sabato 31 gennaio 2015

Ravioli al cavolo nero con sugo di ceci e pomodoro

E' arrivata l'influenza!!!! Un lusso per chi ha figli grandi. Non ho certo cucinato oggi. non ce la fo' proprio! Buona domenica


RAVIOLI AL CAVOLO NERO CON SUGO DI CECI E POMODORO






per 6 persone:
pasta:
400 g farina 00
4 uova

Ripieno:
40 g lardo di Colonnata
25 g di cipollotto fresco
300 g cavolo nero 
sale e pepe
peperoncino
3 patate medie lessate

Sugo;
olio evo
4 pomodori ramati ben maturi
250 g di ceci lessati
rosmarino
sale e pepe

Impastare farina e uova e lasciare riposare l'impasto coperto per almeno 30 minuti.
Lavare bene le foglie di cavolo, privarle della costa centrale, tagliarle a listarelle sottili.
In una padella far sciogliere a fuoco dolce il lardo tagliato a striscioline poi insaporirvi il cavolo. Aggiungere sale, pepe e peperoncino. Ammorbidire il cavolo procedendo la cottura con il coperchio ed aggiungendo eventualmente poca acqua calda o brodo vegetale. Far raffreddare poi unire alle patate schiacciate grossolanamente con una forchetta.
Riprendere la pasta, stenderla in strisce con la macchina, ritagliare dei quadrati di 6 cm di lato, porre al centro un cucchiaino di ripieno e richiudere a piacere sigillando bene i bordi.










Lavare i pomodori, inciderne la base con un taglio a croce, scottarli in acqua bollente il tempo necessario a toglierne la pelle senza fatica. Eliminare semi ed eventuali parti dure e ridurli a cubetti.
In un'ampia padella saltare i pomodori in tre cucchiai di olio evo. Profumare con un rametto di rosmarino che andrà poi tolto. Unire i ceci, controllare la sapidità.
Lessare i ravioli in acqua bollente salata, trasferirli direttamente nella padella del sugo, saltare e servire in tavola con un pezzetto di rosmarino fresco, una macinata di pepe, qualche goccia di olio buono.










mercoledì 28 gennaio 2015

Punta di vitello ripiena al forno - Picaia

Questo è un piatto della tradizione che non avevo mai provato perché non appartiene alla cucina di Modena e le mie radici culinarie sono lì. Ho voluto provarlo, complice un bravissimo macellaio che mi ha preparato alla perfezione la tasca di vitello. E' una ricetta per un  secondo piatto davvero gustoso e questa volta devo dire che le foto non rendono merito. La bellezza dei colori che esplodono al taglio, mette tanta allegria! E' un piatto da giorno di festa ma nulla ci impedisce di fare diventare tale un giorno qualsiasi.


PUNTA DI VITELLO RIPIENA AL FORNO - PICAIA






per 6 persone:
1 kg di punta di vitello tagliata a tasca
200 g trito di vitello macinato 2 volte
1 carota
1 pezzo di gambo di sedano
1 uovo
100 g Parmigiano reggiano
30 g pane vecchio grattugiato e tostato
1 bicchiere di vino bianco
brodo di carne
olio evo
sale e pepe

Pelare la carota, mondare il sedano e tagliare le verdure a pezzetti piccoli. In una padella mettere un filo di olio evo, le verdure, sale e pepe e cuocerle per 10 minuti, mantenendone la croccantezza.
Bagnare con alcuni cucchiai di brodo caldo il pane tostato.






In una ciotola unirlo alle verdure, al macinato di vitello, all'uovo e al Parmigiano. Lavorare con le mani, controllare la sapidità aggiungendo eventualmente poco sale.






Farcire con questo impasto la tasca preparata dal macellaio (è un'avventura per mani esperte, non inventiamoci competenze che non abbiamo e lasciamo che ognuno faccia il suo mestiere).
La farcia va distesa bene, raggiungendo tutti gli angoli e non arrivando troppo vicino all'apertura perché in cottura gonfierà, rischiando di fuoriuscire dalla tasca.









Cucire l'apertura con ago e spago da cucina .










