sabato 28 marzo 2015

Ravioli alle patate con sugo dell'orto e pesto di prezzemolo

Una ricetta semplice, ispirata dall'aver trovato i piselli nel baccello e non in scatola!!!
Come non ricordare la celebra comica di Stanlio e Ollio?




Al sabato i miei fratelli ed io, pranzavamo con la tele accesa su "Oggi le comiche" e la gag dei piselli nel baccello non ce la possiamo proprio scordare; mi fa ridere ancora, a distanza di tempo!
E quando ho trovato i piselli nel baccello, non ho resistito, sono stati miei in un attimo, fresco e colorato accompagnamento a questi ravioli. 


RAVIOLI ALLE PATATE CON SUGO DELL'ORTO
E PESTO DI PREZZEMOLO






per la pasta:
3 uova
300 g farina Miracolo (farina di tipo 1 di grani teneri antichi della provincia di Parma)

per il ripieno: 
due cipollotti
1 kg di patate cotte a vapore
olio evo
sale e pepe
noce moscata
60 g Parmigiano Reggiano grattugiato

per il condimento:
1 cipollotto
200 g carote
100 g piselli freschi (ricavati da 400 g di piselli....con il bacello!)
olio evo
sale e pepe

per il pesto:
una manciata di prezzemolo
20 g di mandorle
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
sale
olio evo

Impastare uova e farina e lasciare in riposo sotto una terrina, per almeno 1 ora.

In una padella soffriggere dolcemente i cipollotti mondati e tritati, in due cucchiai di olio evo. Aggiungere le patate passate allo schiacciapatate, insaporire. Il composto deve risultare ben asciutto. Fuori fuoco aggiungere il Parmigiano e una grattugiata più o meno abbondante di noce moscata. 

Per il condimento soffriggere il cipollotto rimasto in due cucchiai di olio evo. Aggiungere la carote precedentemente pelate, scottate per alcuni minuti in acqua bollente salata e tagliate a cubetti. Aggiungere infine i piselli sgranati e cuocere dolcemente, le verdurine non devono perdere consistenza. Sale e pepe.

Per il pesto: lavare il prezzemolo, staccare le foglie e metterle nel bicchiere del tritatutto con le mandorle, lo spicchio di aglio privato del germe, un pizzico di sale, il Parmigiano. Aggiungere olio evo tanto da creare un pesto abbastanza fluido.






Stendere la pasta e disporvi sopra il ripieno di patate con l'aiuto di una sac à poche. Richiuderli e tagliarli.










Cuocerli in acqua bollente salata poi, dopo 2 o 3 minuti dall'affioramento, trasferirli nella padella con il sugo. Saltare e servire lasciando cadere sui ravioli delle gocce di pesto al prezzemolo. 






mercoledì 25 marzo 2015

Risotto al radicchio di Treviso con speck e fonduta al Montasio


E' iniziata la primavera! No...mi dicono che non è vero....si torna ai menù invernali!


RISOTTO AL RADICCHIO DI TREVISO CON SPECK E FONDUTA AL MONTASIO






320 g di riso Carnaroli
brodo vegetale
1 caspo grande di radicchio di Treviso
olio evo
sale e pepe
150 g speck
60 g di burro
200 g di Montasio
200 ml panna fresca
pepe rosa

Lavare il radicchio e affettarlo a tocchettini tenendone un poco da parte per la decorazione finale del piatto. Tostare il riso a secco in una casseruola poi aggiungere gradualmente il brodo ben caldo portando a cottura. A metà circa del tempo previsto, unire il radicchio. A cottura ultimata, mantecare con 30 g di burro.
In una casseruolina a parte fondere 30 g di burro, unire la panna, qualche grano di pepe rosa e portare a bollore. Aggiungere il Montasio già grattugiato con una grattugia a fori larghi e mescolare per ottenere la fondata. Per renderla vellutata ci si può aiutare con il mixer ad immersione.
Tagliare lo speck affettato a striscioline e saltarle a secco in una padella.
Impiattare sistemando il riso nel piatto, colarvi sopra la fonduta al pepe rosa e completare con lo speck croccante e le foglie di radicchio fresco tenute da parte.






