mercoledì 16 luglio 2014

Tortine al doppio cioccolato e albicocche

La storia di questa ricetta nasce da un'amicizia. Un amico che sa della mia passione per il cucinare, mi ha fatto conoscere dei prodotti che tratta nel suo lavoro. Non sono delle novità, anzi, sono quei prodotti che si tengono sempre in dispensa, ma per me sono nuovi per la loro particolarità.
Questi prodotti alimentari vengono dalla sapienza dei monaci trappisti che vivono vicino a Roma, a Frattocchie.
Sono monaci benedettini e tutti conosciamo il motto del loro fondatore "Ora et labora".
Anzi Benedetto aggiungeva che, solo nel momento in cui si vive del lavoro delle proprie mani, si è veramente monaci. O veramente persone aggiungo io. E' la nostra dignità.
Quindi anche il cucinare dice la dignità e la capacità di una persona di essere capace, dice l'autonomia di saper provvedere a se stessi e a chi ci è affidato, dice l'originalità di esprimere le proprie specificità, di rendere grazie attraverso il cibo, per quanto si  riceve dalla Vita.
Cucinare è un servizio ed è una festa. Per me almeno. Altri esprimeranno il loro modo di essere nella Vita in altri modi. Il mio è questo e sono davvero grata a chi mi riconosce in questa dimensione.
E' quindi entrato nella mia cucina un bel sacchetto di cacao amaro. Mille usi, benissimo. Mi voglio tuffare nel dolce e nel salato.
Apro il sacchetto, anche un po' di fretta, il forno è già in preriscaldamento.
Il profumo si espande irrefrenabile, entra nelle narici, arriva dentro.
Ma cos'è? Certo che lo conosco il cacao eppure questo è davvero speciale.
Se i monaci vogliono rassicurarci sul fatto che il Paradiso inizia già da questa terra, mi hanno convinto.
Anche il colore è bellissimo, dorato. La consistenza, impalpabile.



Scatto una foto e nella mente si apre un'associazione: mi viene da pensare alla polvere e alle pepite d'oro che venivano trovate nelle miniere del Klondike (zio Paperone docet). Qualcosa di inaspettato e prezioso.
Mi viene voglia di saperne di più. Navigo fino al sito dove posso trovare questo cacao meraviglioso, così saprò sempre dove trovarlo e in quello dei monaci. Leggo saltando qua e là fra e righe, riproponendomi di riprendere la lettura con calma. L'occhio mi cade su una nota interessante, la preghiera alla Madonna dell'equilibrio. Di questo ne dovrò ordinare a chili!!!!
Devo però procedere con la ricetta. Vado di classico poi si vedrà. Una torta da colazione, in versione mono.


TORTINE AL DOPPIO CIOCCOLATO E ALBICOCCHE




125 g yogurt
1 uovo e 1 tuorlo
40 g cacao amaro  Trappisti Frattocchie
50 g cioccolato fondente fuso a bagnomaria
80 g amaretti
12o ml olio di semi
120 g zucchero
100 ml panna 
400 g farina 00
1 bustina di lievito per dolci
albicocche
granella di pistacchi
gelatina di albicocche

per la composta di accompagnamento:
4/5 albicocche
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di grappa bianca 
fiori di lavanda o foglie di menta


Nell'impastatrice inserire tutti gli ingredienti tenendo per ultimi la farina e il lievito e miscelare fino a rendere il composto lucido e ben amalgamato. Con l'aiuto di una sac a poche inserire l'impasto in pirottini di carta da muffin, senza oltrepassare la metà degli stessi.  Questo non è un impasto da muffin ma da torta da credenza, quindi risulterà corposo e consistente. 
Lavare le albicocche, tagliarle a spicchi ed inserirne alcuni in ogni tortina. Completare con granella di pistacchi o altra frutta secca tostata e tritata o con mandorle a lamelle. Forno a 180° per 20 minuti circa. 
Una volta tolte le tortine dal forno, farle raffreddare e lucidare con la gelatina di albicocche diluita con il calore.




Si possono accompagnare con una composta fatta con alcune albicocche lavate e tagliate a cubetti fate sciogliere in un pentolino con un cucchiaio di zucchero e sfumate con la grappa. Si può tenere la composta un po' grossolana o passarla al mixer. Completare con fiori di lavanda o foglie di menta, secondo il proprio gusto. Un bel cucchiaio di panna montata a lato, non disturberebbe affatto.




Ho utilizzato lo stesso impasto per fare dei tortini mignon e utilizzare frutta che avevo in casa.
Si conservano più giorni e acquistano in morbidezza. 








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