Rosolare in olio evo a fiamma vivace su tutti i lati.
Trasferire la punta in una pirofila da forno, aggiungere il vino bianco, il brodo (due o tre mestoli potrebbero bastare) e infornare a 175° per due ore e mezza circa. Irrorare il pezzo di carne con il sugo che si sarà formato durante la cottura cottura  e girarlo alcune volte.
Una volta cotta, la punta va lasciata risposare almeno 15 minuti sotto un peso (io appoggio sulla carne un foglio di carta forno, poi metto un tagliere di legno e sopra a tutto il mortaio di marmo  che dovrei usare per fare il pesto).
Tagliare a fette. e servire con il sugo che si sarà formato.






domenica 25 gennaio 2015

Zuppetta di frutta con meringhe e pinoli

Dolce golosissimo. I più arditi aggiungono anche una macinata di pepe verde alla zuppetta.
Ho scoperto che in casa non siamo poi così rivoluzionari.


ZUPPETTA DI FRUTTA CON MERINGHE E PINOLI





per 6 persone:

per le meringhe
75 g di albume
75 g di zucchero semolato
75 g di zucchero a velo

per la zuppa:
mezzo ananas fresco
1 cestino di lamponi
mezzo cestino di ribes rosso
3 frutti della passione
500 g di acqua
150 g di zucchero semolato (meglio se quello fine)
5 g di cannella in stecche
2 foglie di menta
2 chiodi di garofano
2  frutti di anice stellato

30 g di pinoli
menta fresca


Partire con le meringhe. Mescolare i due zuccheri poi dividere in due la quantità ottenuta. Montare gli albumi con metà degli zuccheri e solo quando saranno ben montati, dopo 10 - 15 minuti, aggiungere i rimanenti a mano, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto. Mettere la meringa in una sac a poche con bocchetta a stella e formare dei cerchi su una teglia rivestita di carta da forno. Per una cottura veloce portare il forno a 100° e procedere per 1 ora. In questo caso le meringhe verranno leggermente colorite. Nel caso si abbia più tempo a disposizione, cuocere per due ore a 80°.

In una padella sciogliere lo zucchero nell'acqua. Aggiungere tutti gli aromi tranne la frutta. Questi si possono anche radunare in un sacchettino di garza in modo che poi si possano recuperare rapidamente oppure si procederà con l'aiuto di una pinzetta prima di impiattare.
Portare ad ebollizione e cuocere almeno 5 minuti, a fiamma bassa. Per il tempo occorre valutare il tipo di densità che si intende ottenere. Aggiungere poi l'ananas ben mondato e tagliato a cubetti, i lamponi, il ribes, la polpa dei frutti della passione e proseguire per 2 minuti.

Tostare i pinoli in un  padellino antiaderente, devono colorire leggermente.

Impiattamento: versare un mestolino di zuppa di frutta in un piatto, sbriciolarvi sopra una meringa, cospargere di pinoli, profumare con una foglia di menta.




mercoledì 21 gennaio 2015

Pane al radicchio

Con il  fronte maschile di casa mia è una perenne, incessante, sfida.
La verdura la metterò ovunque, voglio vedere se non la mangiate!
Modestamente, sto vincendo io...


PANE AL RADICCHIO






per il pane:
500 g farina 00
250 ml acqua
10 g sale
1/2 cubetto lievito di birra
20 g di burro morbido

per la farcitura:
1 cespo di radicchio di Treviso
1/2 cipolla
olio evo
sale e pepe
Emmental

Impastare gli ingredienti necessari per il pane nella planetaria, azionando la macchina per almeno 15 minuti e aggiungendo il sale solo alla fine. Lievitare in un recipiente coperto con pellicola da cucina e in luogo tiepido per due ore. 






Nel frattempo mondare e lavare il radicchio e tagliarlo a listarelle. In una padella con due - tre cucchiai di olio evo, soffriggere la cipolla tritata finemente. Aggiungere il radicchio, insaporire con sale e pepe e stufare per pochi minuti.

Riprendere l'impasto e dividerlo a tocchetti. Tirare ogni pezzo in una striscia lunga con l'aiuto del mattarello. Al centro della striscia di pasta mettere il radicchio e sopra a questo delle listarelle di Emmental.






Avvolgere la pasta su se stessa in modo da formare un rotolo. Tagliare il rotolo ogni 5-6 cm circa, stringere ogni pezzo da un capo in modo da chiuderlo, sigillando bene la pasta.






all'altra parte, aprire bene la pasta, praticando qua e là dei taglietti che andranno allargati in modo da simulare i petali di un fiore. Mettere ogni "fiore" nel foro di uno stampo da muffin ben imburrato e lasciare lievitare altri 30 minuti. 






Cuocere in forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
Servire accompagnando con formaggi e salumi a piacere, prediligendo speck e formaggi stagionati. 







lunedì 19 gennaio 2015

Zuppetta di verza e patate con crostoni di formaggio alla paprika

Un brodo caldo, una zuppa, un minestrone. E' quanto i ragazzi mi chiedono di trovare alla sera dopo una giornata in cui sono stati in giro per scuola, università, uffici, lavoro.
Escono alla mattina per utilizzare i mezzi pubblici (non possiamo proprio mettere su un parco macchine!), a pranzo mangiano panini o pizza e alla sera, stanchi, hanno voglia di qualcosa di corroborante e caldo, per il corpo e per l'anima. Cioè hanno voglia di un brodo e di stare insieme a tavola a ridere e a dire sciocchezze da cui mio marito ed io siamo esclusi, ma che aiutano loro a sciogliere le tensioni e la stanchezza della giornata.
Puntualmente, al rientro,sento lo scatto della maniglia e...: "Sono stanchissimo".
Non dubito certo e ne sono felice, segno che non sei stato con le mani in mano.
E prima o poi arriverò a far loro capire che chi lavora mezza giornata e poi fa lavoro di casa, non è che non si stanchi ma tant'è, l'equazione è quella: tu stai a casa quindi non sei stanco, o perlomeno non lo puoi essere quanto lo sono io.
Devo ammettere che lavorare da casa mi risulta molto piacevole. Sono padrona dei miei tempi e riesco sempre ad avere uno spazio mio, come in questo momento, ma le incombenze cui provvedere, non hanno mai fine! .
A dire la verità ultimamente le cose stanno cambiando.
Ho maggior collaborazione, e a volte non devo nemmeno chiederla!
Quando mia figlia riesce a fermarsi per mezza giornata, sembra che da casa siano passati i folletti e al mio rientro da scuola i ragazzi si premurano  di scrutare il mio viso per capire com'è andata, prima di avanzare eventuali richieste. E' bello davvero. E' come un continuo inoltrarsi in mondi nuovi, seguire i figli nello spiegarsi della loro età.  E' bello quando sono piccoli e ti sfiniscono fisicamente ma ti nutrono con la loro tenerezza. E' bello quando sono adolescenti perché tirano fuori il peggio di te, ti permettono di conoscerti nei tuoi lati oscuri, ti sbriciolano ma ti fanno toccare con mano quanto sei forte e capace di resistere in quanto ritieni possa essere di aiuto a farne degli uomini e delle donne vere, con tutti gli errori che inevitabilmente si fanno. E' bello quando sono dei giovani adulti e si comincia a camminare insieme, fianco a fianco. E' molto piacevole. Come un buon brodo caldo.



ZUPPETTA DI VERZA E PATATE CON CROSTONI ALLA PAPRIKA






per 6 persone:
1 scalogno
3 patate
1/4 di verza
2 carote
olio evo
sale e pepe
1 baguette
formaggio fondente
paprika dolce
prezzemolo

Pulire, lavare e tagliare a listarelle la verza. In una pentola soffriggere lo scalogno tritato in due cucchiai di olio evo. Aggiungere poi le patate pelate e tagliate a cubetti e far rosolare. 
Infine unire la verza, il sale, il pepe, coprire di acqua calda e portare a cottura in 40 minuti circa.
Pelare le carote, tagliarle a bastoncini e cuocerle a vapore mantenendone la croccantezza.
Tritare il prezzemolo dopo averlo lavato e asciugato bene.
Tagliare la baguette a fette spesse. Grattugiare il formaggio scelto con una grattugia a fori larghi e mescolarlo ad un filo di olio evo e ad un pizzico abbondante di paprika. Mettere questo composto sulle fette di pane e porre in forno caldo a 200° per qualche minuto, il tempo di permettere al formaggio di fondersi.






Servire la zuppetta aggiungendo alcuni bastoncini di carota, il prezzemolo e un crostone di pane. 




