domenica 31 dicembre 2017


Un meraviglioso anno di ricette, esperienze, gare fra appassionati e soprattutto incontri di cucina per condividere il piacere della tavola in famiglia e oltre. Buon 2018 a tutti. Sarà sicuramente un anno buono!

giovedì 28 dicembre 2017

Cappelletti fontina e prosciutto crudo di Parma su crema di erbazzone reggiano, briciole di crudo e ciccioli, chips di fontina

Navigando senza meta nel web, mi imbatto in un contest che prevede l'utilizzo della Fontina dop della Valle d'Aosta. Mi piacciono i contest, stimolano la mente, ti fanno uscire dal già noto, da quel che hai sempre fatto per farti fare un passo oltre. Bene dunque, fontina, possibilmente associata ad un alimento che caratterizza il mio territorio di provenienza. Qual'è il mio territorio di appartenenza? 
Le mie radici sono modenesi, ho vissuto in provincia di Rovigo, abito sul confine fra le province di Parma e di Reggio Emilia. 
Allora facciamo che mi fermo qui. 
Fra le due città esiste il solito clima di disfida proprio di tutti i territori che si sfiorano. 
Non lo sento mio, nemmeno un po'. 
Mi sento di appartenere a tutti i territori dove ho vissuto, così come loro appartengono tutti a me e di volta in volta mi capita di dire che sono veneta, o modenese o parmigiana o reggiana. 
Vero che lo si fa per ridere, per celia,  ma non riesco nemmeno per scherzo a far sì che ci si debba creare dei "nemici" anche in cucina. 
Eh no, la tavola dovrebbe essere il posto dove gli alterchi si placano, le tensioni si allentano, si gusta il cibo e con la sua bontà si gusta la bontà dell'esserci, del nostro mondo, di ciò che ci circonda, delle nostre relazioni.  Quindi ho deciso, in questa ricetta farò entrare il mio abitare di questo momento, proprio sul confine. Nascondo la Fontina nel cuore di un cappelletto, pasta emiliana, e chiedo al prosciutto crudo di Parma di farle compagnia. Poi oltrepasso il confine, salgo alle colline di Reggio e prendo in prestito il ripieno di una famosissima torta salata, l'erbazzone. Su di esso vado ad appoggiare i cappelletti e li coloro con le briciole croccanti del prosciutto e dei ciccioli (inutile, qui il maiale va per la maggiore) mentre gli ultimi pezzetti di Fontina si trasformano in croccanti chips che fanno da contrasto al fondo del piatto.  Ed ecco qua il piatto che fa tutti contenti. Grazie Fontina per avercene dato l'occasione!


CAPPELLETTI FONTINA E PROSCIUTTO CRUDO DI PARMA 
SU CREMA DI ERBAZZONE REGGIANO,
BRICIOLE DI CRUDO E CICCIOLI E CHIPS DI FONTINA






per 4 persone:
pasta cappelletti:
188 g farina 00
63 g semola
2 uova
1 cucchiaino di olio evo
un pizzico di sale
acqua se necessaria
ripieno cappelletti:
100 g Fontina dop della Valle d'Aosta
80 g prosciutto crudo di Parma

per la crema di erbazzone reggiano:
400 g spinaci freschi lessati
2 cipollotti
1 spicchio di aglio
olio evo
40 g pancetta o guanciale
due cucchiai di Parmigiano reggiano
sale
brodo vegetale

per le briciole:
2 fette di prosciutto crudo
30 g di ciccioli frollo

per le chips di fontina:
dadini di fontina

Pasta: impastare tutti gli ingredienti, avvolgere in pellicola da cucina e far riposare al fresco per 30 minuti poi stendere la sfoglia che andrà tagliata in quadratini di circa 3 cm di lato
Ripieno: tritare molto finemente il prosciutto crudo, grattugiare la Fontina e unire i due ingredienti. 






Prendere questo composto a pizzichi e farcire i cappelletti.






Crema di erbazzone: in un'ampia padella scaldare due cucchiai di olio evo, profumare per due minuti con lo spicchio d'aglio poi toglierlo, far soffriggere la pancetta tritata finemente e i cipollotti anch'essi tritati. Aggiungere gli spinaci tagliati grossolanamente. Aggiustare di sale, insaporire con il parmigiano e spegnere. Frullare con il mixer e passare al setaccio.
Per le chips: porre i dadini di Fontina su un foglio di carta da forno e metterli al microonde alla massima potenza per 15-20 secondi.
Per le briciole: frullare i ciccioli frolli con un tritatutto, tritare il prosciutto e renderlo croccante saltando in una padella antiaderente ben riscaldata.

Cuocere i cappelletti in acqua bollente salata. In una casseruolina diluire a piacere la crema di erbazzone con brodo vegetale.

Impiattamento: porre sul fondo del piatto un mestolino di crema di erbazzone reggiano, sistemarvi  alcuni cappelletti, completare con le briciole di crudo e di ciccioli e mettere le chips di Fontina sulla crema di erbazzone. A piacere una goccia di olio evo crudo sui cappelletti. 


Con questa ricetta partecipo al Contest Concorso Fontina Valle d’Aosta
del Blog Un Architetto in Cucina in collaborazione con
l’Assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Valle d’Aosta”
http://www.unarchitettoincucina.ifood.it/2017/11/contest-concorso-fontina-valle-daosta.html







domenica 24 dicembre 2017

Focaccine di Natale

Non so perché ma quando penso Natale, penso "pane". Sarà perché fa famiglia, piace a tutti, sarà per Betlemme da cui tutto è partito e il cui nome significa "casa del pane", sarà che il pane nella sua semplicità è capace di andare incontro e fondersi con ogni altro ingrediente, umile o sofisticato che sia, sarà perché il pane richiede tempo e pazienza, come tutte le cose buone che durano.
Allora buon Natale con questi piccoli pani, queste focaccine che possono aprire i pasti che in questi giorni condivideremo con chi amiamo e forse anche con chi non amiamo poi così tanto, ma per un giorno possiamo farcela vero? Il Natale del mondo che vorremmo passa anche da qui.


FOCACCINE DI NATALE





500 g farina
275 g acqua
1 bustina di lievito liofilizzato
10 g di sale
5 g di zucchero
35 g olio evo
50 g Parmigiano reggiano grattugiato
10 noci
1 rametto d rosmarino


In una planetaria disporre i liquidi, il sale, la farina, il lievito e lo zucchero ed iniziare ad impastare. Dopo pochi minuti aggiungere i gherigli delle noci tritati, il Parmigiano e gli aghi di rosmarino tritati finemente. Porre in lievitazione coprendo con pellicola da cucina per almeno un'ora poi allargare la pasta delicatamente con le mani e ricavare con uno stampo le forme desiderate. Formare il puntale dell'albero con un pezzetto di pomodoro essiccato sottolio. Cuocere a 200° per 20 minuti circa. Con i ritagli ricavare dei grissini lunghi e sottil che andranno cotti alla stessa temperatura per 15 minuti almeno, poi si procede fino alla doratura desiderata.





Buon Natale da Bianca e da tutto il team di Fatemi cucinare

domenica 17 dicembre 2017

Spatzle alla crema di grana padano con speck e nocciole

Quando voglio catturare i miei ragazzi, propongo loro gli spatzle, nella ricetta che un'amica mi ha dato anni fa.
Oggi era a casa solo uno di loro e ho voluto coccolarlo un po'.
Naturalmente spatzle.


SPATZLE ALLA CREMA DI GRANA PADANO CON SPECK E NOCCIOLE






per 4 persone:
spatzle:
200 g farina
3 uova
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio di olio evo
sale
400 g di spianci

crema di grana padano:
125 ml panna 
125 g brodo vegetale
100 g grana padano
sale e pepe

120 g speck
nocciole

Spatzle: mondare e lessare gli spinaci. Frullarli poi con tutti gli altri ingredienti in un robot da cucina e far riposare il composto al fresco per un'oretta.
Crema: portare a bollore panna e brodo vegetale, insaporire con sale e pepe e fuori dal fuoco aggiungere il formaggio grattugiato mescolando con una frusta per scioglierlo bene.
Speck: tagliarlo a striscioline e tostarlo in padella senza condimento.
Portare a bollore acqua bollente salata e con l'apposito attrezzo formare gli spatzle.




Cuocerli per pochi minuti poi prelevarli dall'acqua con un mestolo forato e trasferirli nella padella con la crema di grana padano. Mescolare bene per far insaporire, aggiungere lo speck e impiattare completando con le nocciole tritate grossolanamente.






venerdì 15 dicembre 2017

Fatemi cucinare un bianco Natale!