sabato 21 marzo 2015

Bocconcini di nasello vestiti su crema di finocchi e fritto di porri

Siamo alla vigilia di un giorno di festa e  si inizia a gustare il ritmo un po' rallentato che ci aspetta.
La cena del sabato sarà veloce, nel cibo e nelle chiacchiere, perché poi i ragazzi usciranno.
Si assapora la tranquillità della casa, il lavandino che si svuota, quel senso di pace che viene dal pensare di avere fatto quel che si doveva, ben consapevoli che non si sarà mai completamente "in pari" con le tante incombenze che ci sono richieste, ma che può andar bene anche così.
Ma domani è domenica, il giorno della ricarica e ci vuole un tono speciale, nei rapporti e a tavola.
Il pranzo della domenica. Quante aspettative a volte tradite dalla nostra umanità e allo stesso tempo quanta fiducia in questo ritrovarsi insieme, condividere, nutrirsi a vicenda, anche attraverso il cibo. La tovaglia pulita, una ricetta nuova, ben impiattata, un pezzetto di dolce.
Spero di riuscire a trasmettere ai miei figli questo piacere. Niente piatti di plastica, le posate ben disposte, i bicchieri migliori (quelli con meno calcare, via), il tovagliolo ben piegato, un piatto per portata, (non stiamo partendo per l'Esodo e in lavastoviglie ci sta tutto).
Non mi piace l'idea di cucinare con cura solo quando vengono ospiti, di apparecchiare con attenzione solo in presenza di estranei (il famoso "servizio buono").
E' bello ma non ci espone, dona agli altri solo una parte di noi, quella che appare e chiede forse approvazione. Mi piace invece cucinare per chi ho in casa tutti i giorni, per le persone con cui ho magari anche discusso, dalle quali non mi sono sentita sempre aiutata ma sul cui apprezzamento e tolleranza, so di poter contare. Mi piace  farli sentire gli ospiti migliori e replicare queste attenzioni tutti i giorni perché un pezzetto di domenica si sparga sugli altri giorni della settimana a partire dal povero tanto temuto lunedì.
Non mi basterebbe un'uscita speciale ogni tanto, qualcosa di eccezionale da raccontare e nel quotidiano mangiare in piatti di carta, non sedermi a colazione, comprare cibo pronto.
Io desidererei che fosse domenica tutti i giorni, voglio stare bene tutti i giorni, non voglio essere alle stelle, voglio stare bene, gustando questo fra me e me e provando a far sentire bene chi mi è vicino. Semplicemente.


BOCCONCINI DI NASELLO VESTITI, 
 SU CREMA DI FINOCCHI E FRITTO DI PORRI





300 g filetti di nasello
1 zucchina
1 carota
olio evo
sale e pepe
100 g bacon
1 finocchio 
1 patata piccola (50 g)
1 scalogno
1 porro
olio di semi di arachide
semola

Mondare il finocchio e la patata e tagliarli a pezzetti. Rosolarli con uno scalogno in due cucchiai di olio evo, sale e pepe poi coprirli di acqua. Portare a cottura e frullare con il mixer ad immersione per ottenere una crema.

Lavare la zucchina, pelare la carota e tagliarle a striscioline con un pelapatate. Scottarle in acqua bollente leggermente salata per due minuti poi passarle in acqua fredda. Infine asciugarle con carta da cucina. Scottare i bocconcini di nasello in due cucchiai di olio evo, due minuti per lato. Toglierli dalla padella, avvolgerli nei nastri di verdura poi nel bacon.









Far scaldare molto bene una padella senza condimento poi passarvi i bocconcini in modo che il bacon si sciolga e diventi rapidamente croccante.

Pulire il porro, lavarlo, tagliarlo a metà nel senso della lunghezza e ricavarne dei fili molto sottili che andranno tenuti in acqua e ghiaccio, in frigo, ben sigillati. Al momento di cuocerli, sgrondarli dall'acqua, asciugarli bene, passarli nella semola e friggerli pochi minuti in olio di semi ben caldo.

Impiattamento: mettere un mestolino di crema di finocchi sul fondo di un piatto, aggiungere due bocconcini di nasello, completare con un bel ciuffo di porro fritto. 






martedì 17 marzo 2015

Panini al Parmigiano

E per cena una cosina veloce, veloce, di quelle che si possono preparare facendo lo slalom fra scuola e lavatrici.