sabato 17 gennaio 2015

Spaghetti con le polpettine

Il titolo di questa ricetta è semplicemente...banale.
In effetti è di più, molto di più. Accendete il video, sedetevi, lasciatevi trasportare.
Ebbene sì, non sono semplici polpettine, sono le polpettine di Lilli e il vagabondo!
Inutile, certi amori non si scordano. I miei figli sono grandi e non sapremmo nemmeno più come fare a rivedere questa bella storia perché è in vhs. Eppure questa musica rimane sempre la partenza per un sogno, per un viaggio che mi porta a rivedermi con mio marito al tempo dei primi passi del nostro amore e in tutti i momenti che lo hanno suggellato, rivedermi sul divano di casa con i bambini piccoli a goderci questa bella storia.
Ma perché si desidera così tanto che crescano se poi ci si commuove alla sola vista di un bambino piccolo in cui rivediamo i loro volti, i loro musetti, il modo goffo o maldestro di muoversi? Mistero delle menti materne!
Il mio "dolce sognar" è però qualcosa di più.
L'amore che ricevo da mio marito e dai miei figli non è un sogno ma una realtà che vuole continuare a costruirsi di giorno in giorno. Con tutte le scivolate del caso!
Questa ricetta capita in questo periodo dell'anno perché mi aiuta a riciclare gli avanzi dei vari brodi preparati nel periodo delle feste.



SPAGHETTI CON LE POLPETTINE







Non specifico le dosi perché dipendono principalmente dalla quantità di carne che si desidera utilizzare:
avanzi di bollito
Parmigiano reggiano 
uova
sale e pepe (eventuali)
olio di semi di arachide

700 ml passata di pomodoro o pomodori pelati
1 scalogno
olio evo
zucchero
basilico

70 g di spaghetti a commensale


Tagliare a cubotti tutti gli avanzi di bollito, passarli a tritacarne con la trafila a macinatura media. in una terrina amalgamare la carne con uno o più uova e con una o due manciate di parmigiano reggiano grattugiato e impastare con le mani. Si deve ottenere un composto morbido ma consistente. Controllare la sapidità. Formare tante polpettine, se sono piccole sono molto graziose e più facili da mangiare. Io ho tenuto la grandezza di una noce.






Friggere le polpette in olio di semi di arachide ben caldo.






Per il sugo: in una casseruola soffriggere in olio evo lo scalogno tritato finemente. Aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe, un cucchiaino di zucchero per stemperare l'acidità, alcune foglie di basilico. Far bollire a fiamma dolce per un'oretta. Gli ultimi dieci minuti aggiungere le polpettine.
Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata poi trasferirli nel sugo di pomodoro con le polpette.
Per servire si può posare un coppapasta al centro di un piatto, versarvi due - tre cucchiai di pomodoro, sistemare una forchettata abbondante di spaghetti e sopra far scendere alcune polpette. Completare con una foglia di basilico fresco.






Ed ora accendere la musica e gustare.






mercoledì 14 gennaio 2015

Fusilli con il ferretto con sugo di costine e salsiccia

Che la scuola sia il centro pulsante del sapere, è cosa nota. Quanti tipi di sapere circolino in una scuola, è cosa nota solo a noi del settore.
Tu insegni qualcosa ai bambini, raccontando loro quanto chi li ha preceduti ha conquistato in diversi ambiti, loro insegnano a te: a catturare i girini, a costruire delle casette portatili per i vermi, a sveltire un procedimento matematico, a stabilire patti nel gioco, a decorare le pareti del muro della scuola (anche quando non è legale), a resistere senza battere ciglio agli interrogatori della maestra che vuole sapere chi mai ha osato buttare nell'immondizia del pane, a sputare lontano (possibilmente non nella direzione di un compagno)
Tu trasmetti alle famiglie qualcosa che ritieni utile per la crescita dei loro figli e che nella tua esperienza sei andata accumulando, loro ti consegnano quanto loro hanno faticosamente costruito nel loro rapporto con i figli, giorno per giorno, ventiquattrore al giorno.
Tu scrivi alle bidelle la ricetta della spongata reggiana, loro ti insegnano a fare i fusilli con il ferretto e il sugo, proprio come si fa a Napoli.
Questo è far circolare il sapere, quello vero, quello che ti porti nella vita.



FUSILLI CON IL FERRETTO CON SUGO DI COSTINE E SALSICCIA






per 6 persone
per i fusilli:
400 g semola di grano duro
200 ml acqua calda
sale

per il sugo:
olio evo
2 spicchio d'aglio
basilico
sale e pepe
4 costine di maiale tagliate in tre parti ciascuna (12 in tutto)
3 salsicce
700 ml passata di pomodoro
1 cucchiaino di zucchero


Per il sugo: in una casseruola alta far soffriggere l'aglio pelato e privato del germe in 3 - 4 cucchiai di olio evo. Aggiungere le costine e lasciarle rosolare bene. Unire anche la salsiccia spellata e composta in piccoli tocchetti. Versare poi la passata, sale, pepe, zucchero, alcune foglie di basilico fresco. Abbassare la fiamma e portare a cottura in 3 ore.






