domenica 28 settembre 2014

Fiamme di fragole su biscotti alle nocciole

Io ci sono cresciuta con i libri di Scarry e ci ho cresciuto i miei ragazzi.
Esistono  certi testi per l'infanzia, certi disegnatori, che con un sottile tratto di matita hanno creato mondi meravigliosi e possibili, mondi in cui avresti voluto crescere e far crescere i tuoi figli.
Il mondo di Scarry ha fatto sì che sotto i nostri occhi di bambini, si componesse un mondo
sereno, lento, a misura, riflessivo, tranquillo, un mondo in cui sai con piena consapevolezza che non può accaderti nulla di male perché non sei solo, un paese intero ti ha a cuore.
Un mondo che sai gestire perché ne conosci il lessico quotidiano, un mondo dove sei tu che muovi gli strumenti e non sono gli strumenti a muovere te, dove le cose si rompono e non si sostituiscono, non si buttano, perché si possono aggiustare, dove impari a convivere con gli esseri più strampalati e la cosa non ti turba, non ti mette sul "chi va là?".
Un mondo dove i cattivi perdono e alla fine non sono poi così cattivi, perché non lo sono ostinatamente.
Un mondo dove i bambini non sono e non pretendono di essere sollecitati 24 ore al giorno a fare qualcosa di sempre nuovo, unico, eccitante, per evitare la caduta nella più terribile delle condizioni che si possa per loro immaginare:  "Mi sto annoiando".
I bambini di Scarry hanno ritmi ordinati e sereni, che li rendono sicuri e autonomi. Non si fanno destabilizzare da un imprevisto, da una giornata di pioggia. Anzi, quando fuori piove, si mettono attorno a un tavolo in cucina e fanno torte o biscotti con le mamme, disegnano, creano aereoplanini di carta, disegnano, leggono libri, si infilano stivalini di gomma ed escono. Escono per fare due passi sotto la pioggia, non per infilarsi in un cinema, un bowling, un laser game o un Mac. Sanno sopravvivere.
Bene, l'atmosfera di Scarry l'ho rivissuta qualche sera fa, complice la casa vuota.
Ho voluto immaginare qualcosa che non fosse la televisione o Facebook.
Il silenzio era così invitante...
Ho estratto dalla mia cartellina del "Prima o poi questo lo provo" una ricetta bella, immaginavo fosse anche gradevole ma soprattutto era bella. E così ho iniziato. Con un ordine che non mi appartiene
ho preparato e pesato tutti gli ingredienti e cercato gli strumenti e li ho messi in fila come sulla tavola della famiglia Orsetti. Poi ho iniziato a mescolare, aggiungere, scaldare...
E' stato così rilassante. Ho lasciato tutto sul tavolo per il rientro.
Un po' hanno riso per le forme delle fiamme, un po' hanno pensato avessero anticipato la fiera del paese per lo scrocchio da lecca lecca che avevano. Ma mi è andato benissimo così. E' stata una serata serena, lenta.
Grazie signor Scarry, grazie per aver messo i nostri occhi, quello che possiamo fare del nostro tempo e delle nostre giornate, semplicemente rallentando un po'.




FIAMME DI FRAGOLE SU BISCOTTI ALLE NOCCIOLE




per i biscotti:
280 g farina 00
200 g burro morbido
100 g zucchero a velo
100 g di nocciole ridotte in farina
1 pizzico di sale
90 g tuorli
mezza bustina di lievito per dolci

fragole

per il lecca lecca che avvolge le fragole:
80 g di acqua
250 g zucchero semolato fine
50 g glucosio
colorante alimentare rosso

crema pasticcera:
1 tuorlo
1 cucucchiaioaso di farina
1 cucchiaio raso di zucchero
200 ml latte

Per i biscotti: mettere nella planetaria il burro, il sale, la farina di nocciole, lo zucchero a velo e mescolare senza prolungare troppo i tempi. Aggiungere poi i tuorli, uno alla volta. Setacciare poco alla volta la farina ed il lievito mescolati, sul composto. Togliere l'impasto dalla ciotola della planetaria, avvolgerla nella pellicola da cucina e lasciarla riposare almeno un'ora in frigo (meglio ancora se si riesce a preparare il giorno prima ma un'ora può bastare).
Una volta trascorso il tempo di raffreddamento stendere l'impasto e con un coppapasta di circa 10 cm di diametro, ricavare tutte le forme possibili. Cuocere a 170° per 15/20 minuti.