PANINI AL PARMIGIANO 






500 g farina 00
75 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
250 ml di acqua
mezzo cubetto di lievito di birra
20 g di burro
10 g di sale

lattughino
maionese
prosciutto cotto affumicato


Sciogliere il lievito nell'acqua a temperatura ambiente. Mettere nella planetaria la farina unita al parmigiano e miscelare. Diluire con l'acqua e iniziare a impastare. Dopo 5 minuti aggiungere il burro e il sale e proseguire per altri 5 - 10 minuti. Mettere l'impasto su una spianatoia, coprire con canovaccio e foglio di plastica (prima il canovaccio e su questo un telo di plastica, trucco imparato ad una serata sulla panificazione) e attendere 10 minuti. Riprendere l'impasto e formare delle palline da 50 g ciascuna che andranno sistemate su una teglia ricoperta di carta da forno. Coprire ancora con canovaccio e plastica e far lievitare un'ora. Si può ora dare al pane la forma desiderata. Io ho steso ogni pallina in rotolini che ho avvolto su stessi formando delle chiocciole. Cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti circa.




Poi li ho farciti con un velo di maionese, un pizzico di lattughino e una generosa fetta di prosciutto cotto affumicato ma con questo pane, la fantasia può correre!

sabato 14 marzo 2015

Torta di mele con sorpresa

Fino a poco tempo fa, ero davvero dispiaciuta di non avere sufficienti conoscenze nel campo della cucina. Non ho 20 anni e avevo l'impressione di avere perso del tempo, di essere in ritardo su un tempo che avrei potuto impiegare per apprendere tecniche e manualità, un tempo che non mi sarebbe più stato restituito, in quello che sento essere il "mio" canto nella vita, la mia passione, quella cosa che non mi stanca e che mi viene naturale  come il respirare,  appunto il cucinare. 
Poi mi sono accorta che riesco comunque a cucinare, che ne traggo piacere, gioia e stupore e il desiderio insaziabile di conoscenza che mi è rimasto, mi apre a sempre nuove possibilità. Non mi stanco mai di imparare, anzi questa sento essere la dimensione che più mi calza. 
Quando invece una persona arriva, anche per conoscenze oggettive, a sentirsi arrivato o meglio, come dicono i miei scolari, "imparato", non si pone più nell'atteggiamento di apprendere, disdegna nuove idee, non considera nemmeno la possibilità di percorrere strade diverse dalle sue. 
E perde quello che è il fine ultimo del cucinare: il contemplare la meraviglia di ciò che abbiamo a disposizione nei vari ingredienti, lo scoprire ogni giorno di quali piatti straordinari è capace l'ingegno umano, il  tessere relazioni attraverso qualcosa di concreto che si tocca, si assapora, entra a far parte di noi, del nostro corpo, del nostro essere, in un mondo in cui le relazioni sono più che mai effimere e virtuali. Gustare un piatto creato da qualcuno per noi è un'esperienza che pone in una profonda comunione di vita, senza parlare. E' un'esperienza che allarga il cuore alla meraviglia e fa riconoscere che bellezza e bontà fanno parte di questo mondo, per il quale vale la pena esserci e spendersi. Cucinare non è un atto da sbrigare, è uno stile di vita. 
I cuochi di oggi predicano tanta umiltà alla base di un buon percorso di cucina ma poi, sanno dare altrettanto esempio? Non lo so. Io sono contenta di come sono e posso davvero dire di me "Beata ignoranza" che mi permette di avere ancora davanti, una lunga strada tutta da esplorare.




TORTA DI MELE CON SORPRESA






per la pasta frolla (I. Massari):
(con queste dosi si ottengono due crostate da 24 cm di diametro)
350 g burro morbido
200 g zucchero a velo
50 g miele acacia
scorza grattugiata di mezzo limone
mezza bacca di vaniglia
85 g di tuorli
1 pizzico di sale
500 g farina per dolci o 00

per il pan di spagna (I. Massari):
5 uova (250 g)
150 g zucchero
100 g farina 00
50 g fecola

un liquore a piacere ma delicato (Grand Marnier)

confettura di mirtilli rossi

4 mele, anche di qualità differenti

limone
50 g di gelatina di albicocche

Pasta frolla: mettere nella planetaria il burro, lo zucchero, il miele e gli aromi ed azionare. Aggiungere poi i tuorli e il sale. Per ultimo unire la farina setacciata. Porre il panetto ottenuto a riposare in frigo anche un'intera giornata.

Pan di spagna; mettere nella planetaria con la frusta a filo, le uova e lo zucchero e montare per 20 minuti. Nel frattempo setacciare insieme la farina e la fecola per due volte. Unire poi a mano le farine alle uova, aiutandosi con un cucchiaio e mescolando dal basso verso l'alto. Cuocere a 180° per 22 minuti. Una volta raffreddato tagliare verticalmente il pan di Spagna a fette alte 1 cm.

Pelare le mele, tagliarle a fette e metterle a bagno in acqua e limone per non farle annerire.

