sabato 31 dicembre 2016

Spaghetti al nero di seppia con cime di rapa e pomodori

Siamo all'ultimo giorno di questo 2016. Che dire? E' stato un anno buono? Un anno difficile? E' stato un anno. Un tempo regalato, un tempo riempito da tutto quello che ci fa umani: gioie, paure, dolori, attese, rabbie, solitudini, amicizie, affetti, miracoli nascosti nel quotidiano ma visibili ai nostri occhi.
Il mio 2016 è stato un anno buono, buonissimo e lo sarà sicuramente anche il 2017 perché ciò che rende buono ogni mio anno ha un volto e un nome, un nome fatto di tanti nomi: Armando, il regalo più grande, Elisabetta, Nicola, Pietro, Bernadette, Francesco, Sofia, Giovanni e ancora Massimo, Manuela, Eulalia, Samuele, Andrea, Emanuela, Gabriele, Anna, Luca, Rita, e via via in un allargarsi di cerchi che abbraccia tutti i rami più lontani della mia famiglia e include gli amici, i colleghi di lavoro, gli incontri casuali, chi ha cucinato con me.
I miei anni sono tutti buoni perché sono amata.
Ed è questo il mio augurio per tutti: che ognuno si senta amato.
Anche attraverso un piatto di spaghetti.
Buon anno!


SPAGHETTI AL NERO DI SEPPIA CON CIME DI RAPA E POMODORI






per 4 persone
280 g spaghetti al nero di seppia Felicetti
1 mazzetto di cime di rapa
4 falde di pomodori secchi sottolio
2 acciughe
1 spicchio di aglio
mandorle in scaglie
olio evo
sale

In una padella larga scaldare due cucchiai di olio evo con lo spicchio di aglio pelato e privato del germe. Aggiungere le acciughe e farle sciogliere a fiamma bassa. Per ultimo unire i pomodori tagliati a listarelle. Eliminare l'aglio.
In una pentola portare a bollore acqua bollente salata, tuffarvi le cime di rapa mondate e tagliate a tocchetti e farle cuocere 5 minuti. Unire gli spaghetti. Toglierli insieme alle cime di rapa quando mancano due minuti al tempo di cottura indicato sulla confezione per trasferirli nella padella con le acciughe. Riaccendere il fuoco e lasciarli insaporire. 
Impiattare gli spaghetti cospargendoli di mandorle a lamelle leggermente tostate in una padella antiaderente. 




mercoledì 28 dicembre 2016

Ghirlanda di pane ai semi

Io l'ho messa sulla tavola di Natale ma si può utilizzare in tantissime occasioni in cui si vuole dare un tocco di festa. I panini si possono poi assemblare a piacere: corona, treccia o quel che la fantasia suggerisce. Le feste non sono finite! Dobbiamo farne buon uso perché ci facciano da riserva nel freddo dell'inverno.


GHIRLANDA DI PANE AI SEMI






500 g farina (350 0 e 150 Manitoba)
200 ml latte
80 ml acqua
1 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale
50 g burro
semi a piacere
rosmarino

Porre nella ciotola della planetaria i liquidi, il sale, le farine, il cubetto di lievito sbriciolato, il miele e iniziare ad impastare. Dopo 5 minuti unire il burro morbido a pezzetti e procedere per altri 10 minuti, l'impasto delle incordare bene e risultare asciutto e compatto.
Mettere in una terrina, coprire con pellicola da cucina e far lievitare almeno 1 ora (forno con la luce accesa).
Riprendere l'impasto, manipolarlo con delicatezza per sgonfiarlo, farne un rotolo e dividerlo in 10, 12 pezzi che andranno arrotolati a panino e posti su una teglia ricoperta di carta da forno uno vicino all'altro.
Pennellarne la superficie con poco latte, mettere i semi scelti, coprire e far lievitare almeno altri 30-40 minuti.
Cuocere a 180° per 12 minuti circa (prova stecchino).
Decorare la ghirlanda a piacere con rametti di rosmarino o nastri colorati.






