mercoledì 30 luglio 2014

Capesante alle pesche

No, nemmeno un giorno di questa estate andrà perduto, nemmeno in cucina, caldo o freddo che sia.
Oggi  intrecciamo la dolcezza di pesche e capesante, all'agrodolce di cipolla e miele, per presentarli alla croccantezza del pane e alla sapidità del prosciutto. Un soffio di rosmarino...
Sarà un grande incontro!

CAPESANTE CON PESCHE AL ROSMARINO E CROSTINI DI PANE SAPORITO




per 4 persone:
otto capesante
olio evo delicato
sale e pepe

per la salsa di accompagnamento:
3 cucchiai olio evo
30 g di cipolla di Tropea
150 g polpa di pesca
1 foglia di salvia
1 cucchiaino di miele
sale e pepe

per le pesche di accompagnamento:
2 pesche nettarine
olio evo delicato
sale e pepe
rosmarino fresco

per il pane:
2 fette di pane in cassetta integrale
80 g di prosciutto crudo di Parma
olio evo

Per la salsa di accompagnamento: in una casseruolina mettere 2 - 3 cucchiai di olio evo, la cipolla mondata e tritata non troppo finemente, le pesche pelate e tagliate a piccoli cubetti, la foglia di salvi, sale e pepe. Cuocere fino a formare una composta di frutta, occorreranno circa una ventina di minuti. mescolare di frequente in modo da disperdere l'umidità della frutta e ottenere un composto asciutto.

Per le capesante: togliere il mollusco della capasanta dalla conchiglia, lavare bene, tamponare con carta da cucina, condire con sale e pepe.
Far riscaldare una padella antiaderente, deve essere ben calda, aggiungere un filo di olio evo, scottare le capesante 2 minuti per parte.

Per le pesche di accompagnamento: lavare le nettarine e senza pelarle, tagliarle in spicchi abbastanza sottili. In una padella mettere a scaldare 2 cucchiai di olio evo, le pesche, insaporire con sale e pepe, aggiungere il miele, qualche ciuffetto di rosmarino e colorare per pochi minuti a fiamma alta.

Per i crostini di pane: in una padella antiaderente saltare in 2 - 3 cucchiai di olio,  il prosciutto tagliato a listarelle e il pane tagliato a dadini. Rendere il tutto croccante e spegnere il fuoco.

Composizione del piatto: al cento di un piattino mettere un cucchiaio generoso di salsa alle pesche e su questa sistemare una o due capesante. A fianco mettere qualche spicchio di pesca al rosmarino, un'ultima macinata di pepe, un filo di olio evo, un ciuffo di rosmarino fresco e servire.













lunedì 28 luglio 2014

Spaghetti zucchine e pistacchi

A volte faccio una ricetta perché l'ho pensata di notte, a volte rifaccio a modo mio quello che ho visto in tivù o su una rivista, a volte apro frigo e dispensa e vado sul balcone per vedere cosa ho già a portata di mano.
Eh caspita! Va bene cucinare, ma non si può fare la spesa tutti i giorni!


SPAGHETTI ZUCCHINE E PISTACCHI





per 4 persone:
280 g di spaghetti
2 zucchine
olio evo
1 spicchio d'aglio
aromatiche a piacere (io maggiorana)
2 fette di pancarrè
2 filetti di acciuga
sale e pepe
30 g pistacchi al naturale
scorza di limone

Tritare grossolanamente i pistacchi e tostarli in una padella calda. Nel tritatutto ridurre a grosse briciole il pane con le acciughe, poco sale, pepe e qualche foglia di maggiorana. Questo composto si può, a piacere, tostare in padella per qualche minuto se si vuole dare una nota di croccantezza. 
Lavare e tagliare a cubetti le zucchine e saltarle in una padella antiaderente con un filo d'olio evo, sale e maggiorana fresca. 
Portare a cottura gli spaghetti e trasferirli poi nella padella delle zucchine per far assorbire bene il condimento. Aggiungere per ultimi pistacchi e le briciole di pane. Arrotolare con un forchettone e porre al centro di un piatto. A piacere aggiungere una grattugiata di scorza di limone. 