Il Natale avanza a piccoli passi passando anche dalla cucina. 
Ho trascorso una magnifica serata grazie ad ingredienti speciali, i miei ospiti, che mi hanno regalato il loro tempo e la loro disponibilità. Grazie di cuore e diamo sapore al nostro Natale!





martedì 5 dicembre 2017

Bignè alla crema di ricotta, sedano e salmone

Sempre sulla traiettoria del Natale, dei piccoli bocconcini di pasta choux con cui deliziare i nostri ospiti o noi stessi. E nel caso il litigio con questo impasto rischiasse di farci perdere la poesia di questo periodo, non esitiamo a rivolgerci alla nostra pasticceria di fiducia, ce ne venderà volentieri qualcuno.


BIGNE' ALLA CREMA DI RICOTTA, SEDANO E SALMONE






bignè:
60 g latte
60 g acqua
1 pizzico di sale
20 g zucchero
75 g farina
50 g burro
2 uova

crema:
200 g ricotta
olio evo
sale e pepe
1 gambo di sedano
100 g salmone affumicato

semi di papavero o sesamo

Scaldare acqua e latte con burro, zucchero e sale. Quando giungono a bollore togliere dal fuoco, versare la farina tutta in una volta e mescolare energicamente. Riportare sul fuoco e cuocere per qualche minuto, il tempo di far formare una piccola patina opaca sulle pareti della casseruola. Fuori dal fuoco far abbassare la temperatura poi unire un uovo alla volta, procedendo solo quando il primo è ben amalgamato al scomposto. Trasferire la pasta in una sac a poche e con una bocchetta liscia formare su un foglio di silpat tanti mucchietti di impasto della grandezza di una noce. Cuocere a 200° per 15 minuti poi abbassare a 175° e proseguire per altri 20 minuti circa lasciando socchiusa la porta del forno (basta una pallina fatta con l'alluminio per cucina e il vapore se ne esce). Pennellare con u nulla di olio i bignè e decorarli con semi a piacere.
Per la crema sbattere bene la ricotta con poco olio evo. Unire il sedano mondato, lavato e tagliato a cubettini e il salmone tritato. 
Tagliare i bignè e farcirli con la crema e pezzetti di salmone. 




In vena di sberleffi!


sabato 2 dicembre 2017

Crostata d'Avvento

Pronti per il Natale? Certo che sì, sempre pronti! Non si vede l'ora che arrivi questa ricarica di gioia, di speranza, di stare bene insieme, di tavolate.
E' facile? No. Però i bambini ci insegnano e io ho la fortuna di lavorarci con i bambini e loro mi ricordano che in questo tempo si può entrare in classe, il nostro posto di lavoro, sorridendo, tagliare balocchi di neve, fare candeline di carta da appiccicare alle finestre, colorare fino a farsi venire male alle manine per portare a casa un bigliettino per i propri cari, estasiarsi davanti ai fiocchi colorati con cui chiuderemo i lavoretti da portare a casa e sceglierne tanti, ma tanti, tanti, che alla maestra non piace molto perché non è molto elegante ma dicono l'incontenibile voglia di gioia, di vita, di festa.
Perché i bambini lo capiscono prima e meglio di noi il significato del Natale, sono esenti dalle tentazioni del consumismo. A loro bastano davvero, un cioccolatino da scartare ogni giorno, una figurina da tagliare e tanti nastri colorati per entrare in questo giro di vita, accoglierlo e spargerlo a piene mani attorno a loro. Grazie bambini. Quest'anno vi farò incollare tutti i fiocchetti che vorrete.


CROSTATA D'AVVENTO






pasta frolla: 
250 g burro
250 g zucchero
2 uova
sale
vaniglia
10 g lievito per dolci
480 g farina 00

crema pasticcera:
340 g latte intero
vaniglia
4 tuorli
60 g zucchero
30 g amido di mais

ripieno:
confettura di amarene
100 g cioccolato fondente

Impastare tutti gli ingredienti per la frolla e far riposare avvolto in pellicola da cucina per almeno 30 minuti in frigo.
Preparare la crema pasticcera scaldando il latte con la bacca di vaniglia incisa al suo interno. Eliminarla e con questa diluire un composto preparato battendo i tuorli con lo zucchero e l'amido di mais. Portare sul fuoco e portare ad addensamento continuando la cottura per due minuti.
Stendere due terzi di frolla in uno stampo da crostata da 24-26 cm di diametro. Punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta, versare la  crema pasticcera, la confettura e il cioccolato tagliato a coltello. Coprire con la frolla rimanente e dai ritagli ricavare tante stelle da posizionare sulla superficie della crostata. 
Cuocere in forno caldo a 180° per 30-35 minuti. 
Lo zucchero a velo? 
Un bambino la metterebbe. Come si fa a resistere all'incanto della neve che scende?









giovedì 23 novembre 2017

Crema di zucca, castagne, nocciole e speck

Dolce autunno, colorato e profumato. Quanta rassicurazione nei piatti fumanti, nelle zuppe che ci accolgono alla sera. E quanta velocità nel realizzarle, cosa che non guasta per nulla. Per questa ricetta ho utilizzato la zucca che può però essere sostituita da qualsiasi altra verdura di stagione. Basta ricordarsi di aggiungere una piccola patata per addensare e di dare ampio spazio alla fantasia e a quello che frigorifero e dispensa ci offrono per completare il piatto: crostini di pane vecchio da tagliare a dadini, fondi di salume da rendere croccanti, qualche spezia per dare sapore, un gambero per fare eleganza, erbe aromatiche...



CREMA DI ZUCCA, CASTAGNE, NOCCIOLE E SPECK






per 4 persone:
500 g polpa di zucca
100 g patate (una patata)
2 cucchiai di olio evo
1 cipolla piccola
750 ml brodo vegetale (o acqua)
sale
4 fette di speck
10 nocciole
10 castagne
peperoncino
rosmarino

In una casseruola scaldare due cucchiai di olio evo, soffriggervi la cipolla tritata (non occorre fare un lavoro di fino, tanto andrà tutto frullato). Aggiungere la zucca e la patata fatte a tocchetti e far prendere sapore. Unire il brodo vegetale, un pizzico di sale, uno di peperoncino, coprire a far cuocere 30 minuti poi passare tutto al mixer.
Nel frattempo incidere le castagne per il lungo, tenerle a bagno in acqua fredda per almeno 10 minuti, metterle sul piatto del microonde e far cuocere alla massima potenza per 10 minuti. Trasferirle in un sacchetto di carta (quello del pane va benissimo) e attendere 5 minuti. Procedere a sbucciarle poi saltarle in un padellino con un filo di olio, le nocciole pestate, un rametto di rosmarino e un nulla di peperoncino.
Tagliare lo speck a striscioline e saltarlo a secco in una padella molto calda.
Per rimpiattare versare due mestoli di crema di zucca in una fondina e completare con il trito di castagne e nocciole e qualche strisciolina di speck.

lunedì 13 novembre 2017

Fatemi cucinare un bianco Natale!


Un menù di Natale tutto bianco, dall'antipasto al dolce.
La mia tavola è pronta, vi aspetto!








lunedì 11 dicembre 2017
ore 19
via San Giovanni Bosco 10
Sant'Ilario d'Enza Re



Menù per un bianco Natale


Involtini di lardo e castagne su polentina bianca

Panna cotta al parmigiano reggiano con pere, saba e noci

Il brodo senza i cappelletti e..

...i cappelletti senza il brodo

Rotolo bianco di tacchino con cuore a sorpresa

I tortellini dolci di Natale

e altre coccole



Per informazioni e iscrizioni contattare:


info.fatemicucinare@gmail.com



sabato 11 novembre 2017

Mare e zafferano

Ho deciso di chiamare così questo piatto, in modo chiaro e semplice: c'è il pesce, nel brodo, con il brodo, nel ripieno dei ravioli e c'è l'oro dello zafferano, una delle poche spezie che so usare perché una delle poche che mi sono state tramandate in casa. Di altre ricordo la noce moscata e il pepe.
Solo il chiodo di garofano e la cannella potevano permettersi qualche breve comparsata in occasione dell'infuso annuale per fare il nocino. Nient'altro, non appartenevano al nostro far da mangiare, alla cultura alimentare della mia famiglia. Con gli anni ho allargato un poco gli orizzonti specie in occasione dei dolci per il Natale ma gira e rigira mi accorgo di ricadere sempre lì, nel conosciuto, nel rassicurante patrimonio di casa. Lo zafferano era ingrediente di festa riservato alla domenica. Una domenica il brodo e una domenica il risotto con lo zafferano. Tutto il resto usciva dall'ortodossia.
Chissà cosa pensa il mio papà di questa fusione: brodo e zafferano insieme! Roba da matti!
E' una ricetta che richiede tanti passaggi, da non fare quando si è di fretta ma quando si ha voglia di giocare. E mi ha anche portato fortuna! Con questa ho vinto un bellissimo contest di Zafferano padano, un preziosissimo vasetto di stimmi di zafferano che mi danno gioia tutte le volte che me lo vedo davanti agli occhi!



MARE E ZAFFERANO





per 4 persone:
pasta:
150 g farina 00
50 g semola
2 uova
maggiorana fresca
1 bustina di zafferano
mezzo cucchiaino olio evo
acqua qb

ripieno: 
500 g cozze
olio evo
peperoncino
prezzemolo 
aglio
vino bianco
provolone (io di bufala) grattugiato con grattugia a foro piccolo

brodo:
scarti di pesce (gallinella una o due a seconda della misura, carapaci di scampi e mazzancolle che ho usato in altra ricetta)
mezza cipolla
1 scalogno
1 porro
1/8 di finocchio
1 gambo di sedano
1 carota 
prezzemolo
vino bianco secco
1 sacchettino con dragoncello, 2 grani di pimento, 1 chiodo di garofano, 1 pizzico di anice
1 bustina di zafferano

per completare:
la parte verde del porro
pomodorini
polpa degli scampi usati per il brodo
timo
olio evo
sale
250 g lupini

Brodo: dopo aver pulito il pesce, metterne gli scarti ben lavati in acqua fredda corrente in casseruola e farli tostare con le verdure mondate e tagliate a pezzi. Sfumare con il vino, unire il sacchettino degli odori, 1.5 l di acqua fredda, coprire e far sobbollire per almeno due ore (una con il coperchio l'altra senza) per far restringere il brodo e concentrare tutti i sapori. Filtrare schiacciando bene tutti gli scarti e unire lo zafferano.

Pasta: impastare tutti gli ingredienti, far riposare per almeno 30 minuti coperto con pellicola da cucina.






Cozze: pulirle bene e farle aprire in padella coperta con un filo di olio, poco peperoncino, uno spicchio di aglio, due gambi di prezzemolo, vino bianco per sfumare. Man mano si aprono toglierle dal guscio. 

Ravioli: tirare la pasta in strisce, appoggiarvi sopra a distanza regolare le cozze, coprirle con un pizzico di provolone, ripiegare la pasta e confezionare i ravioli a piacere.






Per completare: far aprire i lupini, dopo averli fatti spurgare in acqua fredda, con la stessa modalità utilizzata per le cozze. Tagliare a rondelle la parte verde dei porri e saltarli brevemente con un filo di olio evo e un pizzico di sale. Privare i pomodorini della pelle e saltare anch'essi per pochi minuti in poco olio evo, timo e sale. 

Cuocere i ravioli in acqua bollente salata, sistemarli in un piatto, completare con i lupini, due o tre pomodorini, qualche rondella di porro, la polpa di uno scampo. Per ultimo versare il brodo allo zafferano. 







martedì 7 novembre 2017

Patate e porcini su crema di spinaci e fonduta di parmigiano

Ho comprato i due porcini perché ne vedo così pochi che quando li trovo non me li faccio scappare.
Il resto era in casa, come la mia voglia di cucinare che cerca il suo spazio fra gli impegni di tutti i giorni e la sgradevole sensazione che a volte si insinua nelle giornate di pioggia, di non aver capito per tempo quello che volevo fare davvero nella vita. E' per questo che cerco di preparare un piatto appena posso, per ritrovare sempre il filo con me stessa e ricordarmi chi sono e chi desidero essere.
Si va in tavola!


PATATE E PORCINI SU CREMA DI SPINACI E FONDUTA DI PARMIGIANO






per 6 persone
per il tortino di patate:
250 g di patate 
olio evo
1 porri
2 porcini medi (solo i gambi)
1 uovo
50 g Parmigiano reggiano
sale e pepe

crema di spinaci:
200 g spinaci lessati
olio evo
brodo vegetale
sale

fonduta di Parmigiano: 
200 ml latte
noce moscata
150 g Parmigiano reggiano

2 cappelle di porcini
sale
prezzemolo
olio evo

Tortino: mondare i porri e affettarli poi soffriggerli in padella con poco olio evo e un pizzico di sale. Togliere i porri e scottare i gambi dei porcini mondati e tagliati a cubetti. Sale
Cuocere a vapore le patate pelate, schiacciarle e scottarle in poco olio evo, con un pizzico di sale.
Unire le patate, i porri e i gambi dei funghi, l'uovo, il Parmigiano. Aggiustare di sale e pepe e trasferire il composto in stampini da forno leggermente unti di butto e sporcati di pane grattugiato. Cuocere in forno a 200° per 20-30 minuti.

Crema: insaporire gli spinaci tritati in poco olio evo. Salare, coprire a filo con brodo vegetale e lasciar insaporire per pochi minuti poi frullare con il mixer.

Mondare le cappelle dei porcini, affettarle e saltarle in un filo di olio, sale e poco prezzemolo tritato.

In una casseruolina portare a bollore il latte profumato con la noce moscata. Spegnere il fuoco, unire il Parmigiano grattugiato e mescolare con una frustina fino ad ottenere una crema liscia.

Pitto: versare un mestolino di crema di spinaci. Porre al centro un torino di patate, velarlo con la fonduta di Parmigiano e rivestire con un cucchiaio di porcini.




domenica 5 novembre 2017

Torta al cioccolato e frutti di bosco

"Ma che colore ha una giornata uggiosa?" cantava Lucio Battisti quando ero ragazza. 
Oggi è una giornata così: grigia, uggiosa, morbidamente padana. E ho la risposta pronta.
Le giornate uggiose sono color cioccolato!  Altro che tristezza e malinconia! 



TORTA AL CIOCCOLATO E FRUTTI DI BOSCO






per la base (P. Hermé):
3 uova
125 g zucchero
125 g burro a dadini e morbido
150 g cioccolato fondente al 70%
60 g latte
1 cucchiaino di caffè solubile
2 cucchiaini di lievito per dolci (nella ricetta originale non c'è)
125 g farina 00

confettura di mirtilli e ribes nero
ribes rosso

per la ganache:
200 g panna liquida
250 g cioccolato fondente al 60%
40 g burro


Montare i tuorli con lo zucchero con una frusta elettrica. Montare gli albumi ben sodi (aiutandosi con qualche goccia di limone). Fondere il cioccolato tritato a bagnomaria, versarlo sul latte e unire il burro per ottenere un composto liscio e lucido. Appena è tiepido unirlo ai tuorli. Aggiungere il caffè, la farina e il lievito setacciati. Per ultimo unire i bianchi montati lavorando con delicatezza per non smontarli.
Versare il composto in uno stampo rivestito di carta da forno inumidita e strizzata bene.
Cuocere a 175° per 30-35 minuti. 
Per la ganache: portare la panna a bollore e versarla in una ciotola contenente il cioccolato tritao. Amalgamare con una spatola, unire il burro poco per volta e far raffreddare.

Quando la torta è fredda tagliarla in due dischi, spalmare con la confettura e versare parte della ganache (poca, non deve sbordare).






Coprire con il secondo disco di pasta e versare il resto della ganache ricoprendo anche i bordi. Con l'aiuto di una forchetta creare qualche movimento sulla superficie del dolce e riporre in frigo. Al momento di servire illuminare la superficie con qualche chicco di ribes rosso. 








venerdì 3 novembre 2017

Farro profumato allo zafferano con vongole e champignons

Un'amica mi ha regalato del farro, un prodotto che amo ma che non utilizzo frequentemente.
Complice il regalo di una giornata di riposo, ho provato questo insieme che in famiglia hanno apprezzato.


FARRO PROFUMATO ALLO ZAFFERANO 
CON VONGOLE E CHAMPIGNONS






per 4 persone:
250 g di farro (cottura 10 minuti)
1 bustina di zafferano
olio evo
mezza cipolla
1 carota
3 funghi champignons
dalla cappella medio-larga
prezzemolo
sale e pepe
500 g vongole

In una pentola mettere abbondante acqua calda salata e portare a bollore. Aggiungere una bustina di zafferano e il farro. Portare a cottura tenendolo molto al dente (circa 3 minuti in meno di quelli suggeriti dalla confezione). Scolare il farro e conservare il liquido di cottura. Allargare il cereale su di un piatto per accelerarne il raffreddamento e condire con un filo di olio evo. 
In un'ampia padella mettere a soffriggere in due cucchiai di olio evo la cipollina e la carota tritate. Unire poi i funghi mondati e tagliati a cubetti. Saltare a fiamma alta per due minuti, sale, pepe e spegnere il fuoco.
Scaldare un'altra padella, ungere con un cucchiaio di olio evo, profumare con due gambi di prezzemolo e far aprire le vongole già spurgate in acqua fredda e sale per una o due ore (cambiare frequentemente l'acqua). Spruzzare con il liquido di cottura del farro, mettere il coperchio e attendere che le conchiglie si aprano. Staccare le vongole dai gusci.
Riaccendere il fuoco sotto la padella con le verdure, unire il farro e riscaldare il tutto aggiungendo poco del liquido di cottura allo zafferano. Unire infine le vongole, un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato e servire aggiungendo a piacere un filo di olio evo a crudo.

mercoledì 1 novembre 2017

Biscotti dei morti

Ho ricordi bellissimi di queste giornate dedicate ai nostri cari. Con mio padre si faceva il giro dei cimiteri, ripercorrendo la storia della nostra famiglia attraverso le foto di nonni e lontani cugini che non avevo mai conosciuti. Nei racconti del babbo acquistavano un alone tra il mitico e il leggendario. Come non citare il favoloso zio Chicon, Francesco, un ragazzo di fine '800, che in uno scazzottamento fra amici, all'osteria, aveva morsicato ad un orecchio un compagno per ricordarsi con chi continuare la disputa una volta che le acque si fossero acquietate. Quanta fosse la realtà e quanto il ricamo della fantasia, non ci è mai stato dare di sapere e sinceramente non ci interessa. Ci pice di più questa versione.
E che dire degli ossi dei morti? Dei deliziosi dolcetti che compravamo nei forni del bolognese e che oggi ho voluto rifare per riassaporare quei giorni. Non sapevamo nulla dell'esistenza di Halloween ed erano i nostri morti a portare aria di festa, a "tornare" per farci visita. Per questo motivo si portavano in tavola questi dolcetti ricchi di zucchero e mandorle, ci sentivamo ricchi della presenza di chi sapevamo ancora e sempre vicino a noi. Buone giornate allora, nessuna mestizia ma la sensazione di sentirci ancora avvolti dall'abbraccio di chi ha fatto parte di noi.


BISCOTTI DEI MORTI






375 g di zucchero
125 g mandorle senza pelle
3 albumi di uova piccole
coloranti alimentari


In un robot tritatutto macinare le mandorle con lo zucchero. Aggiungere un albume alla volta e fermarsi quando si raggiunge la consistenza desiderata. Con un albume l'impasto risulterà bello sodo e se ne ricaveranno dei cilindretti sostenuti, da cui si ricaveranno dei veri e propri biscottini. 
Con più albume (io ne ho usati tre), il composto sarà più liquido e la consistenza sarà quella di un macaron. 
Dividere l'impasto in più parti per aggiungere il colorante desiderato.
Con l'aiuto di una sac a poche fare, su una teglia rivestita di carta da forno, dei piccoli cilindretti lunghi due-tre cm. Lasciare all'aria ad asciugare cospargendo con un pizzico di zucchero. 
Incidere la superficie dei biscotti nel senso della lunghezza e cuocere a 150° per 15-20 minuti circa.

martedì 24 ottobre 2017

Fatemi cucinare a tutta birra!

Fatemi cucinare a tutta birra! Una bellissima serata riscaldata dalla presenza di amici, vecchi e nuovi (ben arrivati!), da piatti birrosi e tanti assaggi di birra....di tutti i colori! 

Le birre degustate sono nate nel vicino territorio di Parma, nel  piccolo birrificio artigianale Panil che, grazie alla passione di Renzo Losi, il figlio del titolare e primo ispiratore del birrificio, agli inizi degli anni 2000,  affianca alla produzione dei vini tipici dei colli di Parma, la produzione delle birre artigianali,  non pastorizzate e non filtrate.
Le birre, le prime prodotte a Parma, sono di ispirazione belga, ma hanno una grande impronta e stile italiani.
Vengono prodotte 7 differenti versioni, di cui, quelle maggiormente apprezzate all'estero, sono quelle barricate o rifermentate in legno, con lieviti o a fermentazione spontanea: Panil Ambre, Panil Bionda, Panil Brune, Panil Barriquée, Panil Enhanced, Panil Raphael, Divina.
Di recente, è stata proposta un'originale alternativa, un'assoluta novità  in campo birrario: il Liquore alla Birra Panil. 
C'è da farci un giro in quel di Torrechiara (Pr) perché le sorprese non finiscono qui: pasta alla birra, malto, gelatine alla birra e una meravigliosa birra Panil Brulée che va degustata calda e con la quale abbiamo concluso la nostra serata di chiacchiere e ricette. 





sabato 21 ottobre 2017

Pane della domenica

Esistono tante versioni di questo pane ma ciò che le accomuna è la velocità e la semplicità dell'esecuzione, cosa che rende fattibile a tutti il rendere sacro il giorno festivo  preparando con le proprie mani il pane per la tavola. Un altro modo ancora di santificare le feste!


PANE DELLA DOMENICA





350 g farina 
100 g semola
100 g farina di mais finissima (fioretto)
300 ml latte
50 ml olio evo delicato
1 bustina di lievito di birra liofilizzato
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di sale

Impastare tutti gli ingredienti utilizzando eventualmente la planetaria, se la si ha a disposizione,  per ottenere un impasto sodo e liscio. Far lievitare coperto con pellicola da cucina per mezz'ora. Formare due pagnotte, inciderne la superficie con uno o più tagli,  coprire ancora e far lievitare per il tempo che avete a disposizione (almeno un'ora).  Spolverare le pagnotte di semola o farina.






Portare il forno a 180°, mettere nella sua parte bassa una ciotolina di acqua in modo da dare la giusta umidità al pane e cuocere per 30 minuti circa. 





giovedì 19 ottobre 2017

Spaghetti cotti nella birra con ragù di manzo

In questo periodo sto sperimentando piatti che hanno la birra fra i loro ingredienti. Mi sto preparando per la serata di cucina della settimana prossima. Che elemento meraviglioso, davvero la si può impiegare in tutte le portate con una grande varietà di profumi e sentori. Certo non sono diventata un'esperta di questo mondo così vaso e reso ancora più ricco negli ultimi anni, dai tanti microcbirrifici che a livello artigianale, producono anche nel mio territorio piccoli gioielli da scoprire. Naturalmente i miei figli ringraziano, mai sono stati così disponibili nell'assaggiare e dare fondo alle bottiglie e bottigliette che in questi giorni sono passate dalla mia cucina.
Questi spaghetti nascono dalla ricetta di uno chef che io ho semplificato, semplificato, semplificato, fino a portarne la preparazione alla mia portata.
Sono proprio gustosi, un piatto da dividere con gli amici.



SPAGHETTI COTTI NELLA BIRRA CON RAGU' DI MANZO






per 4 persone:
280 g spaghetti (non troppo sottili)

per il ragù:
olio evo
un trito di sedano, carote e cipolla con una buona percentuale di sedano
200 g macinato di manzo
brodo vegetale
birra chiara o ambrata per sfumare
rosmarino
sale e pepe

per la salsa alla birra:
500 ml birra rossa
250 ml birra chiara
200 ml brodo vegetale

per il pane di finitura:
pane raffermo
burro
zucchero di canna

Per il ragù: scaldare in una padella due cucchiai di olio, aggiungere il trito di verdure e far rosolare. Unire il macinato di manzo e far prendere colore. Sfumare con la birra, aggiungere un rametto di rosmarino, sale, pepe, abbassare la fiamma e portare a cottura per almeno un'oretta, aggiungendo al bisogno del brodo vegetale.
Per la salsa: unire le due birre e far ridurre a fiamma media. Aggiungere il brodo e far restringere ancora. 
Per il pane: frullare grossolanamente il pane con un cucchiaio di zucchero di canna e rosolare questo trito in una padella calda con una noce di burro.
Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata per metà del loro tempo di cottura poi trasferirli nella padella con la salsa alla birra e completare.
Condire gli spaghetti con il ragù di manzo e servire cospargendo la pasta con il trito di pane.

lunedì 16 ottobre 2017

Fatemi cucinare a tutta birra!

Un menù a tutta birra, dall'antipasto al dolce. Un piccolo Oktoberfest da vivere insieme!
Vi aspetto!









lunedì 23 ottobre 2017
ore 19
via San Giovanni Bosco 10
Sant'Ilario d'Enza Re



Menù

Biscotti salati al mais con mousse di caprino alla birra

Pane alla birra belga

Risotto alla red ale, zafferano e grana

Gulash di manzo fiammingo alla birra

Birramisù


Per informazioni e iscrizioni contattare:


info.fatemicucinare@gmail.com