Composizione della torta; stendere la pasta frolla e rivestire uno stampo da crostata. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta





e cospargerlo con la marmellata di mirtilli rossi. Coprire con le fette di pan di Spagna e pennellarle con il liquore scelto. 







Sistemare le fette di mela ben sgrondate dall'acqua su tutta la torta






e decorare con cordoncini di pasta frolla. Cuocere a 180° per 25 minuti circa.
Quando la torta sarà raffreddata, lucidarla con la gelatina di albicocche diluita su fuoco con un cucchiaio e mezzo di acqua.








giovedì 12 marzo 2015

Filetti di triglia su crema di patate e briciole croccanti

Buona e saporita questa ricetta ma da eseguire rigorosamente in Quaresima perché per sfilettare le trigliette e privarle delle minuscole lische, ci vuole una pazienza da Certosini!



FILETTI DI TRIGLIA SU CREMA DI PATATE E BRICIOLE CROCCANTI






2 triglie piccole a persona
olio evo
sale e pepe

per la crema; 
mezzo porro
tre patate medie
sale 

per le briciole:
pane raffermo
olio evo
due acciughe
1 spicchio di aglio

fiori eduli per decorare
maggiorana

Per la crema: mondare il porro, affettarlo e soffriggerlo dolcemente in due cucchiai di olio evo. Aggiungere poi le patate pelate, lavate e tagliate a pezzetti. Coprire di acqua, controllare il sale e il pepe, portare a cottura, quando le patate saranno molto morbide. Passare tutto con il mixer ad immersione per creare la crema.

Per le briciole: sbriciolare il pane con le mani o con una grattugia a fori larghi per ottenere delle briciole grossolane che andranno fatte cadere in una padella con due cucchiai di olio evo insaporito con lo spicchio d'aglio, dove saranno state sciolte le due acciughe. Saltare fino a che le briciole non avranno assorbito tutto l'olio e saranno diventate croccanti.

Lavare le triglie, mondarle, sfilettarle (si ottengono quattro filettini a triglia) e privarle di tutte le lische eventualmente rimaste aiutandosi con una pinzetta. Saltarle per pochissimi minuti in padella con olio evo e poco sale, partendo dalla parte con la pelle in modo da ottenere un bel colore rosato.

Impiattamento: versare un mestolino di crema in un piatto, al centro porre una manciatina di briciole croccanti e su queste sistemare alcuni filetti di triglia. Completare con qualche petalo di fiore edule, folgioline fresche di maggiorana e qualche goccia di olio evo.













lunedì 9 marzo 2015

Baccalà e pastinaca.

Cosa hanno in comune questi due ingredienti? Il fatto che non li avevo mai trattati.
Così, quando al super e in un bellissimo negozio di frutta e verdura vicino al mio paese, li ho trovati entrambi, mi sono buttata e li ho acquistati. Poi sono passata all'indagine su come cucinarli e infine ho messo mano ad alcune ricette, molto semplici, con i quali inaugurare la loro presenza sulla mia tavola.
Ho preparato una piccola sfilata di stuzzichini che li contenesse  e li ho presentati al pranzo di ieri.


BACCALA' E PASTINACA





per 6 persone:
Purè di pastinaca e mammole:
300 g pastinaca
30 g burro
latte qb
sale

2 carciofi mammole
aglio
prezzemolo
sale e abbondante pepe
olio evo

Foglie di pane con mousse di baccalà:
pane casereccio
olio evo
1 baffa di baccalà sotto sale di cui in questa ricetta se ne utilizzeranno 200 g
1 cucchiaio di panna
olio evo qb
capperi

Patate con mousse di baccalà e uova di quaglia:
6 patate piccole
parte della mousse preparata per lo stuzzichino precedente
12 uova di quaglia
olio evo
3 acciughe

Bocconcini di baccalà al vapore con pomodorini arrosto e olive taggiasche, su brodo di cipolla:
6 bocconcini di baccalà dissalato da circa 50 g l'uno
pomodorini ciliegia
olio evo
sale e pepe
origano
olive taggiasche
1 cipolla media
patate (la parte scavate per ricavare le scodelline della ricetta precedente



Purè di pastinaca e mammole

Pelare la pastinaca (due radici), cuocerle a vapore, schiacciarle con lo schiacciapatate. In una casseruola fondere il burro, unire la pastinaca schiacciata, aggiustare di sale e diluire con il latte tanto da ottenere un purè.
Mondare generosamente le mammole conservandone 2 cm di gambo senza buttarne però la parte che resta, metterle a bagno in acqua e limone. Preparare un trito con aglio (uno o due spicchi, a piacere), sale e pepe. Allargare le foglie delle mammole e riempirle con il trito preparato.






