giovedì 26 febbraio 2015

Crostata alla crema pasticcera e fragole

Ieri sono andata a salutare il signor Teodolindo. Teo ha compiuto il suo percorso di vita e al di là del suo splendido nome, so ben poco di lui. E' però il papa' di una mia carissima collega, una collega che è più di una collega e che è anche stata una delle insegnanti di uno dei miei ragazzi. E sono sicura che una parte di quella generosità, di quel desiderio di accoglienza e disponibilità soprattutto verso i più deboli, che riconosco in lui, venga proprio dalla semina di questa maestra.
Perché mi sono commossa davanti ad una persona che non conoscevo?
Perché mi sono accorta di quanto bene in realtà circondi la nostra vita.
Il bene è come un'onda del mare. Non sai esattamente da dove parte e soprattutto non sai dove arriva, quali spiagge andrà a bagnare.
Se non fosse stato per Teodolindo, non avrei la mia collega, non avrei i suoi sorrisi, i suoi modi spicci, la nostra scuola e tutti gli scolari e le famiglie e le persone che la incontrano, non avrebbero la percezione di essere in un rapporto di famiglia e non solo di professionalità, non sentirei le sue cantate entrando a scuola al mattino, quelle canzoni che mi spingono su per le scale quando a volte vorrei essere altrove. Mio figlio non sarebbe almeno in parte quello che è.
Quanto bene, e tutto grazie all'onda partita da Teodolindo. Grazie Teo, fai buon viaggio!

Quante emozioni. Ci vuole un dolcetto!
(frolla e crema sono di Montersino)


CROSTATA ALLA CREMA PASTICCERA E FRAGOLE






per la pasta frolla:
250 g di farina
150 g burro
100 g zucchero a velo
40 g tuorli
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di limone
i semi di un quarto di bacca di vaniglia

per la crema:
400 g latte intero
100 g panna
150 g tuorli
150 g zucchero
17 g amido di mais
17 g amido di riso
1 bustina di vanillina

fragole fresche
foglie di menta
 2 cucchiai di gelatina di albicocche
1 cucchiaio di acqua


Per la frolla: montare tutti gli ingredienti nella planetaria, avvolgere nella pellicola da cucina e far riposare in frigo almeno un'ora. Poi riprendere la frolla, stenderla in uno stampo imburrato e infarinato (possibilmente apribile), punzecchiarne la superficie con i rebbi di una forchetta, coprire con un foglio di carta da forno, cospargere di fagioli secchi e cuocere in bianco per circa 20 minuti a 180°.

Per la crema: portare a bollore latte e panna.
Montare i tuorli con lo zucchero, gli amidi e la vanillina. Versare questo composto sul latte caldo e appena riprende bollore, mescolare con una frusta. Non ci saranno grumi e la crema si comporrà all'istante.

Lavare le fragole, privarle delle foglioline, lavare la menta. 

Prendere il guscio di pasta frolla, riempirlo con la crema pasticcera, sistemarvi sopra le fragole disponendole a piacere e inframezzandole con foglioline di menta. Scaldare due cucchiai di gelatina di albicocche con un cucchiaio di acqua su fuoco e quando il tutto sarà diluito, lucidare con questo la frutta. 






Con la pasta frolla che potrebbe avanzare si possono cuocere sempre in bianco dei piccoli gusci di pasta frolla utilizzando gli stampini da muffin. Gusci da riempire di crema pasticcera e completare con nocciole avvolte nel cioccolato fondente fuso a bagnomaria (2 cubetti) e qualche decoro fatto con l'aiuto di una sac a poche e un beccuccio fine. 




sabato 21 febbraio 2015

Risotto broccoli e vongole

Questa è la ricetta di un grande chef, tradotta e semplificata dalla sottoscritta, apprezzata in famiglia.


RISOTTO BROCCOLI E VONGOLE






per 4 persone:
320 g riso Arborio
1 litro e mezzo di brodo vegetale
1 broccolo
1 spicchio di aglio
50 g burro
50 g Parmigiano Reggiano
olio evo
sale e pepe
scorza di limone

500 g vongole veraci
50 ml vino bianco

Lavare il broccolo, dividere le cimette e cuocerle a vapore tenendole consistenti. Tenerne alcune da parte per l'impiattamento. Ripassarle poi in padella con due cucchiai di olio evo, sale e pepe. Creare con queste una crema frullando tutto con il mixer, aggiungendo, eventualmente, qualche cucchiaio di brodo vegetale e un filo di olio evo.

In una casseruola, tostare a secco il riso, aggiungere poi poco alla volta il brodo caldo e portare a cottura. A cinque minuti dalla fine aggiungere la crema di broccoli (tranne qualche cucchiaio). Mantecare con burro e Parmigiano.

Nel frattempo, dopo avere ben spurgato le vongole (le metto a bagno la mattina in acqua fredda e sale per utilizzarle la sera, dopo avere cambiato l'acqua parecchie volte), le faccio aprire in padella con un cucchiaio di olio evo e il vino e mettendo il coperchio.

Servire il risotto aiutandosi con un coppapasta, completare con un cucchiaio della crema di broccoli tenuta da parte, alcune vongole, una grattugiata di scorza di limone e la cimetta tenuta da parte. 


Con questa ricetta partecipo, molto volentieri, a :
















giovedì 19 febbraio 2015

Tagliatelle con branzino, crema di pomodoro, finocchi freschi e olive

Il giovedì è il mio giorno. Cucino tutti i giorni, pranzo e cena, per 6 o più persone,.
Ad ogni pasto cerco di fare qualcosa di speciale, anche se piccolo. Ma il giovedì è il mio giorno.
Non sono a scuola e ho tempi più lunghi e distesi a disposizione. Alle sette e mezza, il tempo di fare colazione con mio marito, prendo possesso della cucina. Come dice uno dei miei ragazzi: "Il giovedì sei ingestibile mamma e soprattutto non posso studiare in cucina!".
Entro in cucina come un monaco entra nello spazio sacro del tempio. Lo faccio in silenzio, niente radio, né altre presenze. Sono solitamente preparata; nei giorni precedenti ho pensato a cosa realizzare, ho sfogliato libri e riviste, ho studiato chi meglio di me cucina, ho soprattutto "immaginato" il mio piatto, l'ho elaborato, modificato, nella mia mente, durante la  notte.
Se sono stata proprio, ma proprio bravissima e questo accade, non dico con che cadenza ma accade, ho già fatto spesa.
Metto gli ingredienti sul tavolo, peso, separo. Estraggo dai mobili misurini, bilancia, setacci, rotelle, quello che occorre. Spesso utilizzo la planetaria e allora la scopro dal suo telo e le strizzo l'occhio, sicura che anche oggi  mi aiuterà a realizzare qualcosa di buono e di bello.
Di solito cerco di impostare due o tre preparazioni, quasi non ci fosse un domani per cucinare ancora, per trovare il mio spazio, per cantare la mia nota nella vita. E naturalmente qualcosa non riesce, o crolla la stanchezza e le meringhe diventano nocciola, le spezie usate sono oltremodo eccessive, mi accorgo che mi manca qualcosa, il sugo non ha aspettato che io facessi una lavatrice e si è attaccato e un po' di delusione avanza. Esce la mia indole che non è esattamente quella del monaco. Non credo loro discutano con i cucchiai se questi si rifiutano di restituirmi una quenelle dopo che li ho manovrati per almeno 15 minuti!
Pazienza. Grazie a Dio, nel mondo c'è posto per tutti, anche per me, anche per i cuochi del giovedì.



TAGLIATELLE CON BRANZINO, CREMA DI POMODORO,
 FINOCCHI FRESCHI
 E OLIVE





per 4 persone:
per la pasta:
2 uova
200 g farina

per la crema di pomodoro:
olio evo
2 cipollotti
15 pomodorini pachino o ciliegini
250 ml di brodo di pesce
1 cm di bacca di vaniglia
sale

3 filetti di branzino
olio evo
erbe aromatiche (timo)

mezzo finocchio fresco
2 cucchiai di olive taggiasche

Pasta: impastare le uova con la farina, far riposare al coperto di una ciotola per almeno 30 minuti poi stendere l'impasto  in strisce da cui ricavare delle tagliatelle.

Crema di pomodoro; in una piccola casseruola soffriggere in due - tre cucchiai di olio evo, i cipollotti mondati e tritati. Aggiungere i pomodorini lavati e tagliati in quattro parti. Tenere la fiamma alta. Salare. Unire il brodo di pesce ben caldo, il pezzetto di bacca di vaniglia, abbassare la fiamma e sobbollire fino a restringimento del sugo. Eliminare la bacca poi passare il tutto al mixer ad immersione per realizzare una crema.





Togliere la pelle ai filetti di branzino, metterli in un piatto fondo e condirli con olio evo ed erbe aromatiche. Coprire con pellicola da cucina poi far riposare in frigo per almeno 30 minuti. Scottare poi i tocchetti di pesce per pochissimi minuti,m in una padella con poco olio evo. 

Mondare e lavare il finocchio (conservarne le barbette), affettarlo, unirlo alle olive e condire con sale e un filo di olio evo.






Cuocere le tagliatelle in acqua bollente salata poi, appena affiorano, trasferirle nella pentola salta pasta in cui avremo tenuto in caldo la crema di pomodoro. Saltare, aggiungere eventualmente un altro filo di olio. Unire il finocchio fresco con le olive e i tocchetti di branzino.
Decorare il piatto a piacere con qualche barbetta di finocchio.



martedì 17 febbraio 2015

Nella mia parrocchia il Carnevale si festeggia da tantissimi anni con una bella sfilata di carri per le vie del paese. Mica una cosa da Viareggio, una cosa giusta per noi. Carri fatti con le notti dei ragazzi e delle ragazze dell'oratorio e dei genitori dei bambini che su quei carri sfileranno. Carri che temono la pioggia perché vengono fatti all'aperto, che sono la dimostrazione scientifica della relatività perché la sera della vigilia  passi loro davanti e vedi solo brulle strutture. Il giorno dopo torni a passare et...voilà, tutto pronto,  dignitosi, belli, allegri  e colorati, pronti a svolgere il loro importante ruolo.

Credo che per i bambini rappresentino un sogno, dei  fantastici vascelli su cui attraversare il paese guardandolo finalmente dall'alto al basso e non più ad altezza ginocchia, orgogliosi della loro capacità di mostrarsi  quali effettivamente sono,  eroi di fiabe o di mondi fantastici, pronti a tutto pur di salvare noi poveri adulti.   A distanza di anni non ho più figli da accompagnare sui carri. In realtà per i primi anni ho gioito per aver adempiuto anche a questo mio dovere di mamma ma mi piace ricordare quelle  giornate e il loro scorrere. La sfilata fatta incrociando le dita perché nessuno si ammalasse, il ritorno a casa cercando di proteggerli dai "mostri delle bombolette spray", lo scuoterli fuori casa per togliere l'eccesso di coriandoli e stelle filanti. E poi una doccia calda, il pigiama, una copertina sul divano a guardarsi un bel cartone animato e una merenda golosa, come questa.  Mi dicono che le VHS non esistono più. E' vero?



BOMBOLONCINI DI CARNEVALE





500 g farina 00
1 cubetto lievito di birra
100 g latte
50 g zucchero semolato più quello necessario a rivestire i bomboloni dopo la cottura
100 g burro morbido
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina (decisamente meglio la vaniglia vera però)
3 uova
la scorza di un agrume (ho messo il mandarino)
olio di semi di arachide



Sciogliere il lievito nel latte tiepido. Nell'impastatrice mettere la farina, latte e lievito, lo zucchero, il burro, sale, vanillina, scorza del mandarino e uova. Impastare per almeno 15 minuti. Mettere in una ciotola il composto e ricoprire di pellicola da cucina poi riporre in luogo tiepido come il forno prima preriscaldato a 50° e poi spento. Lasciare in lievitazione 2 ore. Stendere la pasta con il mattarello, con uno stampino tondo o il bordo di una tazzina da caffè ritagliare tanti cerchi di circa 6 cm di diametro e lasciarli in lievitazione altri 20 minuti, sul tagliere, senza coprirli. 






Friggere in generoso olio di semi di arachide a 170° , eventualmente scostando la pentola dal fuoco appena tende a salire troppo. Un termometro da cucina costa meno di 10 euro e vale la pena possederne uno. Occorre circa 1 minuto di cottura per lato. Togliere man mano i dolcetti dall'olio, scolarli su carta assorbente da cucina, e passarli dopo pochi secondi in un piatto con zucchero semolato.





Perché bomboloncini e non bomboloni? Ovvio, per mangiarne di più!

sabato 14 febbraio 2015

Guancialini di maiale alle spezie

In questo periodo dell'anno si trovano sui banchi della macelleria questi guancialini di maiale, economici e saporitissimi. Richiedono una lunga e dolce cottura per intridersi bene dei sapori con cui decideremo di accompagnarli. A casa di un'amica li ho gustati in questa versione, profumati, tenerissimi, si scioglievano in bocca. Ci hanno nutrito di gioia e piacere forse perché avevano anche il sapore  dello stare insieme, dell'essere certi l'uno dell'altro anche se non ci si vede tutti i giorni.
Li ho rifatti a casa mia e sono davvero buoni. Ma quella sera lo erano di più.



GUANCIALINI DI MAIALE ALLE SPEZIE






2 guancialini a testa
1 cipolla rossa
mezzo gambo di sedano
3 carote
olio evo
sale e pepe
30 g di farina
3 dl vino rosso 
brodo di carne leggero
1 fagottino contenente 1 foglia di alloro, 1 pezzetto di corteccia di cannella, 3 chiodi di garofano, 1 pezzetto di zenzero fresco, 1 stella di anice

polenta pronta
olio evo
1 rametto di rosmarino

Pulire bene i guancialini da grasso e filamenti. Insaporirli bene con sale e pepe, avvolgerli nella farina. In una casseruola soffriggere in 4 cucchiai di olio evo, prima la cipolla di Tropea tritata finemente poi sedano e carote, tagliati un po' più grossolanamente. Aggiungere i guancialini, rosolarli bene da tutte le parti, sfumarli con il vino rosso. Aggiungere il fagottino con le spezie, confezionato utilizzando una garza e fermato con spago da cucina.






Abbassare la fiamma, mettere il coperchio e cuocere a fiamma bassissima per circa due ore, si devono quasi sfaldare. Il sugo si restringerà poco alla volta ma se occorresse aggiungere poco brodo in modo che la carne rimanga ben coperta e si intrida degli aromi presenti.. 
Quando saranno pronti servirne due guancialini per commensale, accompagnandoli con una generosa cucchiaiata di sugo e cubetti di polenta saltati in padella con pochissimo olio evo profumato dal rametto di rosmarino.


giovedì 12 febbraio 2015

Capesante, patate e mele

Un antipastino sfizioso per una cena speciale e ognuno decide qual'è la sua.
Le opzioni possibili sono:
- festa di famiglia
- esame universitario superato
- anniversario di matrimonio o di fidanzamento o di primo incontro o di primo cinema o di prima di quel che volete
- viaggio di ritorno dal lavoro senza traffico
- capesante in offerta
- aver assolto ad impegno lavorativo importante e soprattutto scocciante
- essere tutti a cena insieme dopo settimane
- essere capaci di farsi da mangiare da soli in modo più che decoroso anche senza ricorrere a mamma o strani salti o al Mac
- semplicemente festeggiare il fatto di esserci. La vita merita di essere festeggiata.


CAPESANTE, PATATE E MELE






3 capesante a testa
1 kg di patate
500 ml di latte
timo fresco
1 spicchio d'aglio
40 g di burro
1 mela Granny Smith
50 g nocciole pelate
olio evo 
aceto balsamico
rucola
sale

Pelare le patate, lavarle, tagliarle a pezzi e cuocerle nel latte profumato dallo spicchio d'aglio e da ltimo fresco. Aggiungere anche un pizzico di sale. Quando saranno ben cotte passarle al mixer aggiungendo eventualmente poco liquido di cottura per ottenere un morbido purè cui si aggiungerà metà del burro richiesto nella ricetta. 
Lavare la mela e tagliarla a fiammiferi. Immergere in acqua gelata fino all'utilizzo.
Condire con un filo di olio evo,  balsamico e sale  la rucola. 
Saltare le nocciole con un filo d'olio per dare colore e croccantezza, poi romperle grossolanamente. 
Lavare le capesante e scottarle in due cucchiai di olio evo e 20 g di burro, due minuti per parte.

Impiattamento: al centro del piatto sistemare il purè di patate aiutandosi con una sac a poche con bocchetta a stella. Sistemarvi sopra le capesante e intramezzarle con poche foglia di rucola. 
Sopra ad ogni capasanta mettere uno o più bastoncini di mela ben sgrondata dall'acqua. Cospargere con le  nocciole, qualche goccio di olio e servire. 









martedì 10 febbraio 2015

Insalata di mare invernale

E' l'inverno dei cavoli e li ho messi anche insieme al pesce! Mai dire mai; certe abbinate ci trovano diffidenti e finiscono con lo stupirci davanti alla  loro capacità di fondersi e completarsi. Ingredienti a volte dimessi, non certo da piatti stellati, presi al volo nell'apparente occasionalità di offerte e stagionalità. Ingredienti capaci di approcciarsi con  rispetto, disponibili a farsi reciprocamente da spalla, affinché l'altro possa dare il meglio di sé. Insieme esplodono di profumi e colori impensati, raccogliendo l'ammirazione di chi finalmente riesce a coglierne tutta la bellezza e l'energia.
E' un incontro fra innamorati.


INSALATA DI MARE INVERNALE






300 g di ciuffi di calamari
1 cavolfiore
200 g di pomodori ciliegini
olio evo
1 spicchio d'aglio
1 macinata di peperoncino
mezzo bicchiere di vino bianco secco
maggiorana
sale e pepe

Mondare, lavare e cuocere il cavolfiore a vapore, dividendone le cimette. La cottura deve mantenere la consistenza delle verdure. 
Mettere a scaldare in una padella 3 cucchiai di olio evo con lo spicchio d'aglio e una macinata di peperoncino. Unire i ciuffi di calamari e lasciarli insaporire qualche minuto. Aggiungere quindi i pomodorini lavati e tagliati in quattro parti. Sfumare con il vino bianco secco. Salare e pepare poi mettere il coperchio, abbassare il fuoco e cuocere per almeno 20 minuti. Aggiungere eventualmente poca acqua calda e controllare che i ciuffetti di calamari siano diventati teneri.
Sistemare le cimette di cavolfiore in un piatto, versarvi al centro un generoso cucchiaio di ciuffetti di calamari, completare con qualche goccia di olio evo, una macinata di pepe, qualche fogliolina di maggiorana o di altre erbe aromatiche a piacere. 




sabato 7 febbraio 2015

Tortine alle mele






E' arrivata la grande neve anche qui. La grande neve  dura un giorno, due,  ma nel suo silenzio scombina tutto e tutti. Ci  dimostra che i ritmi possono cambiare e come e senza percorsi di crescita personale. Nel giro di qualche ora ti accorgi che le scuole possono rimanere chiuse o quasi, che i bambini possono dormire un giorno in più', anzi avranno anche in omaggio un'intera  di giochi sulla neve con il papà, senza essere in settimana bianca. Ti accorgi che la dispensa non è poi così vuota e puoi mandare la spesa, anche il pane un po' secco non è poi così male. E un buon brodo di dado?
Non devi pagare per fare un po' di esercizio fisico o arrabattarti per trovare il momento più' opportuno per la palestra, quello che non andrà ad incidere troppo nella produttività della tua giornata. Basta armarsi di pala e uscire in cortile o davanti a casa, perché altro non puoi fare, il lavoro oggi aspetta. Ti rendi conto di quanto gas e luce siano beni davvero apprezzabili perché ti vengono a mancare e magari avresti anche bisogno di un posto caldo per dormire. Mangi a lume di candela e non sei in un ristorante di lusso, bevi la neve sciolta e non partecipi ad un corso di sopravvivenza, di quelli tanto cari ai nostri amici americani o australiani.
Puoi scegliere se vedere le cose così e magari guardarti attorno per vedere se qualcuno ha bisogno di qualcosa o puoi passare la giornata a lamentarti dei ritardi o delle inadempienze dei servizi comunali, dimenticando che mentre tu sei su Fb a lanciare improperi, tante persone sono fuori dalla notte a fare il possibile. Il possibile, non l'impossibile. E soprattutto ci fai la figura barbina di chi, in tanti anni, non si è ancora accorto che la neve non ci sente e se pensa bene di scendere, scende, sornionamente incurante del tuo umore. Qui vicino a Parma dicono "Tolasudolsa".Letteralmente, prendila con dolcezza, non scontrati a testa bassa contro un avversario che sai più forte in partenza.
E se il forno dovesse funzionare, torta di mele!


TORTINE ALLE MELE






per la pasta frolla:
250 g di frina
125 g di burro
100 g di zucchero
1 uovo
scorza di limone grattugiata
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale


per il ripieno:
1 mela
amaretti
cannella e chiodi di garofano in polvere
scorza di agrumi (arancia)
liquore a piacere (rum o liquore all'arancia)
zucchero di canna

Preparare il ripieno pelando la mela e tagliandola a fette sottili. Metterla in una ciotola con due cucchiai di zucchero di canna, la scorza di un agrume, mezzo bicchierino di liquore, cannella e chiodi in polvere (a piacere), mescolare, coprire con pellicola da cucina e lasciar riposare almeno 30 minuti.
Nel frattempo impastare gli ingredienti necessari per la frolla, avvolgere anch'essa in pellicola trasparente e riporla in frigorifero per 30 minuti.
Riprendere la pasta, stenderla e rivestire degli stampini da crostatine imburrati e infarinati, cospargere il fondo con alcuni amaretti sbriciolati con le mani, riempire con le mele sgocciolate dal loro liquido.






Ricoprire completamente la tortina, sigillare i bordi e punzecchiarne la superficie con i rebbi di una forchetta.







Forno a 175° per 20 - 25 minuti circa. A piacere si può cospargere con zucchero a velo e accompagnare con una crema inglese. 




giovedì 5 febbraio 2015

Panino salsiccia e finocchi

Amo molto il profumo dei semi di finocchi e anche il finocchio crudo che crocca in bocca. Ho cercato di mescolare queste due piacevolezze, approfittando di una giornata che registrava un basso numero di presenze a pranzo. Il risultato è stato ciò che speravo, ma  resterà una ricetta per pochi estimatori.


PANINO SALSICCIA E FINOCCHI






per il pane:
400 g farina 00
100 g farina integrale
275 ml acqua
20 ml olio evo
1 bustina lievito liofilizzato
1/2 cucchiaino zucchero
12 g sale
1/2 cipolla di Tropea
semi di finocchio

semola 

per la farcitura;
insalata lattughino
1 finocchio
2 gambi di sedano bianco
olio evo
sale e pepe
luganega

Per il pane; pelare e tritare la cipolla. Cuocerla in poco olio evo, sale e pepe fino a renderla morbida.
Nella planetaria mettere nell'ordine il sale, l'olio, la farina, il lievito, lo zucchero e iniziare a miscelare. Aggiungere gradatamente l'acqua e impastare. Versare la pasta sul tagliere ben spolverato di semola, coprirla con plastica (io uso i fogli che utilizzano in gastronomia per separare i salumi) e attendere 10 minuti. Riprendere la pasta, allargarla con le mani, distribuirvi sopra i semi di finocchio e la cipolla ben raffreddata e impastare. Dividere il composto in quattro parti e dare loro la forma della ciabatta. Stendere queste 4 forme su di una teglia rivestita di carta da forno, spolverarle abbondantemente di semola, coprire con la plastica e lasciar lievitare un'ora.
Cuocere in forno ben caldo a 175° per 25 minuti circa.









Per la farcitura:
spellare la salsiccia, tagliarla a tocchi di 8 cm circa di lunghezza, aprirla lateralmente e cuocerla snza condimenti in una padella antiaderente.
Mondare sedano e finocchio, lavarli bene, tagliarli a cubetti o a fettine sottili, condirli con olio, sale e pepe. Procedere allo stesso modo con il lattughino.

Panino: Tagliare la ciabatta a pezzi, aprire ogni parte tagliando orizzontalmente.







Ricoprire la superficie con il lattughino, sovrapporre l'insalata di finocchi e sedano e terminare con la salsiccia.







Chiudere e servire. Buono. 

martedì 3 febbraio 2015

Ratatouille e frittata

Mi sono avvicinata alla ratatouille dietro l'onda emotiva suscitata dal film .
L'ho già realizzata una volta, in versione differente, ma è un piatto che si può fare in mille modi, giocando sulle dimensioni delle verdure.
Nonostante esploda d'estate, lo si può realizzare lungo l'intero corso dell'anno.
Questa volta ho voluto ingentilire le verdure con un taglio piccolo, minuto, da gioiellino.
Dovevano andare in soccorso di un'anonima frittatona salvacena, e renderla curiosa, piacevole, agli occhi prima e al gusto poi.
Grazie ratatouille!


RATATOUILLE E FRITTATA






per 10 persone:
frittata:
8 uova
70 g Parmigiano reggiano
sale e pepe
prezzemolo

ratatouille:
olio evo
1 melanzana grossa (circa 400 g)
1 peperone giallo
1 peperone rosso
2 zucchine
1 cipolla di Tropea
sale e pepe
timo



Frittata; battere in una ciotola le uova con il formaggio il prezzemolo lavato e tritato finemente, il sale e il pepe. Versare il composto in una taglia rivestita di carta da forno e cuocere in forno preriscaldato a 180° per mezz'ora circa.






Lasciare poi intiepidire e tagliare a quadrati con un piccolo coppapasta o stampino per biscotti.

Ratatouille: lavare le verdure, tagliarle a cubetti di circa 5 mm di lato (niente di che, occorre solo un buon coltello) e cuocerle separatamente in padelle con poco olio evo, sale e pepe e un pizzico di timo.  In una padelle le zucchine, in un'altra la Tropea, poi i peperoni e infine le melanzane. La cottura deve svolgersi abbastanza rapidamente. Le verdure devono ammorbidirsi ma mantenere consistenza. 
In particolare le melanzane vanno prima saltate in padella senza olio, in modo che la loro superficie si sigilli, prendendo leggermente colore, e questo impedisca loro il solito eccessivo imbibirsi di olio. Questo potrà essere essere a giunto a filo solo in un secondo momento, così darà sapore senza sgradevoli esagerazioni. La cottura separata è utile affinché le verdure mantengano i loro sapori e i loro aromi ben distinti.






Solo quando si sarà pronti per andare in tavola, si riuniranno tutte le verdure in un'unica padella, a fuoco basso,  per amalgamarle e profumarle con alcuni aghetti di timo.





Riprendere i quadratini di frittata, posizionarvi sopra il coppapasta quadrato e riempirlo con due cucchiaini di ratatouille. Pressare leggermente, poi sfilare. Le verdure rimarranno ben composte. 
Completare con un pomodorino confit.
Questi stuzzichini si possono gustare sia tiepidi che freddi.