sabato 24 dicembre 2016

Spaghetti della Vigilia di Natale

Natale è già qui. La festa si rinnoverà, il piacere del ritrovarsi insieme riacquisterà senso così come lo stare a tavola. Anche la famiglia che consuma i pasti alla velocità di una catena di montaggio, la mamma che ama le stoviglie di plastica "per fare prima"perché poi deve correre a mille altre incombenze, il papà che detesta la confusione e chi altera i suoi ritmi, il figlio più taciturno, quello più colorito nel parlare, quello che  proprio in quel momento deve rispondere urgentemente ad un cellulare, tutti, proprio tutti, vestiranno di bontà le loro  intenzioni e si impegneranno a a far sì che il momento del pranzo di Natale, sia un momento sereno, dal quale ci si alzerà ben nutriti nel corpo e nello spirito. La mente corre ad un trionfo di cappelletti, bolliti, salse, spongate e panettoni ma quest'anno voglio fermarmi ad oggi, vigilia del Natale.
 Amo il clima di questo giorno,  quel senso di festa che silenziosamente ti prende dentro  e scende forse più in profondità del giorno stesso. Attorno a te  può essere ancora una corsa all'ultimo ritocco, ad un regalo che ti era sfuggito e che ci tieni a fare ma dentro sei tranquillo.
Sai che la festa è già arrivata, ne sei certo, ogni anno di nuovo, ogni anno di più.
Venendo ad abitare a S.Ilario ho scoperto delle vigilie fatte di tortelli e brindisi ma a casa mia il clima era più semplice, sobrio, più da vigilia. A parte la terribile tortura dei cappelletti preparati proprio il 24 dicembre in tempi in cui l'astinenza dalla carne non era uno scherzo, la cena di Natale era modesta, quasi frugale. Un pesce bollito che i miei fratelli detestano ancora e che il mio papà si preoccupava invece di far avere freschissimo a tutti i parenti e un piatto di pasta altrettanto semplice, pasta con le acciughe. Ho voluto rifarlo mettendoci attenzione e silenzio, nella speranza che anche questo piatto di pasta mi aiuti a sentire sulla pelle l'aria autentica di Betlemme, E poi mi tufferò con buona pace nei festeggiamenti, nei regali, negli auguri, nei canti e nelle luci di cui non potrei mai fare a meno. Non vedo l'ora. Buon Natale a tutti!


SPAGHETTI DELLA VIGILIA DI NATALE




per 4 persone
280 g spaghetti grossi
50 g di burro
4 acciughe sottolio più una per piatto per la decorazione
3 spicchi di aglio
due fette di pane raffermo (ho usato l'integrale)
prezzemolo
peperoncino
olio evo
sale e pepe

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Mondare due spicchi d'aglio, privarli del germe centrale e sbollentarli per un minuto in acqua bollente. Ripetere l'operazione almeno 5 volte. Ne varrà la pena perché l'aglio sarà perfettamente digeribile. In un tritatutto mettere il burro, le acciughe, gli spicchi di aglio, le foglioline di due rametti di prezzemolo, il peperoncino, il sale,  il pepe e frullare. Dare a questa crema di burro la forma di un rotolo, avvolgerlo nella pellicola da cucina e riporlo in freezer.
In una padella profumare due cucchiai di olio evo con l'ultimo spicchio di aglio poi aggiungere il pane sbriciolato grossolanamente e un pizzico di sale. Eliminare l'aglio e asciugare in forno questo trito a 80° per almeno un'ora.
Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata poi trasferirli in una terrina e condirli con il burro aromatizzato alle acciughe aggiungendo eventualmente poca acqua di cottura.
Impiattare completando con un'acciuga e il trito di pane disposto attorno alla pasta.

domenica 18 dicembre 2016

Biscotti di Linz

Non so se sono proprio i biscotti di Linz.
Sono quelli che ho fatto pensando alla Linzer torte, quella buonissima torta austriaca che vanta una notevole età. Pare sia stata ospitata per la prima volta in un libro di cucina circa 350 anni fa e che di essa ne esistano innumerevoli versioni.
Io ne  ho scelta una, ho  ridotto tutto in formato mignon e ne ho fatto dei biscotti che mi annunciano che Natale è ormai ad un soffio da qui.


BISCOTTI DI LINZ







130 g di farina per dolci
115 g di burro
70 g di farina di nocciole
70 g di zucchero di canna
1 tuorlo
semi di mezzo baccello di vaniglia
scorza di mezzo limone
cannella in polvere
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
confettura di frutti rossi
zucchero a velo

Lavorare nella planetaria burro e zucchero. Aggiungere la farina di nocciole, il tuorlo, limone, vaniglia e cannella. Aggiungere anche la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Avvolgere l'impasto in pellicola da cucina e mettere in frigo almeno per due ore. Stendere l'impasto e con gli appositi stampini ricavare le forme dei biscotti.
Cuocere in forno a 175° per 12-14 minuti circa.
Farli raffreddare su di una griglia, cospargere di zucchero a velo la parte superiore dei biscotti, poi comporli a due a due,  mettendo nel mezzo una puntina di confettura di frutti rossi. 




giovedì 15 dicembre 2016

Crema speziata di carote con lenticchie e seppie

Una bella crema, una zuppa calda, una minestra. Piccole rassicurazioni nelle nebbiose serate padane.



CREMA DI CAROTE CON LENTICCHIE E SEPPIE





500 g carote
400-500 ml acqua
1 piccola patata
1 scalogno
6 seppie piccole
prezzemolo
100 g lenticchie piccole
1 cucchiaio di trito di sedano, carote e cipolla
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale
peperoncino
cannella in polvere
noce moscata
olio evo

In una piccola casseruola soffriggere il trito di sedano, carote e cipolla a fuoco dolce. Unire le lenticchie dopo averle sciacquate sotto acqua corrente. Dopo alcuni minuti mettere sale, poco peperoncino, e portare a cottura aggiungendo al bisogno poca acqua calda.