Lavare ed asciugare le fragole mantenendo il ciuffo verde. 

Per il lecca lecca: mettere in una casseruolina dal fondo spesso l'acqua, lo zucchero e il glucosio e portare ad ebollizione. A 120° aggiungere il colorante , la dose dipende dall'intensità di colore che intendete dare alle vostre fiamme. Proseguire la cottura fino al raggiungimento dei 155°.






Poi togliere la casseruola dal fuoco e attendere che lo sciroppo ispessisca un poco.
Infilare le fragole una ad una su lunghi spiedini di legno, tuffarle nello sciroppo e tenerle sollevate sullo stesso lasciando che questo fili dentro la casseruola. Quando vi accorgete che il filo dello sciroppo indurisce, tagliare con le forbici a qualche cm dalla fragola (a seconda della lunghezza che volete dare alle fiamme).





Appoggiare su un tappetino di silicone per completare il raffreddamento e di conseguenza l'indurimento. 





Preparare la crema mescolando il tuorlo con la farina e lo zucchero. Portare su fuoco e diluire lentamente con il latte già caldo. Mescolare fino ad addensamento.

Per la composizione: su un biscotto mettere un cucchiaio di crema pasticcera e due o tre fragole.





Una dolce pausa è servita!




giovedì 25 settembre 2014

Insalata di ovoli e grana

Qui non serve saper cucinare.
Questa è una ricetta che procede da sola.
Bastano solo pochissimi ingredienti.
Di qualità.


INSALATA DI OVOLI E GRANA





per 2 persone;
2 ovoli
scaglie di Parmigiano reggiano (farsi consigliare la stagionatura più adatta)
6 gherigli di noce
1 cucchiaio di succo di limone
timo fresco
olio evo non invadente
sale e pepe


Mondare i funghi pulendo con una panno di carta inumidito e affettarli in lunghezza ad uno spessore di 2 mm circa. Porli in un piatto fondo, irrorali di limone, olio evo, sale e pepe. Coprire con pellicola da cucinare e lasciar riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Completare poi con scaglie di Parmigiano, le noci tritate grossolanamente, le foglioline di timo. Controllare la sapidità e servire. 





lunedì 22 settembre 2014

Rana pescatrice ripiena e matassine fritte di zucchine

Aprire, farcire, profumare, arrotolare, bardare, legare, infornare, affettare. E' tutto qui!


RANA PESCATRICE RIPIENA E MATASSINE FRITTE DI ZUCCHINE






per 6 persone:
3 rane pescatrici (fatele pulire e aprire a libro in pescheria)
200 g mazzancolle
scorza di limone
sale e pepe
200 g speck
rosmarino
olio evo
poco sale 
pepe

2 zucchine
farina di riso
olio di semi d'arachide
sale

Pulire le mazzancolle togliendo gusci e filetto nero. Sciacquarle in acqua corrente. Metterle in un piatto fondo con un filo d'olio evo e una grattugiata di scorza di limone, lasciare riposare al fresco per 30 minuti.
Aprire bene le pescatrici, porre al centro le mazzancolle, tutte in fila come gli indiani, profumare con il pepe. Arrotolare il pesce su se stesso per chiuderlo. Appoggiarlo sulle fette di speck posizionate una a fianco all'altra (ci vorranno circa 5 fette per pesce) e bardare avvolgendo bene con lo speck. Legare come per gli arrosti di carne, infilare un pezzetto di ramo di rosmarino sotto lo spago., ancora un po' di pepe e un filo d'olio.

(Chiedo scusa per le poche foto ma mi sono fatta prendere dal sacro fuoco del cucinare!). 

Infornare a 180° per 30 minuti circa poi lasciare qualche minuto in riposo prima di affettare. 