venerdì 25 luglio 2014

Risotto funghi e mirtilli con casolet

Vengo da un meraviglioso soggiorno in montagna a Fai della Paganella. Il nostro Paese è così bello e così vario che non finisci mai di conoscerlo e per due scarsi viaggiatori come me e mio marito, è sempre tutto bello e nuovo. Siamo partiti con il cattivo tempo ma questo non ha influito sulla qualità delle nostre giornate. Abbiamo visitato posti deliziosi, gustato i piatti del posto, i nostri occhi si sono abbeverati alla bellezza della Paganella e delle Dolomiti circostanti. Viaggiare è per me anche entrare nelle cucine degli altri, conoscere ingredienti che non mi sono abituali, avere il privilegio di incontrare profumi che so appartenere ad uno specifico territorio. Cosi' è stato anche per questo soggiorno in Trentino.
I cuochi che si sono occupati dei nostri pasti ci hanno davvero stupito di menù in menù.
Lo chef, giovane, ha presentato le specialità del luogo inserendole in un contesto dove ciascun ospite si poteva comunque ritrovare. Non ha disdegnato di dedicare parte della propria cucina ai bambini, ha inserito i suoi piccoli gioielli di cucina in piccoli deliziosi scrigni di presentazione degli stessi.
Bellezza e semplicità.
Il pasticcere, ancora più giovane, 22 anni, ci ha deliziato da colazione a cena con i suoi capolavori. No, non ci siamo abbuffati. Abbiamo gustato con rispetto la delicatezza delle sue creme, la varietà nel presentarci i tradizionali strudel, la modestia nel portare alla tavola del ristorante i piatti più casalinghi della tradizione, sapendo di servirci la preziosa cucina della memoria della gente di Fai. Per non dimenticare che ci ha fatto una Sacher più buona della Sacher originale!
E tutto questo è stato completato da altro tipo di attenzioni che ci hanno nutrito ritemprato corpo e spirito: la gentilezza dei padroni di casa, che chiedendo l'eleganza in una data occasione, hanno accolto per tale delle semplici camicie ben lavate e stirate senza farci sentire fuori posto,  la normalità delle loro figlie che pur gestendo l'hotel non scordano di essere madri presenti per i loro figli, il suono del violino che ha accompagnato una serata che apparterrà ai ricordi più cari, l'accoglienza di Giusy alla colazione del mattino che ci ha fatto sentire intimi di casa, il sorriso di Martina che con la cena ci era complice nello scoprire i segreti dei piatti presentati. E che dire di Marta? Il suo ruolo è quello di dare vita a diverse iniziative da proporre agli ospiti dell'albergo e questo fa egregiamente. Quello che Marta probabilmente non sa è quanto lunga sia l'onda che parte dal suo modo di essere solare,energico ma rispettoso al tempo stesso. Io e mio marito siamo decisamente persone poco attive da un punto di vista fisico, niente sport, niente movimento se non in maniera occasionale. Ebbene, Marta ci ha fatto conoscere una semplice disciplina, il nordic walking, che ci ha riaperto cuore e polmoni facendoci trasalire al piacere di ammettere che sì, ci riuscivamo anche noi! Una sferzata di energia soprattutto per l'anima. Sentire il sangue circolare, il respiro accompagnarti garbato e controllato, il corpo assecondare gli slanci dell'anima per concretizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni. Grazie Marta. Vedi cosa hai ricavato da una mattina di passeggiata? Ci hai fatto tornare ancora più determinati nel perseguire i nostri sogni, ciò verso cui ci sentiamo tesi, fiduciosi di poterli perseguire mettendoci tutto il nostro essere. Sogni che per me passano per il cucinare. La ricetta che segue non è quella che ho gustato ma una mia personale versione.


RISOTTO FUNGHI, MIRTILLI E CASOLET




per 4 persone:
280 g riso Carnaroli
1 litro brodo vegetale
1 scalogno
olio evo
150 ml vino rosso (ho usato il Teroldego, trentino)
mezza vaschetta di mirtilli
200 g funghi champignons (anche porcini e chiodini andrebbero benissimo)
1 spicchio di aglio
burro
Parmigiano reggiano (o meglio il Trentingrana)
formaggio Casolet (o una buona caciotta di montagna di latte intero)
sale e pepe
prezzemolo fresco tritato

In una casseruola rosolare a fiamma dolce lo scalogno tritato in 3 cucchiai di olio evo. Tostare il riso, sfumare con il vino rosso e proseguire la cottura con brodo vegetale ben caldo. A parte spadellare i mirtilli con una noce di burro e un pizzico di sale poi passarli al colino. A pochi minuti dalla cottura aggiungere i mirtilli. Spegnere il fuoco, mantecare con poco burro e abbondante Parmigiano. 
In una padella saltare a fiamma vivace i funghi mondati e affettati, in due cucchiai di olio evo profumati con l'aglio. Insaporire con sale e pepe e cospargere di prezzemolo fresco.
Impiattare mettendo due o tre cucchiai di funghi al centro del piatto, sopra il risotto ai mirtilli, una pioggia di Casolet grattugiato con la grattugia a fori grossi, una macinata di pepe. 










mercoledì 23 luglio 2014

Crostata ai frutti di bosco

E' una torta piccina, di facile esecuzione ma che fa molta festa, fa pasticceria, fa pranzo della domenica.


CROSTATA AI FRUTTI DI BOSCO




pasta frolla: (con queste quantità ne viene una dose importante, ne basta un terzo per questa crostata e si produce una buona scorta di pasta frolla che si può conservare  in congelatore)
1 kg di farina
600 g burro
400 g zucchero a velo
160 g tuorli
scorza di limone grattugiata
1 bacca vaniglia
1 pizzico di sale 
crema:
4 tuorli
60 g zucchero
20 g fecola
200 ml succo di ananas (anche quello in cui si conserva l'ananas a fette)
10 g gelatina in fogli

frutti di bosco per completare

Impastare tutti gli ingredienti necessari nell'impastatrice dopo aver fatto ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Prelevare il panetto che si forma, avvolgerlo in pellicola da cucina e metterlo in frigo a riposare per almeno 30 minuti.
Per la crema occorre mettere a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda poi battere insieme i tuorli con lo zucchero e la fecola. Diluire questa crema con il succo di ananas e trasferire il tutto sul fuoco a fiamma bassissima e portare ad addensamento mescolando. Unire poi i fogli di gelatina ammollati ben strizzati e mescolare per scioglierli completamente. Far raffreddare la crema appoggiandovi sopra della pellicola da cucina in modo che non si formi la crosticina.
Stendere la pasta frolla (circa 400 g) in una tortiera di 20 cm di diametro, punzecchiarne il fondo con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa. 
Una volta uscito dal forno e fatto raffreddare, riempire questo guscio di pasta frolla con la crema all'ananas e poi ricoprire il tutto con abbondanti frutti di bosco lavati con molta delicatezza. 
Buona domenica. 






lunedì 21 luglio 2014

Bocconcini di rana pescatrice allo speck con spaghetti di zucchine e filetti di San Marzano

Devo concentrarmi sul pesce, devo imparare a fare qualcosa di più. Ho delle meravigliose alleate nelle commesse del banco del pesce del supermercato dietro casa, si propongono loro stesse di pulire e mondare tutto, quindi non rischio di buttare più del dovuto, le offerte ci sono, in famiglia apprezzano quindi il fascio delle scusanti si assottiglia.
Via, si va!


BOCCONCINI DI RANA PESCATRICE ALLO SPECK 
CON SPAGHETTI DI ZUCCHINE E FILETTI DI SAN MARZANO





1 rana pescatrice tagliata a tocchetti
olio evo
maggiorana fresca
semi di finocchio 
sale e pepe
speck 
2 pomodori San Marzano ben maturi
2 zucchine
1 spicchio di aglio
zucchero
la scorza di mezzo limone

Sciacquare bene i cubetti di rana pescatrice e metterli a marinare un'oretta in frigo con un filo di olio evo, pepe, foglie di maggiorana, semi di finocchio. 




Avvolgerli poi in fette di speck e fissare gli involtini con uno stuzzicadenti.
Lavare le zucchine e tagliarle a spaghetti con l'apposito attrezzo (una specie di pelapatate facilmente reperibile). saltarle in una padella con olio evo, lo spicchio d'aglio, sale, pepe e maggiorana. 
Lavare i pomodori, aprirli e privali dei semi. tagliarli a filetti e scottarli a fiamma alta in una padella a parte con un filo d'olio evo, sale, pepe, un pizzico di zucchero ed aromatiche.
Riprendere i bocconcini di pescatrice e cuocerli per 10 minuti (5 per parte) in una padella, il grasso dello speck, sciogliendosi, farà da base per la cottura. Insaporire con pepe. 
Impiattamento: raccogliere gli spaghetti di zucchine con una forchetta ed arrotolarli come si fa per la pasta. Porne due rotoli al centro del piatto, adagiarvi sopra due filetti di pomodoro e a lato due bocconcini di pesce. Completare con poche gocce di olio, scorza di limone e foglioline di maggiorana. 




venerdì 18 luglio 2014

Zucchine e fiori ripieni

Deliziose queste piccolissime zucchine con i loro enormi e sgargianti fiori!
Tolgo il pistillo e aggiungo un po' di cremosità, avvolgo in una pastella croccante e metto in tavola.


ZUCCHINE E FIORI RIPIENI




1 confezione di zucchine mignon con i loro fiori (ce ne sono circa 12)
250 g di ricotta 
2 acciughe
basilico
scorza di limone grattugiata
250 ml birra chiara
5/6 cucchiai di farina
sale
olio di semi di arachide

Preparare la pastella: in una ciotola mettere la farina e il sale e diluire con la birra battendo bene con una frusta per sciogliere eventuali grumi. Coprire e riporre in frigorifero per un'ora.
Lavare delicatamente zucchine e fiori lasciandoli attaccati fra di loro. Incidere le zucchine in modo da formare con esse un piccolo ventaglio, sarà facilitata la loro cottura. Togliere il pistillo dai fiori.







In una ciotola ammorbidire la ricotta e unire qualche foglia di basilico lavata e tritata fine, le acciughe spezzettate con le mai e una grattugiatina di scorza di limone.




Riempire bene i fiori con questo composto aiutandosi con una sac a poche. Chiudere i fiori avvolgendo i petali fra di loro in modo che il ripieno non fuoriesca in cottura.




Riprendere la pastella, immergervi fiori e zucchine una alla volta e friggere in olio di semi caldo rigirando spesso con una forchetta. 
Far perdere l'unto su di un foglio di carta per fritti e servire. Sono molto buone anche tiepide. 









mercoledì 16 luglio 2014

Tortine al doppio cioccolato e albicocche

La storia di questa ricetta nasce da un'amicizia. Un amico che sa della mia passione per il cucinare, mi ha fatto conoscere dei prodotti che tratta nel suo lavoro. Non sono delle novità, anzi, sono quei prodotti che si tengono sempre in dispensa, ma per me sono nuovi per la loro particolarità.
Questi prodotti alimentari vengono dalla sapienza dei monaci trappisti che vivono vicino a Roma, a Frattocchie.
Sono monaci benedettini e tutti conosciamo il motto del loro fondatore "Ora et labora".
Anzi Benedetto aggiungeva che, solo nel momento in cui si vive del lavoro delle proprie mani, si è veramente monaci. O veramente persone aggiungo io. E' la nostra dignità.
Quindi anche il cucinare dice la dignità e la capacità di una persona di essere capace, dice l'autonomia di saper provvedere a se stessi e a chi ci è affidato, dice l'originalità di esprimere le proprie specificità, di rendere grazie attraverso il cibo, per quanto si  riceve dalla Vita.
Cucinare è un servizio ed è una festa. Per me almeno. Altri esprimeranno il loro modo di essere nella Vita in altri modi. Il mio è questo e sono davvero grata a chi mi riconosce in questa dimensione.
E' quindi entrato nella mia cucina un bel sacchetto di cacao amaro. Mille usi, benissimo. Mi voglio tuffare nel dolce e nel salato.
Apro il sacchetto, anche un po' di fretta, il forno è già in preriscaldamento.
Il profumo si espande irrefrenabile, entra nelle narici, arriva dentro.
Ma cos'è? Certo che lo conosco il cacao eppure questo è davvero speciale.
Se i monaci vogliono rassicurarci sul fatto che il Paradiso inizia già da questa terra, mi hanno convinto.
Anche il colore è bellissimo, dorato. La consistenza, impalpabile.



Scatto una foto e nella mente si apre un'associazione: mi viene da pensare alla polvere e alle pepite d'oro che venivano trovate nelle miniere del Klondike (zio Paperone docet). Qualcosa di inaspettato e prezioso.
Mi viene voglia di saperne di più. Navigo fino al sito dove posso trovare questo cacao meraviglioso, così saprò sempre dove trovarlo e in quello dei monaci. Leggo saltando qua e là fra e righe, riproponendomi di riprendere la lettura con calma. L'occhio mi cade su una nota interessante, la preghiera alla Madonna dell'equilibrio. Di questo ne dovrò ordinare a chili!!!!
Devo però procedere con la ricetta. Vado di classico poi si vedrà. Una torta da colazione, in versione mono.


TORTINE AL DOPPIO CIOCCOLATO E ALBICOCCHE




125 g yogurt
1 uovo e 1 tuorlo
40 g cacao amaro  Trappisti Frattocchie
50 g cioccolato fondente fuso a bagnomaria
80 g amaretti
12o ml olio di semi
120 g zucchero
100 ml panna 
400 g farina 00
1 bustina di lievito per dolci
albicocche
granella di pistacchi
gelatina di albicocche

per la composta di accompagnamento:
4/5 albicocche
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di grappa bianca 
fiori di lavanda o foglie di menta


Nell'impastatrice inserire tutti gli ingredienti tenendo per ultimi la farina e il lievito e miscelare fino a rendere il composto lucido e ben amalgamato. Con l'aiuto di una sac a poche inserire l'impasto in pirottini di carta da muffin, senza oltrepassare la metà degli stessi.  Questo non è un impasto da muffin ma da torta da credenza, quindi risulterà corposo e consistente. 
Lavare le albicocche, tagliarle a spicchi ed inserirne alcuni in ogni tortina. Completare con granella di pistacchi o altra frutta secca tostata e tritata o con mandorle a lamelle. Forno a 180° per 20 minuti circa. 
Una volta tolte le tortine dal forno, farle raffreddare e lucidare con la gelatina di albicocche diluita con il calore.




Si possono accompagnare con una composta fatta con alcune albicocche lavate e tagliate a cubetti fate sciogliere in un pentolino con un cucchiaio di zucchero e sfumate con la grappa. Si può tenere la composta un po' grossolana o passarla al mixer. Completare con fiori di lavanda o foglie di menta, secondo il proprio gusto. Un bel cucchiaio di panna montata a lato, non disturberebbe affatto.




Ho utilizzato lo stesso impasto per fare dei tortini mignon e utilizzare frutta che avevo in casa.
Si conservano più giorni e acquistano in morbidezza. 








lunedì 14 luglio 2014

Tagliolini con zucchine, pomodorini, olive taggiasche e cipolle di Tropea

Non so nemmeno se chiamarle "ricette". Che fantasia c'è, quale creatività, in questa stagione?
L'estate è davvero il miracolo della creazione negli orti, il tripudio di tutto.
Basta guardarsi attorno, prendere quanto l'abbondanza di questo tempo ci regala e il piatto è già pronto, si compone da solo, come in questo caso.

TAGLIOLINI CON ZUCCHINE, POMODORINI, OLIVE TAGGIASCHE 
E
 CIPOLLE DI TROPEA




per 6 persone:
zucchine
10 pomodorini
2 cucchiai abbondanti di olive taggiasche snocciolate
1 porro
1 cipolla di Tropea media
olio evo
sale e pepe
1 confezione di tagliolini all'uovo
ricotta salata

In un'ampia padella mettere a soffriggere in 3 cucchiai di olio evo il porro mondato e affettato sottilmente e  la cipolla di Tropea tritata grossolanamente. Aggiungere poi le zucchine lavate e tagliate a listarelle con l'apposito pelaverdure per julienne (assomiglia ad un pelapatate e si trova in qualsiasi mercatone che venda articoli per la casa). Lasciar cuocere a fiamma alta per pochi minuti, le verdure devono mantenere croccantezza. Completare con i pomodorini lavati e tagliati a metà e le olive taggiasche. Controllare la sapidità.




A parte cuocere in acqua bollente salata i tagliolini. Quando mancano due minuti alla cottura trasferirli nella padella del condimento e saltare il tutto affinché i sapori impregnino bene la pasta. Servire accompagnando con un'abbondante spolverata di ricotta salata. 



venerdì 11 luglio 2014

Piccole pissaladière

Non ci sono ancora stata ma sogno la Provenza, il blu della sua lavanda, l'ocra delle sue rocce, i profumi dei suoi piatti. Sogno e concretizzo. Ad esempio in piatti come questo.
La pissaladière è una focaccia rustica a base di cipolle, olive nere e acciughe. Ho solo dato una forma un po' diversa.

PICCOLE PISSALADIERE




300 g farina di farro
150 g burro
acqua gelata
1 pizzico di sale

1 cipolla rossa grande
1 cucchiaio di olio evo
1/2 cucchiaio di zucchero
10 filetti di acciughe sotto'olio
4 olive nere snocciolate
timo


Impastare tutti gli ingredienti necessari per la brisée nella planetaria, raccogliere il panetto che si forma, avvolgerlo nella pellicola da cucina e mettere in frigo per un riposo di almeno 30 minuti.
In una padella antiaderente mettere a rosolare a fiamma dolce la cipolla tritata finemente e lo zucchero. Aggiungere le acciughe fatte a pezzetti e continuare la cottura per altri 5 minuti. Unire anche le olive tritate molto fini e qualche fogliolina di timo.
Riprendere la pasta, stenderla con il mattarello, dividerla in quadrati al centro dei quali mettere un cucchiaio abbondante di composta di cipolle. Unire i vertici del quadrato a due a due come per formare una barchetta. 




Cuocere in forno a 180° per 15 minuti circa.
Sono molto buone sia tiepide che fredde. 



mercoledì 9 luglio 2014

Tortini alle nocciole con pere e granella croccante

La diversità mi intimorisce. Ho davanti qualcosa che non conosco, non so come muovermi, spesso non mi ritengo adeguata a gestire quel che non fa parte del mio conosciuto. Eppure nella diversità, nella pluralità, ho trovato tanta ricchezza, scoperta con lo stupore di chi non immagina cosa si possa celare oltre i propri piccoli confini di pensiero, di terra e di cuore. Ho conosciuto persone magnifiche che mi hanno dato lezioni di vita, ho visitato territori che mai avrei pensato di poter vedere, ho assaporato luci, colori e sapori che hanno insegnato ai miei sensi a dispiegarsi con un battito d'ali più largo e vivere l'emozione di trovarmi al centro della vita, là dove pulsa talmente forte che ti prende e ti commuove.
Così poco per volta, tento di educarmi a cogliere ciò che non conosco e non appartiene ai miei abituali percorsi non come un potenziale pericolo, ma come qualcosa che posso affrontare, mi può arricchire, allarga sicuramente la mia esperienza e semplicemente chiede di essere riconosciuto per quello che è.
Anche in cucina.
Ricordo spesso ai miei figli come alla tavola di mio nonno Emilio non fossero ammessi se non gli amanti del Parmigiano e del Lambrusco. Data la giovane età dal Lambrusco ci salvavamo ma dal Parmigiano no.
Tutti noi amiamo questo nostro fantastico formaggio ma il nonno ce lo proponeva con una frequenza esasperante: ogni pasto, ogni santo pasto, fosse stato anche di mille abbondanti portate, doveva finire con un pezzetto di Parmigiano. E guai a chi sgarrava. Controllava da sopra gli occhiali che tutti ne avessimo preso una scaglia, una scagliona a dire la verità, altrimenti eravamo costretti al bis.
Accettare il fatto che qualcuno di noi desiderasse terminare il proprio pasto in modo diverso non era ammesso. Gusti diversi? Ma che, siamo matti? Sarebbe stato un attentato all'integrità delle tradizioni familiari.
Ora ricordo con nostalgia quei momenti ma grazie al cielo sono passati.
I miei figli mi hanno aperto a nuove strade: il Mac, il giapponese, l'argentino, il ketchup sul prosciutto crudo che per me rimane un orrore ma che posso lasciare che sia.
I piatti che propongo hanno spesso una versione base dalla quale si espandono le variazioni che più sono sintonia con i loro gusti: in un piatto niente cipolla, nell'altro cipolla ma niente erbe, poco sale su uno, molto curry nell'altro.
Capricci? Può essere. Un tempo si affermava con perentorietà: "Si mangia quel che c'è in tavola!"e questa regola rimane tuttora a casa nostra, ammorbidita però da quella serena tolleranza che si acquista con il tempo.
I pasti li decide chi cucina, chi ha nelle proprie mani le chiavi della dispensa o meglio il borsellino per fare la spesa e sa cosa può essere acquistato e cosa no e soprattutto farà in modo che niente vada buttato.
Ma se il cucinarti qualcosa che ami, come lo ami, aggiungendo o escludendo qualche ingrediente che può appagarti o infastidirti, può farti sentire accolto e non additato nella particolarità dei tuoi gusti, ebbene lo farò.
Il rispetto per l'altro, per chi è diverso da noi, comincia a tavola.

Sì, sì, d'accordo, tutto questo lungo discorso che dirti che va bene, per te niente pere scivolose ma solo tiepidi lamponi!



TORTINI ALLE NOCCIOLE CON PERE E GRANELLA CROCCANTE





TORTINI ALLE NOCCIOLE CON FRUTTI DI BOSCO E GRANELLA CROCCANTE




per 6 tortini:
150 g cioccolato fondente
80 g burro
20 g zucchero a velo
50 g di nocciole tostate e tritate
2 uova
50 g di farina 00

per l'accompagnamento con le pere:
2 pere abate
20 g burro
1 cucchiaino di miele
cannella in polvere
grappa 
rosmarino

per l'accompagnamento con i frutti di bosco:
1 confezione di lamponi o di frutti di bosco a piacere
1 cucchiaino di zucchero di canna

150 ml panna liquida
10 g zucchero a velo

per la granella di nocciole:
20 g granella di nocciole
20 g zucchero
1 cucchiaio di acqua

foglioline di menta

Tortini: fondere a bagnomaria il cioccolato fondente tritato, il burro e lo zucchero a velo. Fuori dal fuoco unire le nocciole tritate, le uova, una alla volta e la farina. Mettere il composto in stampini da muffin, coprirli con alluminio e porre in frigorifero a riposare per almeno 3 ore. Riprendere i tortini, togliere l'alluminio e cuocerli in forno caldo a 180° per 12 minuti circa.

Pere: lavarle bene e tagliarne delle rondelle dalla parte centrale, la buccia non va tolta. Con quel che rimane ricavare dei cubetti.
In una padella antiaderente fondere dolcemente il burro e dorare le pere a rondelle e a tocchetti. Sfumare con poca grappa, irrorare di miele, profumare con la cannella e un pezzetto di rosmarino. 






Frutti di bosco:  in una padella antiaderente riscaldare i lamponi con lo zucchero per pochi attimi, devono prendere lucentezza ma non disfarsi.

Panna: montare la panna con lo zucchero a velo a neve ben ferma.

Granella di nocciole: in una padella antiaderente mettere il cucchiaio di acqua, lo zucchero e fare sciogliere, unire le nocciole già tritate e ridotte in granella e mescolare. Appena lo zucchero comincia a brunire, togliere le nocciole dal fuoco e stenderle su un foglio di carta da forno. Far raffreddare poi coprire la granella caramellata con un altro foglio di carta da forno e battere con il pesta carne in modo da sbriciolare bene il composto.

Impiattamento: in un piattino porre al centro un tortino e sopra ad esso una fetta rotonda di pera. Da un lato un cucchiaio di pere a cubetti, dall'altro un cucchiaio di panna montata. Su tutto spargere la granella di nocciole caramellata.




Procedere nello stesso modo per il tortino ai frutti di bosco sostituendo i lamponi alle pere.




Completare con foglioline di menta per dare freschezza. 

 "Con questo contest partecipo al Sesto Contest dell'Agriturismo Cà Versa" 

















lunedì 7 luglio 2014

Sfogliatine alle albicocche

Della serie, massima resa con minima spesa (di tempo e di soldi!)....


SFOGLIATINE ALLE ALBICOCCHE




1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
crema pasticcera:
1/2 litro di latte 
la scorza di mezzo limone
1 bustina di vanillina
60 g di farina
20 g di maizena
4 tuorli 
125 g zucchero

6 albicocche
1 tuorlo per dorare la sfoglia
zucchero di canna
burro

Fare la crema pasticcera portando al punto di ebollizione il latte profumato con la scorza di limone e la vanillina. In una casseruola mescolare i tuorli con la farina, lo zucchero e la maizena fino ad ottenere un composto cremoso a cui aggiungere gradatamente il latte caldo. Portare sul fuoco e mescolare per qualche istante, fino ad addensamento. Lasciare raffreddare.
Stendere la pasta sfoglia in una teglia rettangolare ricoperta di carta da forno. Con una rotella tagliapasta tracciare 24 rettangoli e al centro di ciascuno mettere un cucchiaio della pasticcera ormai raffreddata, un quarto di albicocca ben lavata e privata del nocciolo. Pennellare con il tuorlo battuto i lembi di pasta rimasta scoperti, cospargere di zucchero di canna.




Cuocere in forno a 180° per 15 - 20 minuti. Servire separando l'una dall'altra le singole sfogliatine all'albicocca. 




venerdì 4 luglio 2014

Risotto con cozze, crema di peperoni, speck croccante e profumo di menta

RISOTTO CON COZZE, CREMA DI PEPERONI, SPECK CROCCANTE
 E PROFUMO DI MENTA




per 6 persone:
per il risotto:
420 g riso Carnaroli o Vialone nano
2 l brodo vegetale leggerissimo, poco più che acqua
1/2 bicchiere di birra chiara
olio evo
1 scalogno

per la crema di peperone:
1 peperone rosso
olio evo
sale

per le cozze:
olio evo
2 gambi di prezzemolo 
1 spicchio d'aglio
1 kg di cozze
1/2 bicchiere di acqua
peperoncino

per il profumo di menta:
100 ml olio evo delicato
1 puntina di spicchio di aglio
2 foglie di basilico
2 foglie di menta

per lo speck:
100 g speck

foglie di menta

Crema di peperone:  cuocere il peperone lavato in forno a 190° per 40 minuti circa, rigirandolo  a metà cottura. Infilarlo in un  sacchetto di plastica per alimenti, chiudere e far sudare per 15 minuti. Togliere la pelle al peperone, privarlo del gambo. dei semi e dei filamenti interni. tagliare a pezzetti, mettere nel bicchiere del mixer con sale e poco olio evo e ridurre tutto in crema.

Profumo di menta: in una casseruolina scaldare l'olio senza portarlo a bollore. Spegnere il fuoco, aggiungere l'aglio e le foglie lavate e spezzettate con le mani, mettere il coperchio e attendere il raffreddamento. Frullare con il mixer.

Speck: tagliarlo a quadrati e renderlo croccante in una padella antiaderente senza condimenti.

Cozze: mondare le cozze e porle in un'ampia padella con un filo di olio evo, l'aglio, il peproncino macinato al momento il prezzemolo, l'acqua. Mettere il coperchio e attendere che le cozze abbiano aperto i gusci. Tenere in caldo.

Risotto: in un fondo di 2 cucchiai di olio evo soffriggere dolcemente lo scalogno tritato. Aggiunger il riso e tostarlo. Appena diventa traslucido, sfumare con la birra e portare a cottura con il brodo vegetale ben caldo. 

Impiattamento: risotto, cozze al centro, un filo di crema ai peperoni, ai bordi lo speck, irrorare con gocce di olio alla menta e completare con qualche fogliolina di menta.




mercoledì 2 luglio 2014

Mozzarella ripiena

Una mozzarella, una bella insalata con quel che c'è di più fresco, una coppetta di frutti rossi, sedersi a tavola a sera, quando la giornata è ormai alla spalle e rimane solo il piacere della compagnia e delle chiacchiere.


MOZZARELLA RIPIENA



Scusate lo sfondo ma qui si cucina per mangiare e i clienti reclamano, altro che blog!

1 mozzarella a testa (io ne ho fatte 5)
3 zucchine
olio evo
origano e basilico
sale e pepe
polvere di capperi
pomodorini datterini

Togliere le mozzarelle dal sacchetto e metterle a sgocciolare per almeno 30 minuti.
Lavare le zucchine, tagliarle sottili con un pelapatate, scottarle in una padella con poco olio evo, sale e pepe e qualche aromatica a scelta come l'origano.
Tagliare le mozzarelle a panino, farcirle con le fette di zucchine (o di melanzane) grigliate, richiudere, completare con un pomodorino ben lavato e fermare tutto con uno spiedino. In un piattino mettere un goccio di olio evo, una foglia di basilico, la mozzarella, spolverare con polvere di capperi e servire.