Pulire le seppioline e cuocerle in acqua bollente  per 15 minuti. Tagliarle a pezzetti, lucidarle con pochissimo olio e unire un pizzico di prezzemolo tritato.

In una casseruola soffriggere in un cucchiaio di olio evo lo scalogno tritato. Unire la patata pelata e tagliata a pezzetti e dopo alcuni minuti aggiungere le carote pelate e tagliate a tocchi. Coprire con acqua, insaporire con un pizzico di sale, portare a bollire e cuocere coperto, a fiamma dolce, per circa 30 minuti, le verdure devono essere morbide. Frullare con il mixer ad immersione e aggiungere una grattata di noce moscata e un pizzico di cannella.

Versare la crema in una fondina, sistemare le lenticchie come vedete nella foto e al centro sistemare un cucchiaio di seppioline. Se gradito si può aggiungere una goccia di olio evo.




lunedì 12 dicembre 2016

Involtini di tacchino con ripieno di pane e castagne

Cena svuotafrigo o meglio ancora cena "cosa ci faccio con due patate lessate, alcune castagne cotte rimaste da un dolce, due fette di pane integrale, un bellissimo ramo di rosmarino che era tanto che non ne trovavo uno cosi?".
Il tempo per cucinare come dico io mi sta sfuggendo dalle mani. Quanti impegni a casa e sul lavoro.!
Dicembre perde sempre un po' della sua magia con quel vortice di cose da fare.  Saranno poi tutte utili? O pura e semplice zavorra che ci carichiamo da soli sulle spalle?
Non ho nemmeno il tempo di pensarci e non voglio farlo.
Niente riflessioni da massimi sistemi.
Volevo solo mettere a tavola i miei ragazzi.



INVOLTINI DI TACCHINO CON RIPIENO DI PANE E CASTAGNE






per 4 persone:
8 fettine di tacchino
10 fette di speck
4 fette di Emmental
due fette di pane da toast integrale
due cucchiai di Parmigiano
alcuni aghi di rosmarino
10 castagne cotte
olio evo
2 patate lessate


Passare nel tritatutto il pane sbriciolato, il rosmarino, due fette di speck, il Parmigiano, le castagne. Amalgamare il tutto con un uovo e creare delle polpettine. Stendere le fette di tacchino e ad uno dei lati corti posizionare un terzo di una fetta di formaggio. Su questa disporre una polpettina allungandola un pi', tipo cilindro. 






Arrotolare e avvolgere l'involtino in una fetta di speck.in una fetta di speck. In una padella calda mettere due cucchiai di olio evo e rosolare gli involtini. Abbassare la fiamma e portare a cottura in una ventina di minuti.






Togliere la carne dalla padella e con poca acqua calda, deglassare il fondo per creare una salsina. In un pentolino saltare in poco olio evo le patate lessate e tagliate a dadini.
Impiattare servendo la carne tagliata a metà per mostrare il ripieno, irrorarla con la salsa e accompagnarla con le  patate.




venerdì 2 dicembre 2016

Fatemi cucinare..il pranzo di Natale!

Ieri sera abbiamo iniziato i festeggiamenti per il Santo Natale con una bella serata di cucina: un gruppo di gentilissimi ospiti, i piatti della nostra tradizione e qualcosa di più, il brindisi finale.
Un'occasione per incontrarsi, parlare di cibo, mangiare insieme, insomma, un'occasione per prendersi una pausa e stare bene.
Alla fine della serata ero proprio stanca..e felice. 
I miei ospiti erano rilassati e mi hanno fatto un meraviglioso regalo senza nemmeno essersene accorti. Mi hanno fatto capire che Fatemi cucinare non sono solo io. 
Fatemi cucinare è una famiglia, la mia famiglia. 
Sono i miei figli che mi lasciano i loro spazi quando organizzo le mie serate di cucina.
E' mia figlia che dopo una giornata di lavoro si fionda da me per darmi una mano, sostenermi nei dubbi nell'ultimo momento (anche del penultimo) e fotografa quanto avviene. 
E' suo marito che in queste occasioni cena da solo per lasciarle modo di aiutarmi.
E' mio figlio, il "piccolo", che mi fa da factotum facendo su e giù per le scale milioni di volte, lavando le stoviglie che via via utilizzo. 
E' mio marito che dal piano di sopra, dove ho il forno, gestisce le cotture che gli ho affidato il giorno prima dopo aver stilato con lui un attento piano di battaglia. 
Sono tutti loro insieme che mi sostengono, fanno il tifo per me, fanno in modo di concorrere ognuno per la sua parte, affinché io possa fare quello che amo, aiutandomi a raggiungere quella che desidero e sento di essere. 
Dentro a me, dentro a Fatemi cucinare, ci sono tutti loro.
In una famiglia è così.
Ci si sostiene a vicenda perché ognuno sia se stesso e non sia solo nella ricerca di se stesso. 
E' stato bello assaporare questa realtà.
Un regalo di Natale in anticipo.