Nel frattempo mondare le zucchine, lavarle, tagliarle a fili con l'apposito attrezzo, asciugarle, passarle nella farina di riso e friggere in olio di semi di arachidi. Sale
Servire mettendo in ogni piatto due fettine di rana pescatrice con una matassina di zucchine fritte.






sabato 20 settembre 2014

Sbrisolona al ribes con zabaione alla birra

Accipicchia, c'è futuro per le persone caotiche come me? E' mai possibile che la scuola sia iniziata solamente da una settimana  e già lavatrici, blog, programmazioni si sono mescolate l'una all'altra andando a creare un minestrone di difficile lettura per i poveri mortali che mi vivono accanto?
Dico, i vent'anni li ho passati da un po', ho la libreria piena di libri sulla gestione del tempo e sull'organizzazione, eppure la signora Buoni propositi ha fallito ancora o meglio, per non abbattersi a pochi metri dalla partenza, non ha ancora messo ben a fuoco il suo obiettivo.
Un amico di mio marito, poeta, artista, filosofo, impiegato in una ferramenta, mi ha mostrato con chiarezza come dirigere la bussola: al primo posto si mette il lavoro per cui si viene retribuiti, poi il resto, dandosi tempi e orari un po' da monaci (sarà per questo che mi sono sposata?) e soprattutto non facendosi rubare il tempo da chi non sa che farne del proprio.
Ma come si fa se una collega chiede aiuto?
Se hai in mente quel bambino a scuola per cui vuoi preparare un'attività tutta per lui in modo che si senta più sicuri nei suoi calcoli.
Se vuoi tanto chiamare quell'amica che non senti da tempo e che finisci per contattare solo quando hai bisogno (che vergogna!).
Se un figlio di 17 anni ti dice che ha voglia di abbracciarti (bisogna prendere l'acqua finché scorre sotto i ponti).
Se al supermercato dietro casa fanno il 20% di sconto sul pesce fresco.
Se tuo marito ti ha chiesto con gentilezza: "Se per caso hai tempo...." (per caso???.
Se l'altro figlio che ormai vedi pochissimo ti dice che si fermerà a cena con la morosa.
Se il terzo ha un esame di chimica e ha bisogno ogni tanto di fare due chiacchiere.
Se cominciano a chiederti alle 15: "Cosa c'è per cena?".
Se vorresti tanto parlare un po' con tua figlia per ricaricarti e non sentirti sola nella battaglia per la responsabilizzazione dei tuoi uomini che sono nati pacifisti e ce la fanno benissimo a tollerare attorno a sé cestini ridondanti di cartacce, bottiglie di plastica che ci si può salvare il pianeta, la giacca a vento dello scorso inverno ancora da portare a lavare.
E la pazza in tutto questo sei tu.
Loro sono gli innocenti, puri, anime candide che ti guardano e ti chiedono: "Ma perché ti arrabbi? Basta che tu ci chieda."
E gli occhietti dove li avete tesori grandi?!?
No, non sono affetta da manie di perfezionismo perché se di ciò si trattasse sarei ancora ferma alla lettera "p" del suddetto.
Vorrei solo poter creare attorno a me un po' di armonia, come un direttore d'orchestra, come il mago dell'apprendista stregone di Topolino.
Vorrei dedicare ogni giorno un tempo disteso alla mia cucina, parlare con i miei figli guardandoli negli occhi e non dicendo loro:"Seguimi, finché parliamo" e nel frattempo continuare a fare il minimo dei minimi attorno a me, vorrei, vorrei, vorrei...
In attesa di qualche saggio che mi indichi la via, continuo nel caos e nell'improvvisazione delle mie giornate, forte di una grande sicurezza. Alle persone che mi amano vado bene così, dicono che non mi cambierebbero.
Mi hanno quasi convinto: in attesa di diventare ordinata, mi voglio bene anch'io così!


SBRISOLONA AL RIBES CON ZABAIONE ALLA BIRRA






per la sbrisolona:
200 g farina di mais fioretto
200 g farina 00
200 g zucchero
150 mndorle
200 g burro
2 tuorli
1 bustina di vanillina
la scorza di un limone
1 vaschetta di ribes

per lo zabaione:
6 tuorli
3 cucchiai di zucchero
3 mezzi gusci d'uovo di birra (io ne ho scelto una versione estiva, fruttata)

Portare il burro a temperatura ambiente e tritare grossolanamente le mandorle. lavorare il burro con i tuorli poi aggiungere poco per volta tutti gli altri ingredienti. Lavorare il tutto con la mani, sfregandole una contro l'altra mantenendo così l'impasto granuloso. Ricoprire uno stampo di 26 cm di diametro con carta forno e sopra portarvi il composto, sbriciolandolo con le mani. Cospargere infine la superficie con il ribes.




 Cuocere in forno caldo a 180° per poco meno di un'ora.




Sbattere i tuorli e lo zucchero necessari per lo zabaione fino a renderli bianchi e spumosi. Portare il recipiente che li contiene a bagnomaria e continuando a sbattere (io ho usato le fruste elettriche) unire a filo la birra. Portare a spessore il composto senza che raggiunga il pieno bollore.






Servire la sbrisolona spezzata con le mani accompagnandola con una ciotolina di zabaione in cui intingerla. 




martedì 16 settembre 2014

Crostatine con composta di pere e ganache al cioccolato

Lo so che ci si ripete, ma quando si parla di pere si casca sempre lì, sul cioccolato. D'altro canto che male c'è? Se si tratta di un'unione collaudata, ben venga la ripetizione!


CROSTATINE CON COMPOSTA DI PERE E GANACHE AL CIOCCOLATO





per la pasta frolla:
500 g farina 00
200 g zucchero
200 g burro
2 uova 
1 pizzico di sale

per la composta di pere:
2 pere
1 chiodo di garofano
1 spolverata di cannella in polvere

per la ganache:
150 g cioccolato fondente
150 g panna liquida
20 g burro

burro e farina per gli stampini
Impastare la frolla mescolando tutti gli ingredienti nella planetaria. Riposo in frigo avvolto in pellicola per almeno 30 minuti.
Sbucciare le pere e tagliarle a pezzetti. In una padella cuocerle a fiamma bassa profumandole con la cannella e il chiodo di garofano. Deve addensare utilizzando lo zucchero proprio della frutta. Dovrà risultare una  composta ben addensata ed asciutta.
Tagliare il cioccolato con il coltello per il pane. Scaldare la panna e il burro a fiamma dolce e appena sobbolle, spostare la casseruola dal fuoco e unire il cioccolato. Mescolare bene.
Stendere la pasta frolla e rivestire stampini a piacere imburrati e infarinati. Bucherellare il fondo della pasta, versarvi la composta di pere e ricoprire con la ganache. 
Cuocere a 175° per 20 minuti circa. 

domenica 14 settembre 2014

Tagliolini alla maggiorana con sugo di zucchine e finferli

Al momento abbiamo un tempo veramente sorridente ed e' un piacere ancora più' grande cucinare.
Poi però si esce! Si va a bere un po' di luce e di sole. L'anima ne ha sempre bisogno ed aiuta ad aprire le giornate con una carica maggiore.


TAGLIOLINI ALLA MAGGIORANA CON SUGO DI ZUCCHINE E FINFERLI






per 6 persone:
per la pasta;
300 g di farina
3 uova
1 cucchiaino di olio evo delicato
maggiorana fresca
semola

per il sugo:
una dozzina di finferli freschi
2 zucchine
olio evo
1 spicchio d'aglio
sale e pepe
prosciutto di capriolo (ricordo delle vacanze in Trentino, ma va benissimo anche il prosciutto crudo, decisamente più reperibile)
Parmigiano reggiano


Per la pasta: impastare tutto (tranne la semola) nella planetaria e far riposare la pasta coperta da una ciotola per almeno 30 minuti.
Riprenderla e passarla nella macchina tagliapasta per ricavarne delle strisce che andranno spolverate di semola e poste ad asciugare.









Trascorsa almeno 1 ora, ricavare dei tagliolini con l'apposita trafila. Spolverarli ancora di semola e lasciarli asciugare.






Per il sugo: privare i funghi della parte terminale del gambo,




lavarli in una ciotola posta sotto l'acqua corrente poi cuocere in acqua bollente per 3 minuti e mezzo. Serve per ammorbidire i gambi che rimarrebbero altrimenti un po' duri. Scolarli e farli asciugare su un canovaccio. Spuntare le zucchine, lavarle e tagliarle a piccoli cubetti. In una padella salta pasta mettere 3 cucchiai di olio evo, 1 spicchio di aglio privato del germe e schiacciato, le zucchine e dopo qualche minuto anche i funghi. 





Si possono lasciare interi i più piccoli e tagliare a pezzettoni gli altri. Cuocere a fuoco moderato per un quarto d'ora insaporendo con sale e pepe. A parte saltare il prosciutto tagliato a striscioline, in una padella ben calda, in modo da renderlo croccante. 
Cuocerle i tagliolini in acqua bollente salata poi trasferirli nel sugo. Saltare il tutto e servire completando con una pioggia di prosciutto e una spolverata di Parmigiano. 








giovedì 11 settembre 2014

Fregola risottata

Ho trovato finalmente un pacchetto di fregola, la pasta sarda di semola e acqua. No, non mi sono cimentata a farla da sola, la scuola è iniziata! Ho ringraziato molto Massimo, un vero chef che ha in paese un bel negozio dove posso trovare prodotti particolari e di qualità. Facendo io da mangiare, non sono sicuramente una delle migliori clienti, ma Massimo non fa distinzioni ed è sempre stato generoso del suo tempo e della sua competenza, dedicandomi consigli e dritte che più di una volta hanno dato la giusta direzione ai miei piatti.
Ho letto che questa pasta ama il pesce, io aggiungo un po' di verdure e vediamo come va a finire. Grazie Sardegna! E grazie Massimo!


FREGOLA RISOTTATA





per 5 persone:
300 g fregola
1 l brodo di pesce
1 scalogno
300 g mazzancolle
300 g vongole veraci
1 vaschetta di fiori di zucca
300 g di broccoli
peperoncino
1 spicchio di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio evo
prezzemolo


Mondare le vongole e farle aprire in una padella coperta, con un filo di olio e due rametti di prezzemolo. Lavare le mazzancolle, privarle del guscio, togliere il filo nero e saltarle in padella con un filo di olio.
Privare i fiori di zucca del gambo e del pistillo, sciacquarli e tagliarli a larghe listarelle. Lavare i broccoli, dividerli a cimette e cuocerli a vapore tenendoli bene al dente. Poi saltarli in una padella con un cucchiaio di olio evo, una macinata di peperoncino, uno spicchio d'aglio schiacciato e privato del germe centrale. 
In una padella saltapasta, mettere a soffriggere in due cucchiai di olio evo, lo scalogno pelato e tritato finemente. Unire i fiori di zucca e cuocere per un minuto. Aggiungere la fregola e procedere come per un risotto. Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco, abbassare il fuoco e portare a cottura aggiungendo gradatamente il brodo di pesce. Due minuti prima del termine, aggiungere le mazzancolle, le vongole con le loro conchiglie e per ultime le cimette di broccoli, avendo cura di mescolare con delicatezza per non sfaldarle. Impiattare completando con due gocce di olio evo. 











martedì 9 settembre 2014

Risotto al basilico, dadolata di peperoni e uovo in camicia

Ci sono delle preparazioni che mi affascinano. Una di queste è l'uovo in camicia; vortici d'acqua, stille di aceto, segreti espedienti, di tutto mi servo per arrivare allo scopo. Questa volta ci sono riuscita. Quasi. Avrei voluto che dal mio ovetto uscisse una bella colata d'oro a ricoprire il candore dei chicchi di riso sottostanti ma evidentemente mi è scappato un minutino di cottura in più.
O meglio, credo che avrei dovuto considerare che anche quando l'uovo è fuori dall'acqua continua a cuocere e fidarmi dei 3 minuti e mezzo di cottura solitamente indicati.
O meglio ancora, avrei dovuto tenere le uova come ultimissima preparazione o ...chiedere aiuto.
Ma si sa, l'orgoglio di dire "Ho fatto tutto da sola", è duro a morire.
Il risultato è stato ugualmente molto piacevole per cui mi tengo stretta questa piccola lezioncina sull'umiltà,  rimando alla prossima volta il risultato perfetto e gusto ugualmente questo risotto di fine estate.