Metterle a testa in giù in una casseruola che le contenga, unire anche i gambi tagliati a tocchetti e irrorare con abbondante olio. Sale scarso e pepe generoso.





Poi, come insegna lo chef Fabio Picchi, mettere il coperchio e cuocere per 7 minuti, controllare alzando il coperchio, richiudere e proseguire per altri 5 minuti. Trasferire poi la casseruola coperta in forno caldo a 150° per altri 10 minuti. Estrarre e fare riposare lontano dal fuoco per 20 minuti. A questo punto i carciofi sono pronti.
Servire il purè di pastinaca e adagiarvi sopra un quarto di mammola.






Foglie di pane con mousse di baccalà


Prendere la baffa di baccalà sotto sale, lavarla bene sotto acqua corrente, metterla a bagno in acqua fredda per tre giorni cambiando l'acqua almeno due volte al giorno. Togliere pelle e lische.

Prendere 200 g di baccalà, tritarlo finemente e metterlo in padella con due cucchiai di olio evo. 






Portare a veloce cottura, 5 minuti circa e trasferirlo in un tritatutto dopo averlo ben sgocciolato dai liquidi. Unire la panna e tanto olio quanto basta per creare una mousse. Tagliare il pane casereccio, meglio se del giorno prima, con l'aiuto dell'affettatrice in modo da rendere le fette molto sottili. Irrorarle con qualche goccia di olio evo e tostare queste foglie di pane in forno caldo a 150°.
Mettere al centro del pane un cucchiaino di mousse e completare con un cappero, fresco o fritto in olio di semi.





Patate con mousse di baccalà e uova di quaglia


Cuocere le uova di quaglia in acqua bollente salata per 2 minuti in modo che il tuorlo rimanga morbido. Trasferirle immediatamente in acqua fredda. Sgusciarle con delicatezza.
Pelare le patate e tagliarle a metà. Tagliarne una sottile fettina dal lato più piccolo (in modo che la patata rimanga in piedi) e scavare dall'altro lato l'interno, in modo da ottenere una scodellina. Cuocere a vapore e mettere a raffreddare. Sciogliere le acciughe a fiamma alta in due cucchiai di olio evo. Riempire le scodelline di patate con parte della mousse rimasta dalla precedente ricetta, completare con l'uovo a cui verrà tolta la calottina superiore in modo che il tuorlo si veda.
Mettere sul piatto un cucchiaio di olio e acciughe e appoggiarvi la scodellina di patata con la mousse e l'uovo.





Bocconcini di baccalà al vapore con pomodorini arrosto e olive taggiasche, su brodo di cipolla

Dalla baffa di baccalà dissalata ricavare 6 bocconcini e cuocerli a vapore per 9 minuti. 
Pelare e affettare la cipolla e cuocerla a fiamma vivace in una casseruola con due cucchiai di olio. Aggiungere le patate rimaste dallo scavo delle scodelline della ricetta precedente, due mestoli di brodo e portare a cottura le verdure. Aggiustare di sale e frullare con il mixer ad immersione. 
Lavare i pomodorini e metterli al forno con poco olio, sale, pepe, origano, per circa 30 minuti a 150°.






In una ciotolina mettere un mestolino di brodo di cipolla, il bocconcino di baccalà al vapore, un pomodorino arrostito e un'oliva taggiasca.






E come dicono i miei figli: "Tutto buono ma...cos'altro c'è?". 

giovedì 5 marzo 2015

Cestini con insalatina tiepida di asparagi e salmone

Non so perché ma mi sento come se fosse già primavera, come se fosse già arrivata Pasqua con il suo rinvigorente suono di campane distese, come se fosse già arrivata quella bell'aria pulita che fa capolino già da febbraio e che ti fa tirare un sospiro di sollievo, come a dire: "Ce l'abbiamo fatta un'altra volta..."
Non so se domani tornerà l'inverno, ma assaporo il momento presente.


