pressare bene il bordo e tagliare il crescione ottenuto in due o tre parti a seconda delle dimensioni che si desiderano ottenere. 
Scaldare bene una piastra antiaderente (esiste anche l'apposito ferro per piadine) e cuocere i crescioni, rivoltandoli spesso per farli ben cuocere. Dovrebbero bastare 5 - 6 minuti per parte.




Regolare il fuoco in modo che la pasta abbia tempo di cuoc
ere senza bruciare. Con la pasta avanzata si possono stendere delle belle piadine e farcirle a piacere con formaggi e salumi. 




giovedì 23 gennaio 2014

Filetto di maiale all'arancia

Una sinfonia di profumi.

FILETTO DI MAIALE ALL'ARANCIA




1 filetto di maiale da 800 g
4 arance
5 cucchiai di marsala secco
1 cucchiaino di miele di castagno
1 cucchiaino di marmellata di rance amare
1 cucchiaio di olio evo
2 chiodi di garofano
1 noce di burro
pepe bianco in grani
sale

Sbucciare un'arancia con il pelapatate (attenzione a non prendere la parte bianca) e far seccare la buccia ricavata in forno a 180° per 15 minuti. Unire nel minitritatutto questa buccia essiccata, qualche grano di pepe bianco, i chiodi di garofano e ridurre in polvere. Pulire bene il filetto dal grasso poi massaggiare la carne con la polvere ottenuta. 




Sciogliere insieme il miele, 3 cucchiai di marsala marsala e 1 cucchiaio di olio evo.




Inserire il filetto in un sacchetto da congelati, versarvi questo liquido. Sigillare e far riposare in frigo qualche ora. 




Togliere il filetto dal sacchetto, sgocciolarlo, tagliare da un'altra arancia tre belle fette centrali, mantenendo anche la buccia e disporle in una pirofila. Disporvi sopra la carne e irrorarla con il liquido della marinata. Forno a 150° per 40 - 50 minuti circa (controllare pungendo con uno stecchino, deve uscire una goccia trasparente, se la cottura si prolunga troppo la carne diventa dura e stoppacciosa). 
In una casseruola mettere il succo di due arance e far restringere. Unire poi il cucchiaino di marmellata, 2 cucchiai di marsala, il liquido che risulterà dalla cottura del filetto e prolungare la cottura a fuoco dolce per 2 minuti. Completare con il sughetto che si formerà dalla cottura della carne e una noce di burro. Appena tolto il filetto dal forno avvolgerlo nella stagnola e lasciare in riposo per almeno 10 minuti.
Tagliare la carne a fette spesse 3 cm. 
Sistemare le tre fette di arancia cotte in forno sul fondo di un piatto, sistemarvi sopra i medaglioni di carne, irrorare con il sughetto all'arancia. Accompagnare con purè di patate.



martedì 21 gennaio 2014

Pasta invernale

Ho messo il cavolo nero che finalmente ho trovato, le lenticchie per augurarmi un buon anno o meglio un anno di ricette buone e i pomodorini perché anche l'inverno può essere allegro e luminoso!

PASTA INVERNALE




per 4 persone:
280 g mezze maniche
olio evo
mezza cipolla
3 acciughe
1 spicchio d'aglio
4 foglie di cavolo nero
150 g lenticchie lessate
6 pomodorini
sale e pepe
mandorle

In una padella ampia sciogliere le acciughe in tre cucchiai di olio evo. Unire la cipolla tritata non troppo finemente e farla ammorbidire per qualche minuto. Unire il cavolo lavato







e tagliato a striscioline e dopo una decina di minuti i pomodorini lavati, tagliati in quattro parti e strizzati con le mani e le lenticchie. Dopo qualche minuto spegnere il fuoco e aggiustare di sale e pepe.
Cuocere la pasta al dente e trasferirla nella padella per farla saltare nel sugo preparato.
Servire spolverando con mandorle leggermente tostate in una padella antiaderente e tritate a piacere. 



sabato 18 gennaio 2014

La ciambella

E' uno dei pochi dolci che si facevano a casa mia. Si faceva la crema pasticcera con il preparato San Martino e si faceva la ciambella con il lievito Bertolini.  Altre marche non erano ammesse.
A Carnevale comparivano le chiacchiere.
I pasticcini mignon si compravano in pasticceria la domenica mattina, a Rovigo, e questi si alternavano con i cannellini con la crema e le meringhe della pasticceria Molinari del centro città.
La ciambella, non era una ciambella, era "la" ciambella. Nemmeno si considerava il fatto che ne potessero esistere altre ricette o varianti.
Si mangiava a colazione o fine pasto, "pocciata" nel vino: lambrusco o moscato dolce.
Ora che so di non addolorare più i miei genitori, mi sono data alla ricerca delle varie ricette in circolazione.
Ho trovato questa  che mi suggeriva che con la stessa pasta si possono fare ben quattro preparazioni.
E' vero, sono tutte piacevoli e si conservano molto bene per alcuni giorni.
Bugia: a casa mia non abbiamo conservato proprio nulla! E inoltre (mi alleggerisce sempre molto ammettere i mie peccati), non ho impastato a mano come avrei dovuto e avrei voluto.
Dopo aver litigato con l'impasto sul tagliere, sono corsa alla mia planetaria, ma poco, poco, tanto da non perdere i buoni sentimenti che sempre dovrebbero accompagnare la preparazione di un piatto.


LA CIAMBELLA





1 kg di farina
375 g burro morbido
1 cucchiaio di strutto 350 g di zucchero
70 g latte
1 cucchiaio di miele di acacia
1 pizzico di sale
1 bustina e mezzo di lievito chimico
4 uova
composta di frutta mista "Le conserve della nonna"

1 uovo
zucchero in granella

(con queste dosi ho ottenuto un impasto da 1,8 kg con cui ho preparato una ciambella, una pinza con la marmellata, 30 raviolini dolci e 30 ciambelline).

Fare la fontana con la farina sul tagliere, porvi al centro tutti gli ingredienti poi cominciare a lavorare battendo le uova e il burro con una forchetta. Poi cospargere con la farina dell'anello che poco alla volta deve essere assorbita (è stato a questo punto che la mia inesistente muscolatura ha ceduto!).




Lavorare velocemente, come per una frolla, senza scaldare troppo la pasta.
Dividere l'impasto in quattro parti.

Ciambella:  formare un filone con l'impasto, chiuderlo ad anello, praticarvi delle incisioni con uno stampino rotondo dentellato da biscotti, pennellare con un uovo battuto e cospargere di granella di zucchero.




Forno a 180° per 20 - 25 minuti.

Pinza: mettere un quarto dell'impasto in frigo per un'oretta poi stenderlo in un rettangolo, ricoprirlo di marmellata, arrotolarlo su se stesso lasciando l'apertura sotto. Incidere in 3 - 4 punti con un coltello, facendo scendere la lama fino alla teglia. Pennellare con l'uovo battuto e decorare con la granella di zucchero. Forno a 180° per 25 - 30 minuti.




Ciambelline: fare dei pezzetti di pasta abbastanza sottili e lunghi una decina di cm; chiuderli a ciambella e cuocerli in forno caldo a 180° per 10 minuti circa.




Raviolini dolci: metter un quarto dell'impasto in frigo per un'ora. Stenderlo con il mattarello ad uno spessore di mezzo cm e ritagliare dei biscotti con uno stampino rotondo dentellato. Porvi al centro un cucchiaino di marmellata, richiedere a metà, pennellare con l'uovo, decorare con la granella e cuocere in forno caldo a 180° per 12 - 15 minuti circa.




Con questa ricetta partecipo a:



in collaborazione con: 








giovedì 16 gennaio 2014

Tortini con crema agli agrumi

Da una ricetta fatta nei giorni scorsi,  mi erano rimaste un'arancia e un pompelmo di cui avevo utilizzato solo la buccia. Non si butta nulla vero?

TORTINI CON CREMA AGLI AGRUMI




per la pasta frolla ( C. Felder):
250 g farina 00
140 g burro a piccoli pezzi
100 g zucchero
1 tuorlo
(1 cucchiaio di acqua fredda aggiunto da me)

burro e farina per lo stampo

per la crema:
il succo di un'arancia
il succo di un pompelmo
2 cucchiaini di maizena
200 g di zucchero
100 g di burro
3 uova
2 tuorli

rametti di ribes e fiori di lavanda
zucchero a velo

Pasta frolla: impastare tutti gli ingredienti con l'aiuto della planetaria, avvolgere nella pellicola trasparente e riporre in frigo per un riposo di almeno 2 ore. Trascorso il tempo imburrare e infarinare uno stampo da muffin e disporre dentro ad ogno foro, la pasta frolla in modo da formare tanti cestini. Bucherellarne il fondo e cuocere a 180° per 15 minuti circa. 
Per la crema: sciogliere la maizena nel succo degli agrumi. Battere le uova e i tuorli con lo zucchero, aggiungere poco alla volta il succo in cui è stata sciolta la maizena e portare sul fuoco. Sempre mescolando, aggiungere il burro a pezzetti e portare ad addensamento. 
Riempire i cestini con la crema e decorare con i fiori di lavanda e il ribes lavato. Spolverare poi con zucchero a velo. 




Con la pasta avanzata si possono fare dei biscotti e farcirli sempre con la stessa crema. 



lunedì 13 gennaio 2014

Lasagnette aperte e profumate agli agrumi - Vincere la nebbia

Guardo fuori e la nostra amica nebbia ci circonda da ogni lato.
Certo in casa si sta molto bene ma qualcosa bisogna fare per impedire che questo grigiore penetri l'anima e l'umore...
Occorre inventare,  pensare qualcosa di nuovo, di bello, coloratissimo e profumato...

LASAGNETTE APERTE E PROFUMATE AGLI AGRUMI



per la pasta (circa 10 lasagnette complete):
2 uova 
200 g di farina 00
la buccia di mezza zucchina
zeste di arancia, pompelmo e limone

per il ripieno:
200 g di mazzancolle
1 zucchina
100 g ricotta mucca
1 cipollotto
olio evo
sale e pepe bianco

per il sugo:
10 pomodorini ciliegia
bisque di gamberi (2 cucchiai di olio evo, i carapaci delle mazzancolle, 1 bicchierino di brandy, un bicchierino di vino bianco secco, 1 noce di burro)
olio evo
sale e pepe

olio di semi

Pasta: impastare uova e farina e lasciare in riposo 30 minuti prima di tirare la pasta con la macchinetta. Su ogni striscia di pasta spargere la buccia di zucchina lavata e ridotta a striscioline sottilissime e le zeste ricavate dagli agrumi lavati.







Sovrapporre con un'altra striscia di pasta e passare ancora nella macchinetta nel penultimo numero. 




Guardando ora la sfoglia controluce si potranno vedere gli elementi profumati che vi abbiamo nascosto all'interno. tagliare le sfoglie in quadrati a piacere, io ho tenuto 8 cm per lato.




Per il ripieno: lavare le mazzancolle, sgusciarle mettendo da parte i carapaci, togliere il filino nero con uno stuzzicadenti e sciacquare ancora. Tritare grossolanamente le mazzancolle, tagliare la zucchina (quella di cui si è utilizzata la buccia per la pasta) a dadini piccolissimi e il cipollotto a rondelle.




In una casseruola mettere due cucchiai di olio evo, il cipollotto e soffriggere. Aggiungere la zucchina e dopo qualche minuto anche le mazzancolle. Lavorare nel frattempo la ricotta in modo da ammorbidirla. Spegnere il soffritto, aggiungere la ricotta a cucchiaiate, coprire con un coperchio e lasciare il tempo alla ricotta di ammorbidirsi e sciogliersi con il resto del ripieno. Il fuoco deve rimanere spento e solo dopo qualche minuto si procedere a mescolare con delicatezza.




Per il sugo rosso: lavare i pomodorini, inciderli a croce sul fondo, scottarli in acqua bollente salata per pochi minuti. Ritirarli dal fuoco e pelarli. Tagliarli a pezzetti, metterli nel bicchiere del mixer e e ridurli in crema con poco olio evo. 




Rinfrescare i gusci delle mazzancolle messi da parte poi mettere in una casseruolina 2 cucchiai di olio evo, i gusci scartati e pestare bene con un cucchiaio di legno.



Sfumare con un bicchierino di brandy, poi con uno di vino bianco secco, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per almeno 20 minuti controllando il liquido (aggiungere eventualmente poca acqua calda) e la sapidità. Quando la bisque si sarà ben concentrata, aggiustare con una noce di burro e aggiungere la crema di pomodori.

Per la decorazione: tamponare bene con la carta da cucina e friggere in olio di semi le bucce dei pomodori ricavate dai ciliegini usati per la crema di pomodoro. 

Cuocere la pasta poco alla volta  in acqua bollente salata a cui si è aggiunto un cucchiaio di olio per impedire che i fogli di pasta si attacchino fra di loro. Raccoglierli con un mestolo forato e porli qualche secondo ad asciugare su di un canovaccio.

Impiattamento: mettere sul fondo del piatto un cucchiaio di sugo, una sfoglia di pasta, un cucchiaio di ripieno di zucchine e gamberi,




sistemare una seconda sfoglia, irrorare con altro sugo, decorare con le zeste degli agrumi rimaste, le bucce dei pomodori fritte, qualche rondella di cipollotto soffritto, un filo di olio evo a crudo. Servire subito. 














E' il mio modo per vincere il grigio della nebbia!

Con questa ricetta partecipo a :