RISOTTO AL BASILICO CON DADOLATA DI PEPERONI E UOVO IN CAMICIA





per 4 persone:
300 g riso Carnaroli
1 scalogno
150 ml birra chiara
olio evo
brodo vegetale
foglie di basilico
Parmigiano reggiano
1 peperone (rosso o giallo)
sale e pepe
rosmarino
4 uova

Lavare il peperone, mondarlo da semi e filamenti bianchi interni, saltarlo in padella con un cucchiaio di olio evo, sale e qualche ago di rosmarino tritato. Bastano pochi minuti perché deve mantenere croccantezza.




Preparare il fondo per il risotto con due cucchiai di olio evo i cui si va a rosolare lo scalogno pulito e tritato finemente. Unire poi il riso e tostarlo. Sfumare con la birra ( ne ho usata una leggermente fruttata), portare a cottura aggiungendo poco per volta circa un litro di brodo vegetale. A fuoco spento unire una bella manciata di foglie di basilico lavate e strappate con le mani, un filo di olio, una manciata di Parmigiano reggiano. Coprire e attender che il tutto leghi.
In una casseruola a parte mettere a bollire dell'acqua. Quando sobbolle, unire le uova che avremo aperto e  chiuso in un foglio di pellicola trasparente da cucina appoggiato su una ciotolina da dessert,  raccolto a fagottino e fermato con un nastrino con l'anima di metallo (quelli che servono a chiudere i sacchetti del pane da toast).







Il bollore deve essere sussurrato e proseguire per 3 minuti e mezzo. Togliere poi i sacchetti dal fuoco e aprirli.
Impiattamento: al centro del piatto mettere due cucchiaite di risotto, i peperoni come a formare un nastro e sopra a tutto l'uovo abbondantemente spolverato di pepe.




Se siete stati bravi, nel momento in cui inciderete l'uovo, il rosso colerà ad inondare il tutto, altrimenti vi accontenterete come ho fatto io, di un interno molto morbido e capace comunque di ben amalgamarsi alla croccantezza dei chicchi di riso. 




venerdì 5 settembre 2014

Minestra con gli ovetti

Una minestra è sempre qualcosa di rassicurante. A casa mia viene servita principalmente alla sera, quando la giornata si chiude ed è più facile che attorno alla tavola ci si ritrovi tutti quanti.
Presi dai luoghi dove ci si è impegnati durante il giorno, ci si dà appuntamento e si torna a formare sotto gli occhi di tutti ciò da cui si è partiti, la propria famiglia, così come è, imperfetta ma unica.
E' un momento di intimità che può essere molto bello e appagante e al quale una tiepida minestra fa da giusta cornice. Si condividono informazioni ed esperienze, si ride, si canta, si guardano i ragazzi chiacchierare fra di loro.
Ma di che staranno parlando? Quanto siamo fuori dai loro linguaggi e quante cose possiamo imparare su di loro!
Qualcuno cerca di scaricare le tensioni o la noia della giornata attaccando briga per una bottiglia d'acqua non passata o una porzione un po' più abbondante. Stop! No, a tavola no. Se si ha bisogno di chiarirsi lo si fa ma fuori dai pasti. La tavola è un posto sacro, il luogo della vita condivisa, dove ognuno di noi può portare qualcosa, cibo e presenza. E come ci si aspetta che il cibo sia buono e piacevole, così vale per la presenza. Non si portano gli scarti di sé a tavola, ma possibilmente il meglio, non di certo il peggio.
Cibo e persone hanno la stessa funzione, scaldano e nutrono
Si dà vita alla vita con il cibo e con se stessi e ci si aspetta che l'uno e gli altri siano di buona qualità o almeno della qualità migliore di cui disponiamo in quel momento. In effetti a volte non si trova granché sugli scaffali delle nostre giornate.  Ma come insegnano i grandi cuochi, non occorrono cose strane per fare un buon piatto ma ingredienti semplici, cuore e tempo. Stessa procedura per "cucinare" i rapporti fra le persone: semplicità, cuore e tempo La minestra rappresenta tutto questo: richiede che siano presenti elementi diversi e disparati, apparentemente in contrasto fra di loro. Attraverso una cottura dolce e lenta si modificano, cedendo le loro migliori qualità per formare qualcosa di unico, nuovo e ben armonizzato. Ogni ingrediente trova il suo posto, il suo essere necessario, esaltandosi attraverso la presenza degli altri.
Ne nasce qualcosa di caldo, avvolgente, ristoratore e ci sia alza da tavola un po' diversi, migliori.
O almeno ci si prova.


MINESTRA CON GLI OVETTI





per 6 persone:
40 g sedano
100 g carote
100 g scalogno
100 g finocchio
100 g porri
100 g zucchine
100 g broccoletti verdi
100 g piselli cotti a vapore
20 g cipollotti
100 g pomodorini
1 litro e mezzo di acqua
dragoncello
uova di quaglia (uno a persona)
olio evo Gran fruttato Monini
fiori eduli
sale e pepe

Lavare, mondare e tagliare tutte le verdure a cubetti molto piccoli.







In una casseruola a fuoco dolcissimo lasciar appassire lo scalogno. Dopo 5 minuti aggiungere la carota, il finocchio e il sedano mantenendo sempre il fuoco dolce. Dopo 5 minuti aggiungere l'acqua e procedere per 10 minuti. Aggiungere zucchine e broccoli e dopo altri 5 minuti completare con porri, piselli e cipollotti. Verificare la sapidità.
In un tegame con un filo di olio evo scottare i pomodori tagliati a metà e privati dei semi. Sale e profumare con dragoncello. In una casseruola a parte cuocere le uova per 2 o 3 minuti e passarle sotto l'acqua fredda per spellarle con facilità.
Impiattare ponendo un mestolo di minestra in un piatto fondo, un uovo di quaglia tagliato in due, due mezzi pomodorini, un pizzico di dragoncello, una macinata di pepe, un filo di olio evo Gran fruttato Monini.




A piacere qualche petalo di fiore edule per colorare. 





mercoledì 3 settembre 2014

Alici e zucchine in torretta

Orizzontale? No, oggi si va in verticale! Sapore su sapore fino a raggiungere un delizioso punto di golosità.


ALICI E ZUCCHINE IN TORRETTA




per 6 torrette:
2 zucchine
12 alici
6 pomodorini confit o freschi, a seconda del gusto e della disponibilità
1 uovo 
farina 
olio di semi di arachide
mozzarella o stracciatella
sale e pepe
origano

Pulire le alici e tenerle al fresco in frigo protette da pellicola da cucina fino al momento dell'uso. Poi passarle nella farina, nell'uovo sbattuto e friggerle in olio di semi
Lavare le zucchine e tagliarle con il pelapatare per il lungo. Passarle in padella calda con sale, pepe, origano e un filo di olio evo.
Nel piatto sistemare due zucchine un po' piegate su se stesse, un'alice, ancora due zucchine, un'altra alice, zucchine, un pezzetto di stracciatella o mozzarella, un pomodorino. Fissare tutto con uno stuzzicadenti e via!




lunedì 1 settembre 2014

Gnocchi con melanzane, pomodori e funghi

Siamo in un mese di passaggio. Possiamo ancora assaporare la maggior parte delle ricchezze estive, facendo spazio a quanto l'autunno comincia a proporci. Utilizzo per questi gnocchi gli ultimi pomodorini del mio balcone, due melanzane e i funghi che cominciano a farla da padroni. Veramente i miei champignons sono sempre presenti nel corso dell'anno,  ma questi avevo.
Chi ha a disposizione anche solo un bel porcino non avrà, credo, sgradite sorprese.
Una stagione che va e una che arriva, che bello, è proprio vero che a tavola si impara a vivere.
Ci sono istanti in cui elementi appartenenti a tempi e culture diverse riescono a convivere, come in questo piatto. Poi si sa, la saggezza dei semplici  è chiara e ci suggerisce di regalare a larghe mani quanto abbiamo realizzato, appreso, conquistato, per lasciar posto a chi viene dopo di noi, prestando la nostra presenza, diventando aiuto e non ostacolo a questo succedersi.
Questo essere presente sempre e comunque di frutta e verdura, ci inganna e ci fa credere di poter essere anche noi sempre e comunque presenti. No, gli ordinati e armonici ritmi della natura ci dicono che se sei un pomodoro, dai il meglio di te da luglio a settembre, a meno che tu non sia un bel pomodoro siciliano e puoi permetterti di avanzare fino ad inverno inoltrato.
Potrai essere presente sulle nostre tavole ma a discapito di sapore e sostanza. D'altro canto, chi di noi non è stressato dopo un lungo viaggio? Lo si accoglierà ugualmente fra i nostri ospiti, ma sarà uno di quegli ospiti dalla conversazione un po' sciapa che ci indurranno a guardare di frequente l'orologio.
Quale timore poi nel lasciar il posto ad un'altra verdura? Forse che non si andrà a tavola se non ci saranno pomodori?
Forse che qualcuno non riuscirà a portare avanti il lavoro che abbiamo sempre e diligentemente svolto, in qualsiasi ambito ci abbia visti impegnati?
Lo farà in modo diverso ma lo farà, mettendo in gioco nuove modalità, nuovi punti di vista, nei quali possiamo anche non riconoscerci, ma lo farà.
Passare il testimone senza farsi travolgere da rabbia o malinconia, è un'arte, difficile da apprendere, non indolore. Riserva però numerose gradevoli sorprese come un tempo ritrovato in cui scoprire un nuovo tassello di sé, la capacità di reggersi in piedi anche oltre il conosciuto.
Ma parlavamo di pomodori o di persone?
Mah...torniamo a tavola!


GNOCCHI CON MELANZANE, POMODORI E FUNGHI



per 4 persone:
500 g patate
2 tuorli 
100 g di farina 00
sale

1 melanzana lunga
15 pomodorini
1 vaschetta di champignons (li ho trovati già affettati) o 1 bel porcino
prezzemolo
olio evo
2 spicchi d'aglio
sale e pepe

prezzemolo fresco
ricotta salata

Per gli gnocchi: lavare le patate con la buccia e cuocerle per 40 minuti dal bollore dell'acqua salata in cui le avrete poste. Una volta prelevate dalla pentola, sbucciarle e passarle subito allo schiacciapatate spargendole ampiamente sul tagliere di legno. Spolverarle con parte della farina, un pizzico di sale, i tuorli già sbattuti. Poi con l'aiuto di due spatole per la pasta, cominciare a raccogliere patate e farina su se stesse. Lavorare poi rapidamente con le mani formando un impasto  ben compatto a cui verrà data una forma cilindrica. Durante tutta la lavorazione, continuare a far scendere a pioggia la farina. Tagliare poi questo impasto in 4 o 5 parti che andranno ridotte a piccoli cilindretti. Affiancarli l'uno all'altro e con una spatola tagliarli nella misura che si desidera dare ai propri gnocchi. Si possono poi rigare con una forchetta o lasciarli lisci come ho fatto io. 




Per il sugo: lavare la melanzana e piccoli dadini, metterla a perdere l'acqua amara con un pizzico di sale, tamponare e soffriggere in una padella con 3 cucchiai di olio evo profumato con lo spicchio d'aglio. Unire i pomodorini lavati e tagliati in quarti. Tenere la fiamma vivace in modo che la cottura sia breve. Insaporire con sale e pepe. In una padella a parte mettere in  3 cucchiai di olio evo lo spicchio d'aglio e dopo qualche secondo i funghi che andranno anch'essi saltati a fiamma viva per pochi minuti. Unire al resto del condimento.

Portare ad ebollizione una pentola d'acqua salata, Buttare gli gnocchi e appena affiorano trasferirli nella padella del condimento. Saltare brevemente. Completare con prezzemolo fresco tritato, un filo di olio a crudo e servire accompagnando con una generosa grattugiata di ricotta salata.