CESTINI CON INSALATINA TIEPIDA DI ASPARAGI E SALMONE






per i cestini di pasta brisée (circa una decina di 10 cm di diametro):
250 g farina
125 g burro
60 ml acqua
5 g sale
erba cipollina disidratata

per l'insalatina:
300 g asparagi surgelati (al mio supermercato quelli freschi arriveranno venerdì)
1 filetto di salmone fresco
1 scalogno
olio evo
sale e pepe

per completare:
3 tuorli sodi

Impastare tutti gli ingredienti occorrenti per la pasta brisée nella planetaria, aggiungendo l'acqua a filo perché potrebbe bastare meno della quantità indicata. Avvolgere l'impasto in pellicola da cucina e porlo in frigorifero a riposare 1 ora.
Stendere la pasta e ricavarne delle strisce larghe poco più di mezzo cm. Prendere degli stampini da crostatine o da muffin, capovolgerli e su questi adagiare le strisce di pasta, formando un intreccio come per una crostata e pressando bene sui punti di congiunzione delle stesse.
Cuocere a 175° per circa 15 minuti ma controllando spesso la coloritura dei cestini. Far raffreddare bene prima di staccarli dagli stampini che hanno dato loro la forma.









Cuocere gli asparagi in acqua bollente salata tenendoli molto al dente. In una padella soffriggere delicatamente lo scalogno mondato e tritato in tre cucchiai di olio evo. Aggiungere gli asparagi già sgrondati dall'acqua e tagliati a tocchetti (le punte devono rimanere intere e ben visibili). Aggiustare di sale e pepe poi togliere dal fuoco. 
Pulire il salmone da pelle e lische poi tagliarlo a cubetti che andranno saltati in due cucchiai di olio evo per brevissimo tempo, il necessario a far prendere loro colore esternamente. Pepe.

Tritare i tuorli.

Unire salmone ed asparagi nella stessa padella e scaldare per 30 secondi.

Impiattamento: posizionare un cestino al centro del piatto, riempire con due o tre cucchiai di insalata di asparagi e salmone, completare con il trito di tuorli.

martedì 3 marzo 2015

Pastiera napoletana alternativa

O meglio la mia pastiera. Per trovarla però bisogna fare un po' di strada, andare alla più vicina edicola e comprare il numero di marzo de "Il cucchiaio d'argento collection - Dolci di casa".
Poi cominciate a sfogliare, e sfogliate e sfogliate e, alla fine di tutto, eccomi lì.
Potrebbe essere un modo nuovo di fare Pasqua!








lunedì 2 marzo 2015

Piccole mele di carne e speck su salsa di cipolle e Granny

Impossibilitata al momento ad andarmene in Alto Adige, lo faccio venire da me con questa ricetta che utilizza le sue ottime mele. Io ho scelto le Granny Smith.


PICCOLE MELE DI CARNE E SPECK SU SALSA DI CIPOLLE E GRANNY







per le "meline".
300 g carne di maiale (mista in modo che rimanga morbida)
80 g di speck
1 uovo
40 g di Parmigiano Reggiano (sarebbe stato più adatto il Trentingrana ma qui non lo trovo!)
semi di cumino
cubetti di mela Granny Smith
cornflakes

per i piccioli delle mele:
alcuni bastoncini di mela ricavati da una Granny Smith

per la salsa:
1 Granny Smith
mezza cipolla di Tropea
olio evo
brodo vegetale
sale 
grani di pepe rosa


Partire dalla salsa: lavare bene la mela, privarla del torsolo e tagliarla a cubetti. In una padella mettere due cucchiai dio olio evo a scaldare poi aggiungere la cipolla tritata e quando questa sarà rosolata, i cubetti di mela. Portare a cottura aggiungendo eventualmente brodo vegetale. Insaporire con sale e qualche grano di pepe rosa. la mela deve risultare morbida ma non sfaldarsi completamente.

Per le "meline": tritare lo speck con il coltello poi unirlo alla carne di maiale con l'uovo, il Parmigiano grattugiato e qualche seme di cumino. Impastare il tutto con le mani e formare delle polpettine al centro delle quali andrà nascosto un cubetto di mela.








Rotolare le polpette nei cornflakes sbriciolati.






Prendere uno stampo da forno basso ricoperto di carta da forno e pennellare quest'ultimo di olio. Disporvi sopra le "meline" e cuocere in forno caldo a 180° per  20 - 25 minuti circa, girandole a metà cottura.





Da una fetta spessa di mela ricavare dei bastoncini che andranno messi in forno a 70° per almeno un'ora, simuleranno il picciolo della mela e devono asciugarsi. Quando le polpettine saranno cotte, infilarvi il bastoncino-picciolo.

Impiattamento: servire questi piccoli finger posizionando poca salsa su un cucchiaino e una piccola mela di carne.


Con questa ricetta partecipo a: