venerdì 14 giugno 2013

Roselline di pasta brioche con mele e ciliegie - Riunioni a scuola

La scuola per un insegnante continua anche dopo le lezioni con i ragazzi. E qui arriva il gioco duro.
Durante gli incontri con i colleghi si discute per ore e ore su argomenti a volte così lontani dalla scuola reale, che si vive in uno stato d'animo che va fra  il sentirsi presi in giro...
il chiedersi sbigottiti su che pianeta abbia sede il Ministero per la Pubblica Istruzione (io continuo a chiamarlo così!) e chi in esso lavora...
il senso di impotenza davanti ai bisogni dei bambini che non trovano, non possono trovare risposta in un Paese dove  scuola, salute e famiglia sono sempre all'ultimo posto...
lo sforzo che fai per rimandare in gola quel sapore di amaro che sale quando ti sembra di esserti smarrito perché non era così che volevi fare l'insegnante...
la rabbia per i documenti che sono un tripudio di parole così belle e così alte che il Vangelo messo al loro fianco, pare un giornaletto che ha cessato la pubblicazione dopo i primi numeri , parole che poi cozzano (fatto accaduto realmente) davanti ad un: "Come possiamo dare un aiuto al bambino? Non ha i documenti in regola". 
Il silenzio è d'uopo.
Aggiungo per correttezza che tutto questo viene forse (forse) amplificato dalla stanchezza per l'anno di lavoro appena trascorso, dal caldo che si infiltra  dalle tapparelle abbassate, dalla macchinetta a gettoni cui abbiamo deciso di attingere (ma cosa ci è venuto in mente???) dimenticando il buon caffè della moka che le nostre insostituibili bidelle non ci hanno mai fatto mancare negli anni scorsi.
Dunque, situazione di emergenza. Che si fa? 
Ci si conforta a vicenda. Naturalmente con il cibo. 
In questi giorni che sono tempo di nessuno, le bidelle rispolverano la moka, una collega carissima che ha fatto la storia del nostro plesso, si ferma dal fornaio vicino a casa sua per non farci mancare la focaccia, si porta a turno qualcosa di sfizioso.
Nei giorni scorsi è arrivata una cheese-cake. Mai fidarsi di una cheese-cake, specie in estate. 
E' una torta subdola. Ti si presenta così, con la sua aria perfettina, biscotto croccante, crema color perla sormontata dal rubino dei frutti di bosco. Viene tagliata in elegantissime porzioncine. E qui si casca. 
Ne prendi un pezzetto, ma solo per far piacere alla collega. 
E' buonissima. 
Possibile che sia davvero così buona? 
E prendi il secondo pezzo. 
Che razza di reale percentuale di bontà riesci a calcolare con due pezzi? 
Prendi il terzo. 
Tu credi di averne preso un altro pezzo ma in quel momento è la torta ha  preso te, sei sua! 
La crema? Con questo caldo non dura. 
E giù ancora. 
"Mi dai la ricetta? A casa mia piacerebbe tantissimo, guarda, ne prendo un altro pezzetto in un tovagliolino per farla assaggiare ai miei". A casa la povera fetta non ci arriverà mai. 

E così, facciamo passare anche questi giorni di giugno, sicuri che l'estate ci rigenererà e a settembre saremo ancora una volta pronti ad accogliere chi la Vita mette sul nostro cammino e che si aspetta qualcosa da noi.
Anche io partecipo volentieri a questo gioco di mutuo aiuto e ho portato queste roselline. 
Un omaggio ai colleghi con cui si condividono la maggior parte delle ore e delle energie delle nostre giornate e che sono un po' un prolungamento della nostra famiglia.
Con tutto il bello e il meno bello delle famiglie.

ROSELLINE DI PASTA BRIOCHE  CON MELE E CILIEGIE



per la pasta: 
350 g farina 00
25 g zucchero
150 g latte tiepido
30 g olio di semi
3 tuorli
1 cubetto lievito di birra
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina

per la farcitura:
140 g burro morbido
160 g zucchero
1 mela 
cannella in polvere
succo di limone 
ciliegie

Nella planetaria mettere nell'ordine: l'olio, i tuorli, 13 g di zucchero, il pizzico di sale, la vanillina, la farina, lo zucchero, il dado di lievito sbriciolato. Azionare e aggiungere gradatamente il latte. Impastare per almeno 10 minuti. Scaldare il forno a 50° e quando è arrivato in temperatura spegnerlo. Togliere l'impasto e metterlo in una terrina. Incidere la superficie con un taglio a croce, coprire con pellicola da cucina e mettere nel forno già spento ma sufficientemente caldo per ben accompagnare la lievitazione. 

Sbucciare la mela, tagliarla a fettine sottili, passarla in tegame con 20 g di burro, la cannella e una spruzzatina di succo di limone.

Dopo due ore, prendere la pasta e con il mattarello tirare una sfoglia che si ritaglierà in strisce di circa 20 cm di lunghezza per 5 cm di altezza.




Montare il burro con 140 g di zucchero e spalmarlo sulla pasta.


Ai bordi della striscia accomodare le fettine di mela.




Avvolgere la striscia di pasta.




 Sistemare la rosellina che si è formata in uno stampo da muffin imburrato e infarinato oppure in uno stampo da muffin dove si sono sistemati gli appositi pirottini di carta.






Nel cuore di alcuni fiori mettere una ciliegia lavata. Altri fiori possono semplicemente aver come farcitura la crema di burro e zucchero
Coprire con un foglio di carta forno, infilare il tutto in una borsina di plastica e rimettere in forno spento a lievitare per un'altra ora (in questo modo la superficie delle rose non seccherà).






Cuocere in forno caldo a 180° per 20 minuti circa. Le rose non devono colorarsi troppo. 
Completare, se lo si desidera, con zucchero a velo.







C'è chi non ama troppo l'obiettivo...




...e chi si avvolge in una nuvola di zucchero per meglio apparire!

Con questa ricetta partecipo al contest:


4 commenti:

  1. Che meraviglia di ricetta e di foto...provo, provo, subito!!!Ciao

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  2. Penso che al Ministero dovrebbero confrontarsi con le scuole ogni tanto per capire cosa veramente serve, sia come programmi che come idee. Sono letteralmente su un altro pianeta e penso che nessuno di loro abbia mai insegnato veramente. E' sconfortante... e più cercano di migliorare e più peggiorano.
    Meglio tirarci su con queste roselline dolcissime e golose... a casa mia non durerebbero 5 minuti!
    Buon fine settimana
    Tiziana

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    1. Grazie Tiziana, mi fa piacere poter condividere questi momenti pesanti del lavoro. ma come avrai ben capito...un salto in cucina e mi ricarico!

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