lunedì 13 novembre 2017

Fatemi cucinare un bianco Natale!


Un menù di Natale tutto bianco, dall'antipasto al dolce.
La mia tavola è pronta, vi aspetto!








lunedì 11 dicembre 2017
ore 19
via San Giovanni Bosco 10
Sant'Ilario d'Enza Re



Menù per un bianco Natale


Involtini di lardo e castagne su polentina bianca

Panna cotta al parmigiano reggiano con pere, saba e noci

Il brodo senza i cappelletti e..

...i cappelletti senza il brodo

Rotolo bianco di tacchino con cuore a sorpresa

I tortellini dolci di Natale

e altre coccole



Per informazioni e iscrizioni contattare:


info.fatemicucinare@gmail.com



sabato 11 novembre 2017

Mare e zafferano

Ho deciso di chiamare così questo piatto, in modo chiaro e semplice: c'è il pesce, nel brodo, con il brodo, nel ripieno dei ravioli e c'è l'oro dello zafferano, una delle poche spezie che so usare perché una delle poche che mi sono state tramandate in casa. Di altre ricordo la noce moscata e il pepe.
Solo il chiodo di garofano e la cannella potevano permettersi qualche breve comparsata in occasione dell'infuso annuale per fare il nocino. Nient'altro, non appartenevano al nostro far da mangiare, alla cultura alimentare della mia famiglia. Con gli anni ho allargato un poco gli orizzonti specie in occasione dei dolci per il Natale ma gira e rigira mi accorgo di ricadere sempre lì, nel conosciuto, nel rassicurante patrimonio di casa. Lo zafferano era ingrediente di festa riservato alla domenica. Una domenica il brodo e una domenica il risotto con lo zafferano. Tutto il resto usciva dall'ortodossia.
Chissà cosa pensa il mio papà di questa fusione: brodo e zafferano insieme! Roba da matti!
E' una ricetta che richiede tanti passaggi, da non fare quando si è di fretta ma quando si ha voglia di giocare. E mi ha anche portato fortuna! Con questa ho vinto un bellissimo contest di Zafferano padano, un preziosissimo vasetto di stimmi di zafferano che mi danno gioia tutte le volte che me lo vedo davanti agli occhi!



MARE E ZAFFERANO





per 4 persone:
pasta:
150 g farina 00
50 g semola
2 uova
maggiorana fresca
1 bustina di zafferano
mezzo cucchiaino olio evo
acqua qb

ripieno: 
500 g cozze
olio evo
peperoncino
prezzemolo 
aglio
vino bianco
provolone (io di bufala) grattugiato con grattugia a foro piccolo

brodo:
scarti di pesce (gallinella una o due a seconda della misura, carapaci di scampi e mazzancolle che ho usato in altra ricetta)
mezza cipolla
1 scalogno
1 porro
1/8 di finocchio
1 gambo di sedano
1 carota 
prezzemolo
vino bianco secco
1 sacchettino con dragoncello, 2 grani di pimento, 1 chiodo di garofano, 1 pizzico di anice
1 bustina di zafferano

per completare:
la parte verde del porro
pomodorini
polpa degli scampi usati per il brodo
timo
olio evo
sale
250 g lupini

Brodo: dopo aver pulito il pesce, metterne gli scarti ben lavati in acqua fredda corrente in casseruola e farli tostare con le verdure mondate e tagliate a pezzi. Sfumare con il vino, unire il sacchettino degli odori, 1.5 l di acqua fredda, coprire e far sobbollire per almeno due ore (una con il coperchio l'altra senza) per far restringere il brodo e concentrare tutti i sapori. Filtrare schiacciando bene tutti gli scarti e unire lo zafferano.

Pasta: impastare tutti gli ingredienti, far riposare per almeno 30 minuti coperto con pellicola da cucina.






Cozze: pulirle bene e farle aprire in padella coperta con un filo di olio, poco peperoncino, uno spicchio di aglio, due gambi di prezzemolo, vino bianco per sfumare. Man mano si aprono toglierle dal guscio. 

Ravioli: tirare la pasta in strisce, appoggiarvi sopra a distanza regolare le cozze, coprirle con un pizzico di provolone, ripiegare la pasta e confezionare i ravioli a piacere.






Per completare: far aprire i lupini, dopo averli fatti spurgare in acqua fredda, con la stessa modalità utilizzata per le cozze. Tagliare a rondelle la parte verde dei porri e saltarli brevemente con un filo di olio evo e un pizzico di sale. Privare i pomodorini della pelle e saltare anch'essi per pochi minuti in poco olio evo, timo e sale. 

Cuocere i ravioli in acqua bollente salata, sistemarli in un piatto, completare con i lupini, due o tre pomodorini, qualche rondella di porro, la polpa di uno scampo. Per ultimo versare il brodo allo zafferano. 







martedì 7 novembre 2017

Patate e porcini su crema di spinaci e fonduta di parmigiano

Ho comprato i due porcini perché ne vedo così pochi che quando li trovo non me li faccio scappare.
Il resto era in casa, come la mia voglia di cucinare che cerca il suo spazio fra gli impegni di tutti i giorni e la sgradevole sensazione che a volte si insinua nelle giornate di pioggia, di non aver capito per tempo quello che volevo fare davvero nella vita. E' per questo che cerco di preparare un piatto appena posso, per ritrovare sempre il filo con me stessa e ricordarmi chi sono e chi desidero essere.
Si va in tavola!


PATATE E PORCINI SU CREMA DI SPINACI E FONDUTA DI PARMIGIANO






per 6 persone
per il tortino di patate:
250 g di patate 
olio evo
1 porri
2 porcini medi (solo i gambi)
1 uovo
50 g Parmigiano reggiano
sale e pepe

crema di spinaci:
200 g spinaci lessati
olio evo
brodo vegetale
sale

fonduta di Parmigiano: 
200 ml latte
noce moscata
150 g Parmigiano reggiano

2 cappelle di porcini
sale
prezzemolo
olio evo

Tortino: mondare i porri e affettarli poi soffriggerli in padella con poco olio evo e un pizzico di sale. Togliere i porri e scottare i gambi dei porcini mondati e tagliati a cubetti. Sale
Cuocere a vapore le patate pelate, schiacciarle e scottarle in poco olio evo, con un pizzico di sale.
Unire le patate, i porri e i gambi dei funghi, l'uovo, il Parmigiano. Aggiustare di sale e pepe e trasferire il composto in stampini da forno leggermente unti di butto e sporcati di pane grattugiato. Cuocere in forno a 200° per 20-30 minuti.

Crema: insaporire gli spinaci tritati in poco olio evo. Salare, coprire a filo con brodo vegetale e lasciar insaporire per pochi minuti poi frullare con il mixer.

Mondare le cappelle dei porcini, affettarle e saltarle in un filo di olio, sale e poco prezzemolo tritato.

In una casseruolina portare a bollore il latte profumato con la noce moscata. Spegnere il fuoco, unire il Parmigiano grattugiato e mescolare con una frustina fino ad ottenere una crema liscia.

Pitto: versare un mestolino di crema di spinaci. Porre al centro un torino di patate, velarlo con la fonduta di Parmigiano e rivestire con un cucchiaio di porcini.




domenica 5 novembre 2017

Torta al cioccolato e frutti di bosco

"Ma che colore ha una giornata uggiosa?" cantava Lucio Battisti quando ero ragazza. 
Oggi è una giornata così: grigia, uggiosa, morbidamente padana. E ho la risposta pronta.
Le giornate uggiose sono color cioccolato!  Altro che tristezza e malinconia! 



TORTA AL CIOCCOLATO E FRUTTI DI BOSCO






per la base (P. Hermé):
3 uova
125 g zucchero
125 g burro a dadini e morbido
150 g cioccolato fondente al 70%
60 g latte
1 cucchiaino di caffè solubile
2 cucchiaini di lievito per dolci (nella ricetta originale non c'è)
125 g farina 00

confettura di mirtilli e ribes nero
ribes rosso

per la ganache:
200 g panna liquida
250 g cioccolato fondente al 60%
40 g burro


Montare i tuorli con lo zucchero con una frusta elettrica. Montare gli albumi ben sodi (aiutandosi con qualche goccia di limone). Fondere il cioccolato tritato a bagnomaria, versarlo sul latte e unire il burro per ottenere un composto liscio e lucido. Appena è tiepido unirlo ai tuorli. Aggiungere il caffè, la farina e il lievito setacciati. Per ultimo unire i bianchi montati lavorando con delicatezza per non smontarli.
Versare il composto in uno stampo rivestito di carta da forno inumidita e strizzata bene.
Cuocere a 175° per 30-35 minuti. 
Per la ganache: portare la panna a bollore e versarla in una ciotola contenente il cioccolato tritao. Amalgamare con una spatola, unire il burro poco per volta e far raffreddare.

Quando la torta è fredda tagliarla in due dischi, spalmare con la confettura e versare parte della ganache (poca, non deve sbordare).






Coprire con il secondo disco di pasta e versare il resto della ganache ricoprendo anche i bordi. Con l'aiuto di una forchetta creare qualche movimento sulla superficie del dolce e riporre in frigo. Al momento di servire illuminare la superficie con qualche chicco di ribes rosso. 








venerdì 3 novembre 2017

Farro profumato allo zafferano con vongole e champignons

Un'amica mi ha regalato del farro, un prodotto che amo ma che non utilizzo frequentemente.
Complice il regalo di una giornata di riposo, ho provato questo insieme che in famiglia hanno apprezzato.


FARRO PROFUMATO ALLO ZAFFERANO 
CON VONGOLE E CHAMPIGNONS






per 4 persone:
250 g di farro (cottura 10 minuti)
1 bustina di zafferano
olio evo
mezza cipolla
1 carota
3 funghi champignons
dalla cappella medio-larga
prezzemolo
sale e pepe
500 g vongole

In una pentola mettere abbondante acqua calda salata e portare a bollore. Aggiungere una bustina di zafferano e il farro. Portare a cottura tenendolo molto al dente (circa 3 minuti in meno di quelli suggeriti dalla confezione). Scolare il farro e conservare il liquido di cottura. Allargare il cereale su di un piatto per accelerarne il raffreddamento e condire con un filo di olio evo. 
In un'ampia padella mettere a soffriggere in due cucchiai di olio evo la cipollina e la carota tritate. Unire poi i funghi mondati e tagliati a cubetti. Saltare a fiamma alta per due minuti, sale, pepe e spegnere il fuoco.
Scaldare un'altra padella, ungere con un cucchiaio di olio evo, profumare con due gambi di prezzemolo e far aprire le vongole già spurgate in acqua fredda e sale per una o due ore (cambiare frequentemente l'acqua). Spruzzare con il liquido di cottura del farro, mettere il coperchio e attendere che le conchiglie si aprano. Staccare le vongole dai gusci.
Riaccendere il fuoco sotto la padella con le verdure, unire il farro e riscaldare il tutto aggiungendo poco del liquido di cottura allo zafferano. Unire infine le vongole, un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato e servire aggiungendo a piacere un filo di olio evo a crudo.

mercoledì 1 novembre 2017

Biscotti dei morti

Ho ricordi bellissimi di queste giornate dedicate ai nostri cari. Con mio padre si faceva il giro dei cimiteri, ripercorrendo la storia della nostra famiglia attraverso le foto di nonni e lontani cugini che non avevo mai conosciuti. Nei racconti del babbo acquistavano un alone tra il mitico e il leggendario. Come non citare il favoloso zio Chicon, Francesco, un ragazzo di fine '800, che in uno scazzottamento fra amici, all'osteria, aveva morsicato ad un orecchio un compagno per ricordarsi con chi continuare la disputa una volta che le acque si fossero acquietate. Quanta fosse la realtà e quanto il ricamo della fantasia, non ci è mai stato dare di sapere e sinceramente non ci interessa. Ci pice di più questa versione.
E che dire degli ossi dei morti? Dei deliziosi dolcetti che compravamo nei forni del bolognese e che oggi ho voluto rifare per riassaporare quei giorni. Non sapevamo nulla dell'esistenza di Halloween ed erano i nostri morti a portare aria di festa, a "tornare" per farci visita. Per questo motivo si portavano in tavola questi dolcetti ricchi di zucchero e mandorle, ci sentivamo ricchi della presenza di chi sapevamo ancora e sempre vicino a noi. Buone giornate allora, nessuna mestizia ma la sensazione di sentirci ancora avvolti dall'abbraccio di chi ha fatto parte di noi.


BISCOTTI DEI MORTI






375 g di zucchero
125 g mandorle senza pelle
3 albumi di uova piccole
coloranti alimentari


In un robot tritatutto macinare le mandorle con lo zucchero. Aggiungere un albume alla volta e fermarsi quando si raggiunge la consistenza desiderata. Con un albume l'impasto risulterà bello sodo e se ne ricaveranno dei cilindretti sostenuti, da cui si ricaveranno dei veri e propri biscottini. 
Con più albume (io ne ho usati tre), il composto sarà più liquido e la consistenza sarà quella di un macaron. 
Dividere l'impasto in più parti per aggiungere il colorante desiderato.
Con l'aiuto di una sac a poche fare, su una teglia rivestita di carta da forno, dei piccoli cilindretti lunghi due-tre cm. Lasciare all'aria ad asciugare cospargendo con un pizzico di zucchero. 
Incidere la superficie dei biscotti nel senso della lunghezza e cuocere a 150° per 15-20 minuti circa.

martedì 24 ottobre 2017

Fatemi cucinare a tutta birra!

Fatemi cucinare a tutta birra! Una bellissima serata riscaldata dalla presenza di amici, vecchi e nuovi (ben arrivati!), da piatti birrosi e tanti assaggi di birra....di tutti i colori! 

Le birre degustate sono nate nel vicino territorio di Parma, nel  piccolo birrificio artigianale Panil che, grazie alla passione di Renzo Losi, il figlio del titolare e primo ispiratore del birrificio, agli inizi degli anni 2000,  affianca alla produzione dei vini tipici dei colli di Parma, la produzione delle birre artigianali,  non pastorizzate e non filtrate.
Le birre, le prime prodotte a Parma, sono di ispirazione belga, ma hanno una grande impronta e stile italiani.
Vengono prodotte 7 differenti versioni, di cui, quelle maggiormente apprezzate all'estero, sono quelle barricate o rifermentate in legno, con lieviti o a fermentazione spontanea: Panil Ambre, Panil Bionda, Panil Brune, Panil Barriquée, Panil Enhanced, Panil Raphael, Divina.
Di recente, è stata proposta un'originale alternativa, un'assoluta novità  in campo birrario: il Liquore alla Birra Panil. 
C'è da farci un giro in quel di Torrechiara (Pr) perché le sorprese non finiscono qui: pasta alla birra, malto, gelatine alla birra e una meravigliosa birra Panil Brulée che va degustata calda e con la quale abbiamo concluso la nostra serata di chiacchiere e ricette. 





sabato 21 ottobre 2017

Pane della domenica

Esistono tante versioni di questo pane ma ciò che le accomuna è la velocità e la semplicità dell'esecuzione, cosa che rende fattibile a tutti il rendere sacro il giorno festivo  preparando con le proprie mani il pane per la tavola. Un altro modo ancora di santificare le feste!


PANE DELLA DOMENICA





350 g farina 
100 g semola
100 g farina di mais finissima (fioretto)
300 ml latte
50 ml olio evo delicato
1 bustina di lievito di birra liofilizzato
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di sale

Impastare tutti gli ingredienti utilizzando eventualmente la planetaria, se la si ha a disposizione,  per ottenere un impasto sodo e liscio. Far lievitare coperto con pellicola da cucina per mezz'ora. Formare due pagnotte, inciderne la superficie con uno o più tagli,  coprire ancora e far lievitare per il tempo che avete a disposizione (almeno un'ora).  Spolverare le pagnotte di semola o farina.






Portare il forno a 180°, mettere nella sua parte bassa una ciotolina di acqua in modo da dare la giusta umidità al pane e cuocere per 30 minuti circa. 





giovedì 19 ottobre 2017

Spaghetti cotti nella birra con ragù di manzo

In questo periodo sto sperimentando piatti che hanno la birra fra i loro ingredienti. Mi sto preparando per la serata di cucina della settimana prossima. Che elemento meraviglioso, davvero la si può impiegare in tutte le portate con una grande varietà di profumi e sentori. Certo non sono diventata un'esperta di questo mondo così vaso e reso ancora più ricco negli ultimi anni, dai tanti microcbirrifici che a livello artigianale, producono anche nel mio territorio piccoli gioielli da scoprire. Naturalmente i miei figli ringraziano, mai sono stati così disponibili nell'assaggiare e dare fondo alle bottiglie e bottigliette che in questi giorni sono passate dalla mia cucina.
Questi spaghetti nascono dalla ricetta di uno chef che io ho semplificato, semplificato, semplificato, fino a portarne la preparazione alla mia portata.
Sono proprio gustosi, un piatto da dividere con gli amici.



SPAGHETTI COTTI NELLA BIRRA CON RAGU' DI MANZO






per 4 persone:
280 g spaghetti (non troppo sottili)

per il ragù:
olio evo
un trito di sedano, carote e cipolla con una buona percentuale di sedano
200 g macinato di manzo
brodo vegetale
birra chiara o ambrata per sfumare
rosmarino
sale e pepe

per la salsa alla birra:
500 ml birra rossa
250 ml birra chiara
200 ml brodo vegetale

per il pane di finitura:
pane raffermo
burro
zucchero di canna

Per il ragù: scaldare in una padella due cucchiai di olio, aggiungere il trito di verdure e far rosolare. Unire il macinato di manzo e far prendere colore. Sfumare con la birra, aggiungere un rametto di rosmarino, sale, pepe, abbassare la fiamma e portare a cottura per almeno un'oretta, aggiungendo al bisogno del brodo vegetale.
Per la salsa: unire le due birre e far ridurre a fiamma media. Aggiungere il brodo e far restringere ancora. 
Per il pane: frullare grossolanamente il pane con un cucchiaio di zucchero di canna e rosolare questo trito in una padella calda con una noce di burro.
Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata per metà del loro tempo di cottura poi trasferirli nella padella con la salsa alla birra e completare.
Condire gli spaghetti con il ragù di manzo e servire cospargendo la pasta con il trito di pane.

lunedì 16 ottobre 2017

Fatemi cucinare a tutta birra!

Un menù a tutta birra, dall'antipasto al dolce. Un piccolo Oktoberfest da vivere insieme!
Vi aspetto!









lunedì 23 ottobre 2017
ore 19
via San Giovanni Bosco 10
Sant'Ilario d'Enza Re



Menù

Biscotti salati al mais con mousse di caprino alla birra

Pane alla birra belga

Risotto alla red ale, zafferano e grana

Gulash di manzo fiammingo alla birra

Birramisù


Per informazioni e iscrizioni contattare:


info.fatemicucinare@gmail.com




















venerdì 13 ottobre 2017

Spaghetti al sugo di canocchie

Mi sono sempre state simpatiche, mi fanno pensare ai boa di struzzo degli anni '20 e alle piume di pavone. Molto eleganti. Ne ho comprate una decina, di canocchie,  stasera siamo solo in tre a cena.
Mi sono buttata sui video dove insegnano come pulirle. Solo che mentre guardavo il video, mi sono messa avanti con le seppioline ai piselli e la pulitura delle sardine. Poi ho caricato una lavatrice e scaricato un'asciugatrice. E ho preparato la borsa di scuola con tutto quello che ci serve per la piccola mostra che faremo domani con i bambini. Devo aver perso qualche passaggio per cui ho denudato completamente le canocchie, cosa che ho capito non andava fatta. Rimedio all'istante: prendo una tela di garza (quelle della farmacia) e ne esce un sughetto davvero gustoso.
Rimane il fatto che non ho ancora imparato a fare una cosa alla volta, e a finirne una prima di iniziarne un'altra.
Domani ci riprovo.


SPAGHETTI AL SUGO DI CANOCCHIE






per 3 persone:
olio evo
un quarto di cipolla bianca 
10 canocchie
2 pomodori ramati
peperoncino
210 g di spaghetti
prezzemolo fresco
scorza di limone


Pulire le canocchie separando la polpa da testa, coda e carapaci.






Mettere questi scarti in una tela di garza e chiuderla con spago da cucina. In una padella mettere un filo di olio evo, la cipolla tritata finemente, un pizzico di peperoncino e soffriggere a fuoco dolce. Unire i pomodori mondati, privati dei semi e tagliati a dadini. Insaporire con un pizzico di sale. Unire il sacchetto con gli scarti in modo da far rilasciare i succhi degli scarti nel sugo e schiacciarlo ogni tanto con il dorso di un cucchiaio. Aggiungere acqua calda se occorre. 
Portare a bollore acqua calda salata e cuocere gli spaghetti. Quando mancano 3 minuti alla cottura, togliere il sacchetto con gli scarti dal sugo, aggiungere la polpa delle canocchie nel sugo, attendere un minuto poi trasferirvi gli spaghetti per altri due, tre minuti, fino a cottura. 
Impiattare completando con un trito di prezzemolo fresco tritato finemente, una grattata di scorza di limone e un filo di olio evo a crudo. 


mercoledì 4 ottobre 2017

Risotto alla Giuseppe Verdi

Inizia ottobre e nella vicina Parma inizia il Festival Verdi dedicato al grande compositore che tutto il mondo ci invidia. Amante della buona tavola e figlio di osti, amava ricevere gli ospiti e i colleghi, offrendo loro cene e pranzi raffinati ed è ricordato in cucina per un risotto che porta il suo nome.
Gli fu dedicato dallo chef francese Henri Paul Pellaprat che prese spunto da indicazioni date dalla moglie del maestro. Ingrediente principe è appunto il riso, uno degli ingredienti da lui più amati. Così anch'io rendo omaggio al maestro con questo risotto. In alto i calici!


RISOTTO ALLA VERDI





per 4 persone:
320 g riso Carnaroli
1 cipolla dorata piccola
1,5 l brodo vegetale 
1 mazzetto di asparagi
50 g di funghi porcini secchi 
due cucchiai di  trito di sedano,carota e cipolla
150 ml passata di pomodoro
100 g prosciutto crudo di Parma
vino bianco
40 g burro
80 g Parmigiano reggiano grattugiato

Preparare la salsa ai funghi: ammollarli in acqua tiepida fino a farli rinvenire, tritarli a coltello. In una casseruola soffriggere il trito di sedano, carota e cipolla in due cucchiai di olio evo. Unire i funghi, il pomodoro e portarli a cottura a fuoco basso, unendo al bisogno poco brodo e acqua dei funghi filtrata. Controllare la sapidità.
Mondare gli asparagi, separare le punte e sbollentarle in acqua salata per 5 minuti. Toglierli dall'acqua e cuocere i turioni (il gambo) tagliati a tocchetti. Frullarli per ridurli a crema.
In una casseruola, soffriggere a fuoco dolcissimo la cipollina tritata, unire il riso, tostarlo, sfumarlo con vino bianco. Dopo alcuni minuti unire il prosciutto tagliato a listarelle, la crema di asparagi e la salsa ai funghi. Portare a cottura con il brodo bollente. A tre minuti dalla cottura togliere dal fuoco, mantecare con burro e Parmigiano e coprire con un canovaccio. Unire le punte intere degli asparagi e servire.

venerdì 29 settembre 2017

Tagliolini al cacao con ragù di mele


Evvai che si gioca. Un contest lancia una nuova sfida: cucina con le mele. Caspita, qui si rischia di cadere  nel banale, che poi anche il banale ha la sua onorabilità se si traduce in una di quelle profumate, soffici, fondenti torte di mele che d'autunno dovrebbero essere sfornate in ogni casa. Garantisco i benefici sul clima familiare! Però finché ci sono provo a pensare a qualcosa di nuovo. Ci penso, e penso e ripenso e mi riduco all'ultimo momento (maddai!). Inizio: faccio un dolce. No, non una torta. Faccio le crepes, Francia aiutami. Come miracoloso rimedio contro le influenze mi sembra di aver capito che quest'anno distribuiranno cioccolato, quindi, per via di una cucina sana, uso anche il cacao e dentro ci nascondo le mele. No, le metto sopra. Meglio, le avvolgo attorno. Chi? Le mele o le crepes? Comincio a saperla un po' troppo lunga e la finiamo lì. Avvolgo le crepes, le trasformo in tagliolini e le condisco con un dolce ragù. Chissà che diranno a cena?


TAGLIOLINI AL CACAO CON RAGU' DI MELE






per i tagliolini ( 6 crepes al cacao):
50 g di farina
20 g cacao amaro
20 g zucchero
120 ml latte
1 uovo
burro per ungere il padellino

per il ragù: 
1 mela Kanzi
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaio di cranberri
1 fico secco
alcuni gherigli di noci
1 cucchiaio di miele
cannella in polvere
rum

per il caramello: 
25 g di acqua
50 g zucchero
1 cucchiaio di succo di limone

Miscelare con una frusta gli ingredienti per le crepes e far riposare per 30 minuti.
Per il ragù scaldare una padellina, sciogliere il miele e unire le mele lavate, mondate e tagliate a dadini e il resto della frutta eventualmente tritata a coltello. Profumare con la cannella e sfumare con il rum.
Scaldare un padellino, velarlo di burro e preparare le crepes versando un mestolino di composto alla volta, roteando per bene perché si sparga sul fondo. Voltare dopo due minuti di cottura e mettere da parte.
Arrotolare le crepes su se stesse e tagliarle a tagliolini. Condirli con il ragù di mele e completare con il caramello ottenuto dopo aver sciolto in una padella lo zucchero nell'acqua e succo di limone fino a coloritura.







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lunedì 25 settembre 2017

Torta al cioccolato e lamponi

Lascio alle spalle una domenica un po' strana, di quelle in cui non capisci se ti ha fatto bene fermarti un po' o se invece il tempo più dilatato ha permesso a pensieri nuvolosi  di entrare e pesare un po' sull'anima. Uno sprazzo di luce l'ho però avuto, a pranzo. Ospite di mia figlia,  una sua amica e il suo piccolo di otto mesi. Che meraviglia, un tuffo nel passato per rivivere il modo in cui guardavo i miei di piccoli e pensare che non avrei mai immaginato allora il loro essere di oggi.
La mamma, come tutte le mamme, ha una luce speciale negli occhi che si alimenta nel guardare suo figlio e la fa diventare bellissima. Il bimbo, come tutti i cuccioli, ci ha incantato con i suoi splendidi occhi spalancati sul mondo, su tutto. Sguardo serio, compreso nella sua esplorazione della nostra casa e della nostra famiglia, ci ha catturati uno ad uno impegnandoci in una silenziosa gara a chi di noi sarebbe stato in grado di accudirlo meglio.
Per dare il tempo alla mamma di prendersi dolce e caffè con tranquillità, l'ho portato a fare il tour delle stanze e gli ho parlato. Gli ho fatto mille domande: chi sei piccolino? Chi sarai in un domani che arriverà troppo velocemente? Sarai ancora il nutrimento della luce della tua mamma? Saprai catturarci ancora con la tua voglia di scoprire e magari di fare qualcosa di bello per questo mondo? Manterrai il tuo meraviglioso sguardo stupito sulle cose, il tuo fermarti a contemplare una luce, un suono, un colore indifferente dello scorrere del tempo? Saprai vincere la tua battaglia contro la fretta e la frenesia? Avrai accanto persone capaci di comprendere il tuo modo di esprimerti, qualunque esso sarà, così come oggi hai accanto persone che "capiscono" i tuoi gorgoglii aiutati dal dizionario degli affetti?
Piccolino, porta dentro di te le mie domande e vivi felice perché anche tu non hai ancora risposte, arriveranno poco per volta, a tratti faticose, talvolta lente ma saranno tutte tue. Di una sola cosa hai la certezza fin da ora. Sarai sempre una persona amata, gli occhi della tua mamma parlano chiaro.
Buona vita allora e buon dolce a noi!


TORTA AL CIOCCOLATO E LAMPONI
( Michel Roux)





pasta: 
250 g farina
100 g burro a dadini morbido
100 g zucchero a velo setacciato
1 pizzico di sale
2 uova a temperatura ambiente

farcitura:
250 g lamponi
foglie di menta

ganache al cioccolato:
250 ml panna liquida
200 g cioccolato fondente 70%  a pezzetti
25 g glucosio liquido
50 g burro a dadini

Pasta: mescolare il burro, lo zucchero a velo e il sale. Incorporare la farina e aggiungere le uova. Formare un panetto che andrà fatto riposare in frigo almeno un'ora. Poi stendere la pasta in uno stampo da 20 cm e formare un bordo alto circa 2 cm e mezzo. Bucherellare il fondo con una forchetta, coprire di carta da forno, mettere dei pesi e cuocere a 190° per 20 minuti, togliere i pesi e la carta, abbassare la temperatura del forno a 180° e far colorire il fondo della pasta per 5 minuti.






 Togliere dal forno e aspettare il raffreddamento prima di togliere dallo stampo.

Ganache: portare a bollore la panna. Fuori dal fuoco aggiungere il cioccolato, il glucosio e mescolare con una frusta. Si otterrà un composto liscio e lucido. Aggiungere poco alla volta il burro.

Riprendere il fondo di pasta, coprire il fondo con i lamponi (metterne da parte alcuni per servire) schiacciato con una forchetta e amalgamati alle foglioline di menta tritate finemente. Versare sopra la ganache e portare in frigo (coprite con alluminio così non prenderà altri odori) per almeno due ore.








giovedì 21 settembre 2017

Tortini di zucca e verza con sorpresa

Eccoci qua, finalmente tornati in cucina. Dopo la pausa estiva le giornate trascorrono vertiginosamente e dopo la bella serata di cucina della settimana scorsa, mi si è aperto uno spiraglio per cucinare solo nel pomeriggio. Non ho nemmeno fatto la spesa, ho aperto il frigo e messo insieme quel che ho trovato: zucca cotta al forno, alcune foglie di verza utilizzata per provare un piatto di pasta, un pezzetto di provolone piccante (era in offerta!).
Ne è uscito un tortino molto semplice, che mi ha fatto stare bene. Le foto non sono bellissime, non si dovrebbe fotografare la sera con le luci sopra i fuochi del piano cottura e le ombre che sembrano rincorrerti in ogni dove. Ma questa è stata la porzione di tempo che mi è stata regalata e questa ho usato. E ci ho anche rimediato la cena!


TORTINI DI ZUCCA E VERZA CON SORPRESA






300 g zucca cotta
40 g Parmigiano reggiano
4-5 foglie di verza
1 uovo
sale e pepe
provolone piccante
olio evo
aceto balsamico

Frullare la polpa di zucca con l'uovo e il Parmigiano, aggiustare di sapore con sale e pepe.
Sbollentare le foglie di verza per 10 minuti in acqua salata. Passarle in acqua fredda per fissare il colore e far asciugare bene.
Ungere con poco olio evo degli stampini usa e getta da muffin, rivestirli con le foglie di verza (ne dovrebbe bastare una per stampo), colmarli con la polpa di zucca, mettere al centro un bastoncino di provolone e richiudere con la parte della verza che sborda.









Cuocere in forno caldo a 200° per 20 minuti.
Raffreddare per una decina di minuti, guarnire con qualche goccia di aceto balsamico e servire.








giovedì 14 settembre 2017

Fatemi cucinare...la colazione!



Fatemicucinare ha inaugurato la nuova stagione di serate di cucina con i piatti destinati alla prima colazione, il primo passo che compiamo per entrare in ogni nuova giornata.
E' stata una vera festa: amici nuovi e ritrovati, sguardi che basta incrociare ben sentirti meglio, piccole aspiranti chef che muovono i primi passi in cucina, la mia famiglia alle spalle che mi appoggia  e fattivamente mi dà una mano (sì, me ne sono rimaste ancora due e non brillo come capacità organizzativa). Abbiamo gustato alcuni prodotti del nostro territorio e preparato buone cose per avere tanti buoni inizi, tutte le mattine!
Anche questa volta quindi una parola sola: grazie!
Ci vediamo ad ottobre e grazie a chi ha partecipato! 







Muffin




Plumcake



La pinza di Bologna 
di Gino Fabbri
(un po' sbriciolata perché non abbiamo resistito e ce la siamo mangiata ancora caldina!)



Panckes




Cruffin salati



Cruffin e scones