Impastare la semola con l'acqua calda e il sale. Formare un panetto che andrà lasciato a riposo, coperto da pellicola da cucina, per almeno 30 minuti.





Riprendere poi l'impasto, dividerlo in parti che andranno lavorate in modo da formare dei rotolini stretti e lunghi. Spolverare il tagliere di semola se occorre. Tagliare poi questi rotolini in pezzetti da 4 cm circa l'uno. Prendere il ferretto o uno spiedino lungo se non lo si ha (io ho fatto così), appoggiare ad un'estremità del pezzetto di impasto e con le mani, scorrendo sul tagliere, arrotolarlo attorno allo spiedino, Poi sfilare il fusillo che si sarà formato e sistemarlo a lato.


video



Procedere con tutta la pasta poi disporre i fusilli su di un piatto e lasciarli asciugare. 










Cuocere i fusilli in acqua bollente salata poi servirli. Nel piatto sistemare i fusilli, irrorarli di sugoche conterrà i pezzetti di salsiccia, completare con due - tre costine. 





lunedì 12 gennaio 2015

Faraona con funghi, crema di funghi e patate

Cucino spesso la faraona. A casa mia è gradita, spesso si trova ad un buon prezzo e....si rischia di farci l'abitudine!
Ho pensato a qualche piccolo accorgimento per renderla un po' diversa e quindi capace ancora di incuriosire e di essere assaggiata con attenzione.


FARAONA CON FUNGHI, CREMA DI FUNGHI E PATATE






1 faraona a pezzi
sale e pepe
prezzemolo
olio evo
vino rosso (Nero d'Avola)
500 g funghi champignon
1 spicchio d'aglio
brodo vegetale
3 patate 
olio di semi di arachide
misticanza
crema di aceto balsamico


Sciacquare bene la faraona e fiammeggiare sul gas l'eventuale peluria presente. Insaporirla con sale, pepe e prezzemolo tritato.






Rosolare la carne in un'ampia padella con 3 cucchiai di olio evo. Sfumare con il vino rosso e portare a cottura aggiungendo brodo vegetale e coprendo. Occorreranno circa 40 minuti.
Nel frattempo mondare i funghi e tagliarli a fette. Conservarne alcune fette a parte, meglio le più grandi. Rosolare i funghi in una padella con due cucchiai di olio evo e uno spicchio di aglio. Spadellare pochi minuti e insaporire con sale e pepe. Versare i funghi nel bicchiere del mixer, aggiungere un mestolino di brodo vegetale e ridurre tutto a crema che andrà poi tenuta in caldo. 
Pelare le patate, tagliarle a tocchetto non più grandi della misura di un pollice per lato. Metterli a bagno in una terrina in acqua molto fredda per almeno un'ora poi raccoglierli e avvolgerli in una canovaccio asciutto. Friggere poi le patate in olio di semi di arachide.

Per comporre il piatto versare sul fondo due cucchiai di crema di funghi, un po' di misticanza condita con un velo di olio evo e sale, due pezzetti di faraona, qualche fetta di fungo crudo tenuta da parte., alcune cubetti di patate. Completare con alcune gocce di crema di aceto balsamico, qualche fogliolina di prezzemolo tagliuzzata. 

















venerdì 9 gennaio 2015

Torta salata con porri e pancetta

Il nome originale è flamiche ed è una torta salata francese. I porri sono l'ingrediente principale ed unico, nella versione originale. Io ho aggiunto pancetta affumicata per farne un piatto completo e goloso.


TORTA SALATA CON PORRI E PANCETTA






2 rotoli di pasta brisée
3-4 porri
200 g pancetta affumicata
50 g di farina
50 g di burro
1/2 litro di latte
1 tuorlo
sale e pepe
noce moscata

Pulire i porri e tagliare la parte bianca a rondelle sottili. In una padella sciogliere il burro e aggiungere i porri. Mettere il coperchio e cuocere a fuoco dolce fino a che le verdure si saranno ben sfaldate poi far scendere a pioggia su di esse la farina, facendosi aiutare da un setaccio. Stemperare con il latte e insaporire con sale, pepe e noce moscata.
In una padella a parte rendere croccante la pancetta tagliata a dadini senza alcun condimento poi unirla ai porri.
Stendere il primo rotolo di pasta in uno stampo e versare il composto di porri e pancetta poi ricoprire con l'altra brisée. Sigillare i bordi e bucherellare la superficie. pennellare con il tuorlo battuto.
Cuocere a 180° per circa mezz'ora. E' molto buona anche tiepida e fredda.  




mercoledì 7 gennaio 2015

Filetto di maiale ripieno di verza, castagne e funghi

Un bel filetto di maiale, ripieno d'inverno! Accompagnato da un buon bicchiere di birra.
Ci fosse anche il camino acceso, sarebbe il massimo!


FILETTO DI MAIALE RIPIENO DI VERZA, CASTAGNE E FUNGHI






1 filetto di maiale 
100 g di castagne già pelate e cotte
1/4 di verza
200 g funghi champignon
150 g di speck
sale e pepe 
olio evo
1 bicchiere di birra chiara
1 cucchiaio di miele di castagno
brodo vegetale

carote come contorno

Lavare la verza e affettarla a striscioline. In una padella mettere due cucchiai di olio evo e quando sarà caldo aggiungere la verza. Sale, pepe e cuocere con il coperchio finché non si saranno appassite. Pulire i funghi e affettarli. Sbriciolare grossolanamente le castagne.
Aprire il filetto a libro, ricoprirlo con la verza, al centro disporre una striscia con funghi e castagne.






Arrotolare, avvolgere nelle fette di speck, fermare con spago da cucina.






In una casseruola mettere 3 cucchiai di olio evo poi rosolarvi il filetto di maiale, girandolo bene da tutte le parti. Sfumare con la birra chiara. 
Pelare le carote e tagliarle a bastoncino poi unirle alla carne in modo che filetto e contorno cuociano contemporaneamente.






Se durante la cottura il sugo dovesse restringere troppo, aggiungere qualche cucchiaio di brodo vegetale. Il filetto di maiale cuoce generalmente in 20-30 minuti; non deve cuocere troppo per non indurire quindi sarebbe  meglio controllare la temperatura al cuore della carne che deve raggiungere almeno i 65° ma non deve superare i 70°. Io ho tolto la carne a 65°e l'ho avvolta in alluminio. Sono sicura che di qualche grado la temperatura sarà salita e quindi ho potuto affettare un bel rotolo non asciutto e leggermente rosato.






Accompagnare con le carote,  irrorate ad un minuto dal servizio con il miele di castagno.

lunedì 5 gennaio 2015

Ravioloni trota e patate con salsa al cavolo romano

Quest'inverno voglio proprio provare tutti i tipi di cavolo! Oggi scelgo con il cuore, prendo quelli più belli, i cavoli romani. Sono una meraviglia, un capolavoro della natura, con quell'esplosivo ripetersi di frattali da una cimetta all'altra. Il sapore è piuttosto delicato, può superare anche i diffidenti di casa mia.


RAVIOLONI TROTA E PATATE CON SALSA AI CAVOLI ROMANI





per i ravioli:
400 g farina
4 uova
1 trota iridea pulita
olio evo
100 g ricotta
2 patate medie lessate
1 arancia
sale 

per la salsa: 
1 cavolo romano
olio evo

Impastare uova e farina e ricavarne un impasto che andrà in riposo, coperto, per almeno 30 minuti.
Nel frattempo privare la trota delle lische rimaste, togliere la pelle. In una padella mettere due cucchiai di olio evo, la trota e rosolare da una parte e dall'altra. Profumare con qualche filetto ricavato dalla scorza dell'arancia, spruzzare con il succo del frutto stesso. Sale.






Con una forchetta tritare grossolanamente la trota e unirla alla ricotta e alle patate lessate e passate allo schiacciapatate. Controllare la sapidità.
Tirare la pasta ricavandone prima delle strisce poi dei quadrati di 10 cm di diametro. Al centro di ogni quadrato mettere un cucchiaino abbondante di ripieno






poi chiedere come per un cappelletto, solo molto più grande. 






Lavare il cavolo, dividere le cimette, cuocere a vapore tenendole al dente. Mettere due terzi del cavolo nel bicchiere del mixer, aggiungere un pizzico di sale, uno o due cucchiai di acqua bollente, un filo di olio evo e ridurre il tutto a crema. Mettere questa crema in una padella saltapasta e tenerla in caldo.
Lessare i ravioloni in acqua bollente salata poi trasferirli nella padella con la crema di cavolo romano e saltare. Aggiungere le cimette intere rimaste, amalgamare bene tutto e servire.





Questa "Ferrari" dei tagliapasta, è un regalo di mio marito 
per Natale!

Con questa ricetta partecipo a: